BERLUSCONI SI È DIMESSO. CONSULTAZIONI IN CORSO, MONTI: "CHE BELLA GIORNATA"

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ROMA – Le consultazioni del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per la crisi di governo, attese da qualche giorno e in particolar modo da ieri sera, sono iniziate con l’arrivo al Quirinale del presidente del Senato Renato Schifani. Le consultazioni si concluderanno nel pomeriggio, dopo che, alle 17,15, il presidente Napolitano avrà incontrato la delegazione del Pdl. Schifani, che ha da poco concluso l’incontro con il presidente della Repubblica, non ha rilasciato dichiarazioni ai giornalisti. Si è limitato a dire: «Buongiorno e buona domenica». Dopo di lui il calendario prevedeva l’incontro con il presidente della Camera, Gianfranco Fini, e così è stato. Dopo mezz’ora di colloquio con il presidente della Repubblica, come era stato in precedenza con il presidente del Senato, il presidente della Camera ha lasciato il Quirinale senza rilasciare alcuna dichiarazione. Dalle 10 in poi le rappresentanze parlamentari del gruppo misto; alle 11.30 è previsto il colloquio con la delegazione dell’Italia dei valori. Alle 12.30 sarà la volta della Lega, mentre alle 13 toccherà all’Udc e alle altre forze politiche rappresentate alla Camera e al Senato. Gli incontri clopu saranno alle 16.30 con il Pd e alle 17.15 con il Pdl. Nel corso della giornata Napolitano consulterà anche i presidenti emeriti della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi. Probabile il confermento dell’incarico a Mario Monti in serata. LA GIORNATA DI MONTI Mario Monti ha lasciato il suo albergo nel centro di Roma stamattina. Ai cronisti che provano a chiederli se sia emozionato per il probabile incarico che riceverà questa sera dal presidente della Repubblica per formare il nuovo governo l’economista si limita a rispondere: «Avete visto che bella giornata?». Il professore, lasciando l’albergo con la moglie, si è diretto in una chiesa del centro per partecipare alla messa. Poi ha percorso a piedi, con la moglie Elsa, il tragitto dalla chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, dove ha partecipato alla messa, fino a Palazzo Giustiniani, dove è stato accolto dagli applausi della gente.«Mi sento benissimo», ha detto il futuro premier a chi gli chiedeva quali fossero le sue sensazioni oggi, ringraziando per gli auguri. PREMIER SI DIMETTE Silvio Berlusconi lascia e Giorgio Napolitano, con un timing serratissimo, procederà alla consultazioni per assegnare entro domani sera l’incarico a Mario Monti. L’opposizione esulta ma, prima ancora dei partiti, a festeggiare sono i cittadini che per tutto il giorno hanno contestato il Cavaliere e che si sono ritrovati davanti al Quirinale ad attenere la notizia ufficiale delle dimissioni del capo del governo. Da domani sera dunque sarà l’ex commissario Ue il nuovo inquilino di palazzo Chigi, che potrà contare sull’appoggio pieno delle attuali opposizioni e, alla fine, anche del Pdl che dopo giorni di discussioni, e rischi di spaccature, ha accettato di sostenere un esecutivo tecnico ponendo però dei precisi ‘palettì: primo fra tutti l’ingresso di Gianni Letta nel governo (il sottosegretario ha però annunciato al Colle di fare un passo indietro, con senso «di responsabilità e dello Stato», per «evitare di essere un problema o un ostacolo». La richiesta di un ingresso di Letta nel governo il Cavaliere l’ha fatta direttamente a Monti nel corso del pranzo a palazzo Chigi, ricevendo però un no secco dal rettore della Bocconi intenzionato a procedere in solitario nella stesura del programma così come nella composizione della squadra di governo che deve essere tutta ‘tecnicà, con piena convinzione del segretario del Pd Pier Luigi Bersani. Un tentativo di mediazione tra le parti sarebbe stato fatto anche dal Quirinale sul ‘nodo Lettà, anche se l’ipotesi che il sottosegretario possa far parte del nuovo governo appare al momento impraticabile. Ne è consapevole anche lo stesso Cavaliere che però non rinuncia al pressing. Anche se l’idea di un governo tecnico sostenuto dal Pdl ma senza la presenza di suoi ministri potrebbe diventare un importante viatico per non rompere definitivamente l’alleanza con la Lega Nord. Un ragionamento fatto con lo stato maggiore del partito riunito a palazzo Grazioli in un vertice carico di tensione, non solo per la decisione di doversi arrendersi ed accettare un governo guidato da Monti, ma anche per le contestazioni di piazza che hanno accompagnato ministri e dirigenti. Il sì a Monti però non significa accettare tutto a scatola chiusa. Berlusconi lo ha ribadito a muso duro anche al Quirinale in un faccia a faccia che nel Pdl non esitano a definire gelido e carico di tensione. Il Cavaliere ha ribadito la richiesta di volere Letta nell’esecutivo come ‘rappresentatè del centrodestra in più avrebbe preteso che il programma del nuovo governo ricalcasse gli impegni presi dal suo esecutivo con l’Europa. Stessi concetti che domani la delegazione del Pdl guidata da Angelino Alfano ripeterà al Quirinale. L’esito dell’incontro sarà riferito dal segretario del partito ai dirigenti pidiellini in un vertice che dovrebbe tenersi già domani sera. Insomma disponibilità a votare la fiducia a Monti facendo però chiarezza sugli obiettivi dell’esecutivo: Il nuovo premier – è la linea condivisa dal Pdl – deve capire che con i nostri numeri possiamo staccare la spina quando vogliamo. La decisione ufficiale, il Pdl la prenderà in un nuovo ufficio di presidenza che si riunirà una volta ascoltato il discorso ed il programma con cui Mario Monti chiederà la fiducia in Parlamento. Chi invece non sembra essere disposta a cambiare idea è la Lega Nord pronta già, come ha annunciato Umberto Bossi, a «fare l’opposizione». Il nuovo esecutivo avrà poi il sì compatto di Pd, Udc e Terzo Polo mentre l’Italia dei Valori si riserva di ufficializzare il suo appoggio dopo aver valutato il programma del nuovo governo. BERLUSCONI A PDL: “NO SINISTRA A G.LETTA IN GOVERNO” La sinistra non vuole che Gianni Letta faccia parte del nuovo governo. Lo ha detto Silvio Berlusconi, a quanto raccontano, nel corso dell’ufficio di presidenza del Pdl, parlando dell’ipotesi che l’attuale sottosegretario faccia parte di un esecutivo tecnico guidato da Monti. PREMIER A PDL: “STACCHIAMO SPINA QUANDO VOGLIAMO” Siamo in grado di staccare la spina quando vogliamo. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi a quanto raccontano alcuni presenti nel corso dell’Ufficio di Presidenza del Pdl a proposito dell’appoggio del partito a un governo tecnico. OK LEGGE DI STABILITA’ Con il via libera alla legge di Stabilità Montecitorio vara anche l’anticipo del pareggio di bilancio al 2013. E il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, sempre parco nei commenti con i cronisti, ne rivendica la paternità. Anche se già nei giorni scorsi dall’Ue si avvertiva: non è detto che – data l’attuale situazione caratterizzata da una crescita stagnante e da un aumento dello spread e quindi del costo degli interessi sul debito – si riesca a centrare il pareggio come previsto dal Governo. Ora gli occhi sono puntati altrove: sul nuovo esecutivo e sulle misure che dovrà prendere (a breve) per mantenere gli impegni presi con l’Unione europea e solo in parte attuati con la Legge di Stabilità. Tra i compiti del prossimo governo, probabilmente guidato dal tecnico Mario Monti, ci sarà proprio il nodo di una fittissima e certo di non semplice attuazione dell’agenda di riforme. Il voto del parlamento consente comunque di fissare anche nel bilancio il percorso che, in base alle previsioni del governo, consentiranno di raggiungere il pareggio nel 2013. Le manovre estive e la sessione di bilancio consentiranno per il Tesoro di raggiungere un deficit del 3,9% per quest’anno anche se il debito raggiungerà il 120,6%. La correzione dei conti, di un sottile 0,2% quest’anno, sarà invece dell’1,7% del Pil nel 2012. Il deficit si dimezzerà tornando sotto la soglia del 3%, all’1,6% e anche il debito scenderà al 119,5%. L’anno del pareggio è invece il 2013 con un deficit dello 0,1% (tecnicamente definito close to balance) e una manovra che vale 3,3 punti del Pil, tanto che il debito cala a 116,4%. La «nuova» finanziaria arriva ad ipotizzare poi un 2014 in avanzo dello 0,2% e un debito a quota 112,6%. «Il governo ha fatto e il Parlamento ha votato – ha dichiarato Tremonti – il pareggio di bilancio. La parità tra entrate e uscite. Non è una cosa facile. La prima volta è avvenuto 125 anni fa. È una cosa molto buona per l’Italia». Poi Tremonti si congeda dal gruppetto di cronisti che lo seguono da anni con una frase criptica. Secondo molti riferita ai diversi attacchi subiti in questi giorni e in passato quando (nel 2004) si dovette dimettere: «in questi giorni ho avuto molte manifestazioni di interesse per il mio raffreddore, per la mia salute, per la mia attività futura. Mi è già successo una volta… Ho già detto che soffro di amnesie. Ho avuto una ricaduta…Arrivederci». Certo sull’effettiva possibilità di centrare il pareggio proprio recentemente l’Ue ha manifestato i suoi dubbi. Le stime di Bruxelles sono infatti più basse di quelle del Governo, e secondo la Banca centrale europea potrebbero costringere l’Italia, Paese vulnerabile in questo momento, a manovre aggiuntive. Le previsioni di Bruxelles stimano per l’Italia ‘un nuovo rallentamento economico, tra crescente incertezzà, che porta il pil allo 0,5% nel 2011 e allo 0,1% nel 2012. Una crescita più bassa di quella che prevede il governo (+0,6% nel 2012), che inciderà direttamente sul deficit e quindi impedirà di raggiungere il pareggio nel 2013: il disavanzo previsto da Bruxelles per il 2013 è infatti a -1,2, quando il Tesoro stima invece -0,1, ovvero parità tra entrate e uscite. La differenza, viene spiegato, è dovuta all’impatto dell’andamento degli spread, ma anche dal fatto che viene considerato un minor impatto per gli introiti della lotta all’evasione. Tanto che nella lettera inviata pochi giorni fa dall’Ue viene chiaramente scritto: «riteniamo che nell’attuale contesto economico la strategia fiscale programmata non garantisca il raggiungimento di un pareggio di bilancio entro il 2013». Una manovra-ter all’orizzonte con un decreto di fine anno? Lo deciderà il nuovo Governo. DI PIETRO, OGGI È GIORNO LIBERAZIONE, AL VIA RICOSTRUZIONE «Oggi è il giorno della liberazione nazionale da parte dei cittadini di un governo piduista che ha indebolito la democrazia e reso poco credibile il nostro Paese a livello internazionale». Per il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, «da domani inizia la ricostruzione, e noi, come Idv, faremo il nostro dovere». Questo significa che appoggerete un governo tecnico capitanato da Mario Monti? «Noi aspettiamo con fiducia – risponde Di Pietro ai cronisti – quel che vuole fare», soprattutto «con chi e come» e con «quale spirito di servizio vuole traghettare l’Italia fuori dalla crisi». MELONI: SINISTRA FESTEGGIA BANCHIERI, CHE NE PENSEREBBE MARX? Curiosa questa sinistra che festeggia l’ascesa al potere dei banchieri. Chissà cosa ne penserebbe Marx…». È il commento pubblicato dal ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, sul suo profilo Facebook ufficiale «Giorgia Meloni – Ministro della Gioventù» LAGARDE: GRANDE STIMA PER MONTI La lista di ‘estimatorì a livello internazionale del neo senatore a vita Mario Monti si è allungata annoverando ora Christine Lagarde, direttore generale del Fmi, che ha espresso «apprezzamento» per il via libera finale del parlamento italiano, atteso per oggi, delle misure «concordate con l’Ue il 26-27 ottobre scorsi» e che dovrebbero portare al «significativo miglioramento della situazione». «Conosco molto bene Mario Monti, ho molta stima e rispetto per lui, penso che sia una persona estremamente competente con la quale in ogni caso ho sempre avuto un dialogo allo stesso tempo produttivo ed estremamente intenso», ha aggiunto a Tokyo l’ex ministro delle Finanze francese nel corso della conferenza stampa al termine della breve visita in Giappone, prima di partecipare al summit dell’Apec alle Hawaii. Apprezzamenti che assumono maggiore portata in relazione al proposito dell’atteso e rapido cambio alla guida del governo italiano, con l’ex commissario Ue all’Antitrust in chiara pole position. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha annunciato «l’intenzione di lasciare la carica e ritengo che una nuova nomina avr… luogo molto presto nei prossimi giorni». È un fatto, ha osservato, «che rappresenta un segnale sia di chiarimento sia di credibilit… delle istituzioni politiche, elementi fondamentali di stabilizzazione della situazione sul piano generale». Quanto ai prossimi passaggi, «l’Italia deve attuare misure aggiuntive con stabilità politica e credibilità politica» perchè è «necessario implementare le riforme su basi stabili, solide e sostenibili». Quanto un intervento più ampio a favore di Roma (oltre al «monitoraggio richiestoci sull’attuazione degli impegni»), la Lagarde ha detto che la situazione dell’Italia è «differente» rispetto a Irlanda, Portogallo e Grecia, assistite dal Fmi. Si parla di Eurolandia, ma ogni Paese ha problemi diversi. «Nel caso dell’Italia – ha detto la Lagarde – è soprattutto il finanziamento del debito che ha chiaramente toccato livelli difficilmente sostenibili sul lungo periodo. Già di recente, tuttavia, c’è stato un ribasso, risultato delle politiche di assestamento (il via libera di Roma alle misure definite in sede Ue, ndr), frutto di credibilità e chiarezza, necessarie in Italia». Due fattori chiave che «hanno impatto poi per capire come l’economia Italiana risponde». Il secondo passaggio è invece «l’implementazione delle riforme» stesse. GOVERNO, TOTO-NOMINE Per la poltrona in questo momento piu’ importante, quella del ministro dell’Economia, le indiscrezioni che circolano indicano come papabile Fabrizio Saccomanni, attuale direttore della Banca d’Italia. In alternativa, potrebbe arrivare a via Nazionale Lorenzo Bini Smaghi, che si e’ da poco dimesso dal comitato esecutivo della Banca centrale europea. L’ex presidente del consiglio Giuliano Amato potrebbe entrare in squadra come ministro degli Esteri o dell’Interno. Ma al Viminale , stando alle voci, potrebbe finire anche il senatore del pdl Beppe Pisanu, oggi presidente dell’Antimafia ieri ministro dell’Interno con il primo governo Berlusconi. Qualcuno vede possibile Amato come vicepresidente del consiglio in tandem con Gianni Letta: il primo per rappresentare al vertice del governo l’area del centrosinistra, il secondo per garantire una sorta di continuita’ con il precedente governo. Per il ministero del Lavoro, dicastero chiave vista la necessita’ di intervenire su pensioni e flessibilita’, un nome possibile e’ quello del segretario della Cisl Bonanni, sponsorizzato da Casini; in lizza anche il senatore del Pd Pietro Ichino, anche le sue posizioni sui licenziamenti non piacciono alla Cgil e a mezzo Pd. Alla Giustizia (ministero per il quale i radicali hanno candidato Marco Pannella) potrebbe essere confermato l’attuale ministro Nitto Palma: sarebbe una garanzia per Berlusconi, che vedrebbe confermato un suo uomo in un ministero che il Pdl non vuole far finire in mani indesiderate. Luca Cordero di Montezemolo potrebbe ricevere un invito di Monti a entrare nel governo. Tra gli uomini vicini al presidente della Ferrari che potrebbero giocare un ruolo, si parla di Federico Vecchioni, ex presidente di Confagricoltura e attuale presidente della banca Agriventure. Un posto in squadra potrebbe andare all’amministratore di Alitalia Rocco Sabelli, come ministro delle Infrastrutture. Per il ministero dell’Istruzione si fa il nome del fondatore della comunita’ di sant’Egidio Andrea Riccardi; altri boatos puntano invece sul vicepresidente della Camera Maurizio Lupi. Molto quotato il nome dell’oncologo Umberto Veronesi per il ministero della Salute, del quale si conosce l’ottimo rapporto con il presidente della Bocconi. Tra gli outsider, l’ex senatore del Pd Nicola Rossi, un convinto sostenitore di un cura a base di liberalizzazioni, che potrebbe trovare spazio in un dicastero economico. NOVITA’ INTRODOTTE DALLA LEGGE DI STABILITA’: Dalla stretta sugli statali in mobilità alla ‘certificazionè che dal 2026 l’età per la pensione salirà a 67 anni e a 70 anni nel 2050. Sono alcune delle misure contenute nella Legge di Stabilità che ha ricevuto il via libera definitivo della Camera. Il pacchetto è un misto tra le misure già note, come ad esempio la vendita dei terreni agricoli o il Fondo per gli immobili pubblici, e alcune novità dell’ultima ora inserite in Senato. E tra queste i fondi per la Legge mancia o della cosiddetta ‘mini-najà. Ecco alcune delle misure: – PENSIONI: Dal 2026 si andrà in pensione a 67 anni. Nel 2050 a 70 anni. – AGEVOLAZIONI LAVORO DONNE-GIOVANI: Dal 2012 gli imprenditori che assumeranno giovani apprendisti potranno contare su uno sgravio contributivo del 100% (per 3 anni). E incentivi economici sono in arrivo anche per le donne. – PRESTITI D’ONORE: integrazione di 150 mln per il 2012. – TAGLIO MINISTERI E ‘AUTO-TAGLÌ: È il ‘piattò forte della manovra. Tagli alle spese per 9,8 miliardi. E ‘auto-taglì per Inps, Inpdap e Inail. E anche per i Monopoli. – INTERNO E DIA: Tra i tagli incappano il Fondo per le vittime di reati mafiosi, estorsioni e usura, il trattamento accessorio del personale Dia. Su questo interviene in ‘corner’ il Senato. – MENO DIRIGENTI A SCUOLA: Passa da 500 a 600 il numero di alunni al di sotto del quale non possono essere assegnati agli istituti dirigenti con incarico a tempo indeterminato. – MENO CONGEDI PER RICERCA: Si riduce il congedo per attività di studio e di ricerca per professori universitari. – SCUOLE PARITARIE E UNIVERSITÀ: Finanziamento per oltre 200 mln per le prime, e di 20 mln per il sostegno alle università non statali. – OSPEDALI: Meno stanziamenti per l’ammortamento dei mutui delle regioni per l’edilizia sanitaria. – 700 MLN A MISSIONI: 700 milioni per le missioni di pace. – ASTA FREQUENZE: L’incasso extra (1,5 mld) dell’asta verrà ripartito per interventi vari (meno tagli a ministeri). La metà al fondo ammortamento dei titoli di Stato. – TRAVET IN ESUBERO, STIPENDIO RIDOTTO: I dipendenti pubblici considerati in soprannumero potranno essere posti ‘in disponibilità con l’80% dello stipendio per due anni. – FONDO NUOVI NATI: è prorogato sino al 2014. – 150 MLN PER LEGGE MANCIA: Rifinanziata come sempre la cosiddetta ‘legge mancià. 150 milioni. – CARO PROCESSI: Raddoppio del contributo unificato per i ricorsi in Cassazione. – AUMENTO BENZINA: Aumentano le accise: 1 millesimo al litro per la verde e gasolio dal 2012 e di mezzo millesimo dal 2013. – SCONTO FISCO PER ABRUZZO: Si riprende a pagare nel gennaio 2012 (a rate e senza multe) con uno ‘scontò del 60%. – LE DISMISSIONI: Gli immobili pubblici potranno andare ad uno o più fondi di investimento immobiliare o a società di nuova costituzione. L’incasso andrà a ridurre il debito. – TERRENI IN VENDITA: Dismissione in arrivo per i terreni agricoli di proprietà dello Stato. – MENO TAGLI EDITORIA: Ridotti i tagli di 19,55 mln nel 2012, di 16,25 milioni nel 2013 e di 12,90 nel 2014. – MENO FISCO PER AUTOSTRADE: Defiscalizzazione per realizzare nuove autostrade Si agirà su Irap e Iva. – TORINO-LIONE, RISCHIO ARRESTO: le aree interessate alla realizzazione della Torino-Lione sono di «interesse strategico nazionale». Chi si introduce sarà punito con l’arresto. – TAGLI PIÙ SOFT PER REGIONI: Si riducono i tagli agli enti territoriali, grazie agli introiti della cosiddetta Robin Tax a carico dei produttori di energia. – SERVIZI PUBBLICI LOCALI: Se gli enti locali non procederanno alle liberalizzazioni dei servizi il Governo potrà esercitare un potere sostitutivo. – ENTI LOCALI, RISCHIO COMMISSARIO: Gli enti locali che hanno dei debiti, dovranno su istanza del creditore, certificare che i loro debiti sono «certi, liquidi ed esigibili». Viceversa il Tesoro nomina un commissario ad acta. – DEBITO PUBBLICO ED ENTI LOCALI: Dal 2013, gli enti territoriali riducono l’entità del debito pubblico. Se gli enti non ottemperano potranno trasferire immobili ai fondi o alle società costituiti dallo Stato per la dismissione. – PROFESSIONI: Via le tariffe minime per i professionisti. Si procederà anche all’utilizzo di società di capitale. – ANAS: A decorrere dal 1 gennaio 2012 l’Anas trasferisce a Fintecna tutte le sue partecipazioni. – POLICLINICI: arrivano 70 milioni nel 2012. Fondi per l’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma. – EXPO: Facilitazioni per Provincia e Comune di Milano. – BUROCRAZIA ZERO: Fino al 31 dicembre 2013 si applicherà la disciplina delle zone a burocrazia zero su tutto il territorio. – ARMI: Sparisce il ‘Catalogo nazionale delle armi da sparò. – AUTOTRASPORTO: Arrivano 400 milioni per il settore. – MINI-NAJA: Si rifinanzia e si stabilizza la cosiddetta ‘mini-najà. 7,5 mln nel 2012. – RADIO RADICALE: Tre milioni a radio Radicale per il 2012.

FONTE LEGGO