Lettere da Piano di Sorrento- La scuola di Via Carlo Amalfi…che fine deve fare?

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LETTERE DA PIANO DI SORRENTO

 

LA SCUOLA DI VIA CARLO AMALFI…CHE FINE DEVE FARE?

 

È l’inquietante interrogativo che i cittadini di Piano di Sorento in Penisola sorrentina , specie quelli con figli in età scolare, si pongono.

Il complesso didattico-statale che sorge in Via Carlo Amalfi, vanto delle precedenti amministrazioni, è in stato di dissesto, come dicono; secondo l’Ing. Graziano Maresca dell’U.T.C. di Piano andrebbe demolito per ragioni di costi. Ma sarà ricostruito per lo stesso fine, cioè per l’insegnamento scolastico “pubblico” ? Ed è questo che interessa perché lo Stato, purtroppo oggi troppo spesso assente in settori, come è appunto la scuola, deve invece esercitare quel controllo necessario delle istituzioni.

Non abbiamo niente contro le scuole private, ma la scuola pubblica è una necessità primaria.

Bisogna dar credito alle voci secondo cui vi sarebbe l’abbattimento per realizzare un diverso organismo, non per fini scolastici, per volere di qualcuno che veglia sul destino di Piano?

Una cosa è certa, nel consiglio comunale di giorni orsono a Piano, alle incalzanti domande sull’argomento, da parte della Cons. Avv. Anna Iaccarino, l’Assessore al ramo non ha risposto, cadendo in un evidente imbarazzo; è intervenuto il Primo Cittadino con un “bel parlare”, ben dosando le parole che venivano registrate, ma non ha in modo coerente chiarito le intenzioni ed i programmi dell’amministrazione, lasciando così insoddisfatta l’interrogante.

Circa un anno fa l’Ing. Elio D’Esposito aveva fatto un discorso “tecnico” di tutt’altro spessore, evidenziando la possibilità di recupero della struttura, con gli opportuni interventi, ma pare che il Comune di Piano non abbia minimamente recepito quanto suggerito dal predetto ingegnere.

Viviamo un’epoca davvero sconcertante, stiamo attraversando un momento di sfascio, sia dal punto di vista culturale, sia dal punto di vista etico-ecologico.

Gelmini docet: la scuola pubblica va distrutta: tagli, accorpamenti, professori a casa. Soprattutto è la cultura che va a casa; nelle scuole i ciucci vanno promossi, per volontà superiori, sicchè si ingrossano sempre di più le fila dei mediocri e dei cretini.

Ora l’utilità della scuola didattica-statale di Piano, la sua collocazione al centro del paese, non merita la fine che sembra prospettarsi; si pensi al disagio degli alunni, dei genitori; in giro si sente dire che ci sono troppe scuole, che vanno fatti gli accorpamenti per motivi di risparmio…no! Sulla cultura non si può e non si deve risparmiare, anzi si deve investire perché la cultura cammina a braccetto con l’ecologia, con quel tenore di vita a “misura d’uomo” (rubo questo termine caro al Sindaco Ruggiero, ma che evidentemente non sono in grado di interpretare secondo il suo Vangelo).

Sarà triste se al posto della scuola didattico-statale di Via Carlo Amalfi vedremo altro od altri organismi che, al momento, non siamo in grado di individuare.

Mi viene un atroce dubbio (qualcuno me lo fugherà ?) ma che stiano facendo tutto questo per dirottare le scolaresche alle scuole private ?

A proposito, ma le scuole ancora esistenti sul nostro territorio, sono a norma ?

 

 (Avv. Augusto Maresca)