Tassi record per i Btp a 3 anni: 6,29% Lo spread torna a salire, Borsa -2%

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Rendimenti ai massimi dal 1997, ma richieste in crescita Barroso: confidiamo in Monti. Produzione industriale Ue in calo ROMA – Dura poco l’effetto Monti sui mercati. Dopo il rialzo di giovedì, oggi Piazza Affari è tornata a scendere, mentre i titoli di Stato sono tornati sotto pressione e l’asta di Btp triennali ha fatto segnare rendimenti record dal 1997. Il differenziale di rendimento fra il decennale italiano e il bund tedesco si è invece riallargato verso quota 500 e i rendimenti dei bonos spagnoli saliti per la prima volta da agosto sopra il 6%. Piazza Affari, dopo un’apertura in rialzo sulla scia dei guadagni delle piazze asiatiche, ha frenato portandosi in territorio negativo. Ma è tutta l’Europa ad essere debole per i timori sul debito sovrano dei paesi dell’Eurozona. Milano ha chiuso con un calo dell’1,99%. Soffrono in particolare i titoli del comparto auto, delle banche, con il tonfo di Unicredit (-6%), e delle assicurazioni. Il Tesoro ha collocato Btp a 5 anni per 3 miliardi di euro, l’importo massimo previsto, con un rendimento del 6,29%, in crescita dal 5,32% di ottobre e il livello più alto dal 1997. In aumento la domanda, pari a 4,06 miliardi. E’ stata proprio la tensione sui titoli di Stato italiani e spegnere l’entusiasmo sul mandato a Monti e sul nuovo governo greco. Dopo una buona partenza, il calo della produzione industriale nell’Eurozona (-2% a settembre) e soprattutto i rendimenti da record registrati nell’asta dei Btp quinquennali hanno riacceso i timori sui mercati continentali. Lo spread fra i Bund e i Btp italiani a 10 anni è sceso a 448, poi è tornato a salire sopra quota 500, con il tasso del 10 anni italiano in rialzo al 6,60%, per poi chiudere intorno a quota 490. Sul movimento incide il crescente interesse del mercato verso il Bund che porta il rendimento del 10 anni tedesco a segnare un calo di 8 punti base all’1,81%. Il differenziale della Spagna si è ampliato a 412,5 punti base e quello della Francia ha superato 150. Da Bruxelles, il portavoce del commissario agli Affari economici Olli Rehn intanto chiarisce: «La nostra diagnosi dell’economia italiana non cambia solo perché è cambiato governo». Anche se, aggiunge, Monti è stato chiaro su rigore nei conti e riforme. Da Bruxelles si è appreso di colloqui telefonici nella mattinata fra il premier incaricato Mario Monti e i presidenti di commissione e consiglio Ue Josè Manuel Barroso e Herman Van Rompuy. Monti è stato chiaro fin da subito nel sottolineare la necessità di rigore ed equilibrio tra consolidamento di bilancio e riforme strutturali, ha detto ancora il portavoce di Olli Rehn commentando le parole del presidente del Consiglio incaricato. Barroso a Monti: «Sono certo che lei saprà affrontare con successo le difficoltà economiche che l’Italia attraversa in questo momento, affinchè il paese possa al più presto tornare ad essere il grande protagonista dell’Europa comunitaria che è sempre stata nel passato», scrive Barroso in una lettera inviata a Monti. Nel mese di settembre la produzione industriale nella zona euro è scesa del 2% su base mensile. Lo ha reso noto Eurostat. Su base annuale il dato ha segnato un aumento del 2,2%. Nella Ue-27, il calo in settembre è stato dell’1,3%, mentre su base annua la crescita è stata del 2,2%. Nel mese di agosto, rispetto a luglio, la produzione industriale era aumentata dell’1,4% nella Ue-17 e dell’1% nella Ue-27. In Italia, in settembre la produzione industriale è diminuita del 4,8% rispetto al mese precedente e del 2,7% rispetto all’agosto 2010.

IL MATTINO.IT