Sorrento venduti solo otto beni comunali su 18

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Massimiliano D’Esposito SORRENTO. Apertre le buste delle aste pubbliche indette dal Comune per la vendita di beni del patrimonio immobiliare. A dirigere le operazioni, la commissione presieduta dal dirigente del settore Patrimonio, Donato Sarno. Due i bandi dell’amministrazione: il primo per sei lotti rimasti invenduti nel corso di una prima asta; il secondo per ulteriori nove cespiti. Per la prima gara dai prezzi ribassati del 20 per cento rispetto al precedente capitolato, è stato assegnato solo un appezzamento di terreno che sorge lungo il corso Italia per 226mila e 500 euro, praticamente il costo base stabilito dagli uffici comunali. Per gli altri cinque lotti, che comprendono quattro appartamenti e un locale commerciale, in due casi la gara è andata deserta, mentre per gli altri tre le offerte presentate sono state escluse per problemi di natura formale. «Questi beni immobili – spiega l’assessore comunale al Patrimonio, Michele Bernardo – saranno oggetto di un nuovo bando le cui modalità verranno rese note nei prossimi giorni». Gli uffici, infatti, sono al lavoro per verificare cosa prevede il regolamento comunale nel caso di due aste andate deserte, in sostanza se è necessario attuare ulteriori ribassi e se attivare la procedura per la contrattazione diretta. In merito al secondo bando di gara invece, sono stati assegnati due locali a uso deposito che sorgono lungo via Luigi De Maio rispettivamente per 76mila e 345 euro (base d’asta di 75mila e 100 euro) e 95mila e 600 (94mila e 700). Venduti anche altri due depositi che sorgono in via del Mare, presso il borgo dei pescatori di Marina Grande. Il primo è stato ceduto a 121mila euro (prezzo base 52mila euro) e il secondo a 261mila euro (contro 109mila euro). Per quanto riguarda gli altri cinque lotti, comprendenti quattro locali uso deposito di via De Maio ed appartamento di Marina Grande, le offerte pervenute al Comune sono state considerate non valide oppure le gare sono andate deserte. «Come già avvenuto per il precedente bando – aggiunge l’assessore Bernardo – questi beni saranno oggetto di una nuova asta con prezzi ribassati del 20 per cento». Finora dunque, il Comune è riuscito a vendere solo otto dei diciotto cespiti oggetto dei due capitolati. Nelle casse dell’ente di piazza Sant’Antonino, al momento, entra poco meno di un milione di euro, compreso quanto verrà pagato per i tre lotti assegnati in seguito al primo bando, contro una previsione di incasso di tre milioni e 400mila euro.