Da Ravello a Sapri l´odissea di Preziosa Zurlo la donna di Tramonti morta lontana da casa raccontata dalla sorella

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«Mi auguro che qualcun altro, nel prossimo futuro, non sia costretto a vivere la stessa esperienza di mia sorella, condotta, a bordo di un’ambulanza, fino all’ospedale di Sapri, a così tanti chilometri di distanza dal suo luogo di residenza».
• A sfogarsi è Maria Zurlo, sorella di Preziosa Zurlo, l’ottantanovenne di Tramonti, in costiera amalfitana ,  deceduta nella struttura ospedaliera saprese nel Cilento , alla fine della provincia di Salerno , dopo quattro giorni di degenza. Nosocomio in cui era stata trasportata dall’ospedale Costa d’Amalfi di Castiglione di Ravello , nel quale era giunta per via di disturbi cardiaci. I funerali della donna si sono svolti ieri mattina a Polvica, una delle frazioni di Tramonti, nella chiesa del Convento di San Francesco, ma ancora oggi ci si interroga sul perché l’ottantanovenne, dal comprensorio amalfitano, sia stata trasferita fino a Sapri. «Mia sorella era anziana, aveva i suoi acciacchi – evidenzia la signora Maria – ma spero, vivamente, che la medesima brutta esperienza non capiti a qualche altro paziente della Costiera. Non è possibile, infatti, che qualcuno, per essere curato, debba essere costretto ad andare così lontano dai propri affetti. Un degente, soprattutto anziano, non può essere lasciato da solo, senza il conforto dei suoi familiari».
• Uno sfogo legittimo, quello della signora Maria, che nonostante la disgrazia che l’ha colpita, mantiene la calma e la luciditá. Perché ciò che le preme sottolineare, è che la stessa odissea non possa essere rivissuta da altri. Preziosa Zurlo, domenica scorsa era giunta nel nosocomio costiero, per alcuni scompensi cardiaci piuttosto gravi. E, dopo le prime cure, era stato deciso di trasferirla in una struttura maggiormente attrezzata, per essere monitorata e tenuta sotto controllo. Ma l’unico posto disponibile era a Sapri.
Gaetano de Stefano