Borsa del turismo archeologico a Paestum scoperte nuove tombe ma non arrivano soldi per gli scavi

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SALERNO – «A Paestum arrivano meno soldi rispetto a Pompei? Il perchè dovreste chiederlo ai politici. So solo che quando hanno investito sul sito salernitano, dove in estate scorsa abbiamo scoperto tombe di età ellenica e lucana, abbiamo presentato progetti trasformatisi in realtà, in tempi e modalità giusti. Il problema è che l’archeologia non deve essere intesa in termini economici: può creare indotto economico. E queste sono due valutazioni diverse, non sono sullo stesso piano». È dalla Borsa Mediterranea del Turismo archeologico che il direttore del Parco e del Museo archeologico nazionale di Paestum, Marisa Cipriani, ha colto l’occasione per analizzare ed illustrare lo stato in cui gli esperti dell’importante settore lavorano. A margine di un convegno internazionale, incentrato sul lavoro svolto dai carabinieri del Nucleo Tutela patrimonio artistico, la dottoressa ha avuto modo di spiegare la realtà in cui versano i giacimenti culturali del salernitano. CIPRIANI: «OPERIAMO SENZA FONDI» – «Sono anni che non vediamo una lira», ha detto. «Grazie alla costante opera collaborativa con i carabinieri del Nucleo campano del capitano Elefante siamo in grado di eseguire un lavoro prezioso: la prevenzione e la tutela. In estate e qualche settimana fa abbiamo scoperto altre tombe, circa 30, del quarto e sesto secolo a. c. Forse c’è stata poca pubblicità sulla scoperta ma il nostro lavoro viene svolto costantemente e con grande impegno, nonostante le difficoltà. Bisogna continuare a puntare sulla messa in valore del reperto che deve essere apprezzato per quello che è e non per il valore economico», ha chiosato spiegando che il termine «valorizzazione» è una «orribile invenzione». Una analisi lucida e chiara quella del direttore Cipriani che si è inserita, in parte, nel dibattito apertosi nell’ambito del convegno, internazionale, dal tema: «La protezione dei beni archeologici: l’esperienza dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale e quella degli altri Paesi», al quale hanno partecipato, tra gli altri, il comandante nazionale del Nucleo, il generale Pasquale Muggeo, l’omologo regionale campano, il capitano Carmine Elefante, e il direttore generale per il Patrimonio culturale della repubblica turca, Murat Suslu (Paese ospite dell’ordierna edizione della Borsa). I CARABINIERI: «CAMPANIA, POCHI FURTI NEI BENI CULTURALI» – Sul versante squisitamente «operativo», i dati snocciolati durante il dibattito vedono sorridere la nostra regione. «La Campania non detiene la palma di record per furti ecclesiastici nè per gli scavi illeciti, ha esordito il generale Muggeo. Anzi, proprio perchè ricca di notevole risorse archeologiche rientra, come vittima, nelle 32 richieste di rogatoria internazionale per reperti rubati e portati all’estero». E su altri dati, la Campania sembra continuare a sorridere. Furti nelle chiese in calo e comunque dopo il Lazio e la Sicilia. Addirittura, dopo alcune regioni del Nord. Andando oltre e contestualizzando i reati ai confini regionali, Napoli e Caserta detengono il primato, negativo, dei due reati. Salerno è terza. Nel corso del dibattito, sono state annunciate anche altre due importanti notizie per il Nucleo specializzato in archeologia: il tenente colonnello Alberto Deregibus sarà il primo militare a far parte in pianta stabile dell’Unesco. Non ultimo, sempre i carabinieri del Nucleo TPA collaboreranno con l’Interpool grazie allo scambio di notizie nel database. Il confronto ha fatto emergere due elementi importanti, ben riassunti dal generale Muggeo: decontestualizzazione e collaborazione. La seconda, come ebbe modo di spiegare durante una conferenza stampa il capitano Elefante, deve essere alla base del rapporto tra carabinieri e cittadino. Questi ulitmi, con il proprio apporto, contribuiscono ad individuare e perchè no a recuperare reperti. Decontestualizzare, invece, è una modalità che fa riferimento alla posizione geografica dei reperti, troppo spesso lontani dai propri paesi di origine e, quindi, fuori «contesto» perdendo di fatto un valore insito. Rosa Coppola