Il “Motus” a Napoli riscuote successi con i suoi nuovi imput al novo modo di vivere.

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Il già noto locale di piazza Municipio 5 “Motus” con una serata inaugurale dedicata alle innovazioni apportate sia alla struttura che alla cucina, pasticceria ed altro ha voluto invitare, ad ingresso libero, un gran numero di persone, attori come Vincenzo Soriano, ed altri personaggi compresi giornalisti accolti da Laura Gambacorta,che d’ora in poi potranno ritrovare in questo posto qualcosa in più che Napoli offre. Il Motus vivrà quindi le sue intense giornate dalle ore 7 del mattino con caffetteria, sala da the e snack, dalle 12 alle 15 il pranzo Motus, dalle 18,30 alle 20 l’aperitivo e dalle 20 cena con i “Murzilli d’Autore”, tanti piccoli assaggi ai grandi piatti per una cena ricca di sapori eccezionali, creatività e originalità. Il modo di vivere degli amanti delle chicche dell’alta enogastronomia a Napoli si è arricchito di un nuovo format per gustarla. Il Motus, dopo aver accolto da appena un mese il maestro Pasquale Marigliano, artefice della raffinata ed attraente, sia visivamente che nei gusti, pasticceria e cioccolateria, si è arricchito dello chef Gioacchino Catalano. Il propositore di una vasta gamma di Finger Food che saranno il motore portante della novità di questo locale. Catalano, seppur giovane d’età, gode di affermazioni lavorative realizzate in ristoranti che hanno storicamente rappresentato l’optimum del settore come il Savini di Milano dove nel 1955 nacque l’Assocazione maître italiani ristoranti e alberghi della quale dalla costituzione del sodalizio la sezione napoletana vanta l’ininterrotto eletto alla conduzione regionale Cav. Giuseppe Di Napoli che ha avuto alti incarichi anche in campo nazionale e dei quali ne conserva alcuni. Gioacchino Catalano, con il suo lavoro e la sua arte, si è fatto apprezzare anche al Grand hotel Cala di Volpe che, come tanti sanno, risulta essere una delle più prestigiose strutture a cinque stelle, ed in queso caso ampliate da quella lusso, accoglienti il turismo a Porto Cervo, uno dei luoghi di villeggiatura più in del nostro Paese. Dal 2004 la passione per la sua Napoli, ha portato Catalano a tornare nella sua Marano per mettere a disposizione del locale di famiglia “Natalino” Antichi Sapori, le conoscenze acquisite nel corso del suo tour di lavoro. Nella serata che il Motus ha realizzato per far conoscere le sue nuove realtà, un continuo ed innumerevole numero di persone hanno potuto, ad ingresso libero, gustare le prelibatezze dei due artefici del “Buon Gusto” che potremo d’ora in poi trovare nel centralissimo locale partenopeo. Elencare i Finger Food degustati sarebbe troppo lungo ma alcuni sono da segnalare come: Un pacchero farcito con una salsa alla genovese su una fonduta di pecorino; la Polentina agli agrumi su insalatina di granseola; le Alici farcite con scarola su una salsa arrecanata; il Biancomangiare alle cipolle con salsa ai pistacchi (un soufflè di cipolle su crema di pistacchi); la Zuppetta di cozze al pomodoro; il Polipo lesso e poi grigliato su crema di patate; il Minihamburger di Palamito scottato su una concassè di pomodorino con basilico. Continuando con dolci e cioccolatini di Pasquale Marigliano come il e il babà alla mela Annurca o alla cassata siciliana con l’originalità della bagna a pompetta personale. Ad accompagnare i “Murzilli d’Autore” elaborati in primis dallo chef Gioacchino Catalano sono stati abbinati i vini dell’Azienda vinicola Astroni, di Napoli, nota per i suoi spumanti “Astrò” e i classici vini Falanghina ed a termine oltre al conosciutissimo ed affermato limoncello l’Azienda Petrone di Mondragone, ha permesso di gustare il suo nuovo “Falernum Elixir” un liquore nobilitato in barrique prodotto con Acquavite di vino ed invecchiato per oltre tre anni. Una serata nella quale il locale ha potuto metteresi in bella mostra per la sua bellezzza ed originale , spaziosa ed innovativa forma di arredamenti oltre che per il servizio offerto con il suo personale e l’attenzione che questo come la direttrice del locale Debora Russo, il direttore di sala Agostino Cacace e per il servizio Maria Neve Galasso, ha saputo avere nonostante la gran moltitudine di gente accorsa, ma soprattutto per le delizie che i suoi artefici di cucina hanno saputo regalare anche ai più esigenti ed esperti enogastronomi come il famoso “Maccheronico” Antonio Fiore, attento ed integerrimo maestro della vera, sana e gustosa arte culinaria abbinata alla scoperta o riscoperta di locali che veramente possano fregiarsi del titolo di “grande cucina” dai “grandi sapori”. Le intense giornate del Motus si sono quindi rafforzate ma il lavoro poco conta se si ha a disposizione personale che lavora con passione ed interesse al proprio successo che diventa poi quello del locale e della ciità dove questo è sito. Ne è esempio Maria Neve Galasso, che nonostante la tanta gente servita, nonostante una serata nella quale era difficile anche muoversi per la gran folla, al termine era fresca come la neve e sembrerebbe solo una battuta ma è una realtà perchè intervistata da chi l’ha notata per la sua grande dedizione al lavoro ha saputo essere di una cortesia e gentilezza unica nelle risposte da far pensare che solo con queste giovani leve Napoli può risorgere. Il discorso giovani per altri versi trova però delle difficoltà che il maestro Marigliano cerca quotidianamente di affrontare. Il

gran maestro di pasticceria, Marigliano si è detto molto preoccupato per i ragazzi che si abituano sin da piccoli con le papille gustative alla distruzione dei gusti ad esempio a gustare una fragola prodotta chimicamente attraverso il gusto rilevato da una molecola di questo frutto da aziende che producono prodotti commerciali per essere competitive sul prezzo e sempre standardizzate sul gusto e dare costantemente gli stessi sapori. Di qui l’opera di Marigliano di trasmettere, attraverso la sua opera, insegnamenti alle giovani leve con un esempio del suo operato nel mantenere alti i valori campani che è rappresentato dall’originale babà da lui prodotto alla mela Annurca ma anche alla cassata siciliana giusto per ricordare un popolo che con il Regno delle due Sicilie ha vissuto momenti di splendore anche con l’enogastronomia. Questo anche perchè i giovani di oggi sono diversi per la facilità di spostamento che hanno nel proprio lavoro mentre una volta si fossilizzavano in un laboratorio di cucina senza aprire le proprie frontiere di esperienza ad altri gusti e realtà. Personalmente – afferma Marigliano – esperienze estere, come nel mio caso vissute, al rientro nel proprio territorio d’origine penso che possano essere di grande utilità per poter realizzare ed esprimere al meglio le proprie tradizioni, i sapori della propria regione e la presentazione di questi al cliente avendo cura di riscoprire e riproporre la gastronomia campana. Per tre anni – continua Marigliano – resterò collaborando in questo locale, senza mai lasciare la realtà della mia pasticceria che ho da 12 anni ad Ottaviano, dove ho ampliato il laboratorio portandolo ad oltre 1000 mq. per rimanere sempre un piccolo artigiano ma settorializzando i reparti del cioccolato, farine e forni, cosa molto importante per meglio lavorare e tutalare i clienti. Fra le specialità del maestro pasticciere troviamo il suo particolarenel senso che all’interno del panettone c’è la cassata aromatizzata con il famoso liquore beneventano “Strega Alberti” e sopra adagiati gli struffoli con i classici confettini come vuole la tradizione napoletana. Un dolce che sposa tutti i gusti campani ed i clienti affezionati conoscono da quando è stato creato (quattro anni fa) e prenotano, in particolare, alla vigilia del Natale e del Capodanno. Il segreto della bontà di questo panettone è l’utilizzare burro fresco e bacca di vaniglia rendendo il prodotto di grande freschezza e bontà da non confondersi con altri dove vengono usati conservanti o surgelati, quindi a danno del produttore per la limitatezza di conservazione essendo tutti i prodotti impiegati di grande freschezza che non deve perdersi fino al momento della degustazione a livello organolettico.

Altra particolarità di Pasquale Marigliano è il Babà, non tanto per la sua bontà che è indiscussa un po’ per tutti i dolci e la cioccolateria realizzati da questo maestro pasticciere, ma per la presentazione che fa di questo prodotto in singola porzione accompagnato da una apposita pippetta piena di bagna al rum ed inserita nel dolce con il duplice vantaggio per il degustatore di bagnarlo con una pressione su di essa esercitatata al momento, che spinge il liquido direttamente dall’interno all’esterno e regolando così la quantità del bagno che vuole sorbire per meglio assaporare secondo i propri gusti il caratteristico emblema della pasticceria napoletana. Dato il posto, e soprattutto la varietà di sevizi nei diversi orari, possiamo dire che certamente il Motus servirà Napoli nelle necessità che un ampio panorama di clienti potrà utilizzare fino alla movida napoletana che si è arricchita di un nuovo format per gustare l’alta gastronomia.

Giuseppe De Girolamo