IN Movimento per Vivo: "il piano triennale delle opere pubbliche è un libro degli incubi"

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Il 19 novembre si tenuta un’Assemblea sul piano triennale delle opere pubbliche.

Si è discusso di quello che in genere viene chiamato il libro dei sogni e che il Movimento considera invece “Il libro degli incubi”.

A prescidere dagli aspetti relativi al finanziamento ipotetico delle opere, in particolare nell’attuale situazione economica, ne è  stata sottolineata e criticata la filosofia di fondo, improntata alla realizzazione di grossi interventi sulla viabilità e sui parcheggi, mentre sono carenti o assenti interventi su altri aspetti molto importanti ed urgenti.

Nessun intervento che riguardi la realizzazione di fogne, eppure in tante zone del nostro Comune è ancora una esigenza primaria non soddisfatta.

Solo il 3% degli interventi sono destinati alle scuole, solo il 2,4% al risparmio energetico ed alle fonti alternative, solo il 3% alla prevenzione del dissesto idrogeologico, altrettanto per gli impianti sportivi.

Altro elemento emerso dall’analisi del documento è che esso è la copia conforme di quello di un anno fa ed è molto simile a quello di due anni fa. E’ l’ennesima dimostrazione che Vico è senza una guida politica in grado di programmare interventi seri sul territorio che mettano in sicurezza l’ambiente naturale e la popolazione.

Abbiamo deciso che, con la collaborazione di tutti, nei prossimi giorni elaboreremo un documento di osservazioni che, dati alla mano, indichi un indirizzo alternativo più realistico (senza megainterventi irrealizzabili, specie in questa fase di ristrettezze finanziarie) e più aderente ai bisogni veri di questa Città.

Abbiamo un debito con il nostro territorio. Adesso dobbiamo investire qualcosa per la sua salvaguardia. Per anni gran parte delle opere pubbliche sono state finanziate con le entrate derivate dagli oneri di urbanizzazione dei condoni. Quindi abbiamo finanziato opere pubbliche con soldi derivanti da attacchi al territorio. Noi crediamo che si debbano finalizzare i prossimi oneri di urbanizzazione, che negli anni a venire diminuiranno bruscamente, alla realizzazione di opere di difesa del territorio. Dobbiamo pagare il nostro debito alla natura, al suolo, all’ambiente, prima che questi si ribellino, come accaduto tante volte, anche di recente, con interruzioni stradali ed enormi danni all’economia e al turismo. Non dimenticate il gennaio 1997, quando tutto ci franò addosso.

In Movimento per Vico