Usa, vietate le bugie online

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Proposta d’emendamento al Computer Fraud and Abuse Act statunitense. Creare account fasulli o mentire sul proprio aspetto potrebbero rappresentare un reato. Come si trattasse di attacchi informatici
Roma – Il vento di protesta ha soffiato senza sosta ai vertici del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Organizzazioni del calibro di ACLU ed Electronic Frontier Foundation (EFF) contro la proposta di emendamento alla legge nota come Computer Fraud and Abuse Act (CFAA).

Le menzogne online dovrebbero costituire un autentico reato, in evidente violazione dei termini di servizio stabiliti dalle varie società operative sul web. La proposta del Department of Justice (DoJ) punirebbe i netizen statunitensi per aver creato un profilo fasullo su Facebook o aver mentito sul proprio peso in un sito di dating come Match.com.

Al centro delle polemiche è così finita una specifica sezione del CFAA – legge introdotta alla metà degli anni 80 – in particolare quella che punisce quelle attività al di là degli accessi autorizzati ad un determinato servizio online. Nell’ottica del legislatore, una tutela da attacchi informatici e furto di informazioni. da puntoinformatico.it