Ravello, parla Paolo Imperato. "Nessun confronto, non andremo in Fondazione. Irregolarità e anomalie nella convocazione"

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L’ex sindaco di Ravello, l’avvocato Paolo Imperato, interviene su Positanonews, annunciando la sua assenza, e quella di Salvatore Di Martino, dal Consiglio di Indirizzo della Fondazione Ravello di questa mattina e l’impegno futuro per Ravello Nostra, l’associazione culturale della cittadina della Costiera amalfitana impegnata in tante battaglie il cui direttivo va a riformarsi sabato 12 novembre, che potrebbe portare ad una turnazione in consiglio comunale con Salvatore Di Martino, primo degli eletti nella lista la Campana, a sua volta già ex sindaco, o anche, nel caso voglia passare la mano, visto che non si è espresso ancora in tal senso, del successivo candidato più eletto. 

Ma oggi vi è un reale problema da affrontare, dal quale potrebbero cambiarsi le sorti di Ravello e della costa d’ Amalfi, quello di dare una guida alla Fondazione Ravello, struttura che gestisce il Ravello Festival, Villa Rufolo e quant’altro. La Fondazione, guidata sin dall’inizio dal sociologo Domenico De Masi, dopo le sue dimissioni è finita in una sorta di paralisi, persi i fondi privati del Monte dei Paschi di Siena, sembrava che sotto la guida prestigiosa di Fabio Cerchiai potesse continuare ad andare avanti, ma lo stesso ha rimesso dopo pochi mesi il mandato e con lui si sono dimessi diversi consiglieri da mesi. Circola in nome del ministro Renato Brunetta, il cui consugliere è l’ex sindaco, ed avversario politico di Secondo Amalfitano, ma da mesi la Fondazione è totalmente allo sbando, riunioni su rinunioni non arrivano al numero legale e anche oggi la scommessa non è tanto nominare un nuovo presidente, ma arrivare ad una riunione valida. A questa non parteciperanno Salvatore Di Martino e Paolo Imperato che hanno inviato una nota in Fondazione sollevando anche perplessità sulla legalità del voto.

“Io e Salvatore Di Martino, entrambi rappresentanti del Comune di Ravello all’interno del C.d.I. abbiamo rappresentato con una nota inviata alla Fondazione l’impossibilità di presenziare alla riunione, purtroppo – spiega Paolo Imperato – convocata alle 10 del mattino  in un orario coincidente con pregressi impegni professionali assunti, poi questa riunione avverrebbe senza alcun tipo di confronto che ritengo importantissimo per la fase in cui ci troviamo?”

E’ stato deciso di nominare Brunetta come presidente della Fondazione, che ne pensa?

“Ci siamo già espressi circa l’opportunità di non legare la Fondazione in maniera così esplicita e diretta ad alcuna parte politica. Non sappiamo se il Ministro, che ora deve affrontare la crisi del Governo Berlusconi con imminenti dimissioni, sia la scelta migliore o l’unica, in ogni caso era necessario vagliare bene cosa fare per il futuro della Fondazione e vedere se anche non esisteva qualche altra figura autorevole al di fuori della politica ma rispetto ad un passaggio vitale per le sorti della Fondazione, costituito dalla nomina del nuovo Presidente, devono, con rammarico, rilevare come alcuna preliminare interlocuzione sia intervenuta, ancorché fortemente auspicata in occasione della precedente seduta.”

Chi avreste proposto?

“La proposta nel bene di Ravello e della stessa Fondazione doveva uscire da un confronto propedeutico che  avrebbe consentito, con il contributo leale e sereno dei soci, di individuare una personalità, che al di là dei meriti (pure indiscussi), possa assicurare, in una posizione di oggettiva imparzialità, anche politica, un processo rigenerativo della Fondazione, in grado di trasmettere la rassicurante percezione di un’Istituzione realmente al servizio della crescita culturale e turistica di Ravello, capace al contempo, in positiva discontinuità rispetto al passato anche recente, di privilegiare quelle professionalità locali, per troppo tempo mortificate.”

Avete accennato a irregolarità…

“Abbiamo perplessità di regolarità-legittimità formale già debitamente evidenziate , posto che la nomina del nuovo Presidente della Fondazione, che, peraltro, a norma di  statuto (art. 7) deve essere esterno all’ambito del C.d.I. (condizione, evidentemente, destinata a sussistere ex ante), presuppone, nondimeno, che l’organo sia preventivamente ricostituito nella sua interezza, circostanza questa, allo stato, smentita dal successivo punto posto all’O.d.G. Poi vi è la sorprendente anomalia che ha giustificato, per giunta alla presenza di un notaio, l’inserimento al 4° punto all’O.d.G. di  modifiche statutarie, di cui non è dato nemmeno conoscere la portata e che, per contro, abbisognerebbero, pur sempre, di un momento di comune condivisione, essenziale per permettere ai rispettivi Consigli la successiva approvazione.”

In piazza a Ravello si parla di tue dimissioni in consiglio comunale e del subentro di Salvatore Di Martino, che dici?

“Veramente di alternanza ne abbiamo parlato già subito dopo le elezioni, la Campana è fatta di più persone, forze e vitalità, energie che si possono impegnare in più ambiti, si fa troppo chiacchiericcio su scelte interne ad un movimento politico.  Sto valutando se impegnarmi nell’associazione Ravello Nostra ora presieduta Maria Carla Sorrentino. Una associazione che fu presieduta da mio zio quaranta anni fa e che tanto ha fatto per questo paese.”

Come sta vivendo Ravello la nuova amministrazione di Insieme per Ravello guidata da Paolo Vuillemier?

“Direi male. Il paese è completamente fermo e senza iniziative, non vi è ancora un programma di Natale. Vi è un abbandono, mi chiedo quelli che protestavano per la perdita del Winter Festival con la nostra amministrazione ora che dicono”