Piano di Sorrento celebra il 4 novembre. Chi era il milite ignoto?.VIDEO

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Fra costiera amalfitana e penisola sorrentina,  le aree del nostro quotidiano online, del quale siamo riferimento principale, Positanonews.it vuole ricordare questa giornata con la cerimonia di Piano di Sorrento. Una banda per il paese e poi un momento con delle bellissime riflessioni dei ragazzi della scuola media che ha ascoltato Giovanni Ruggiero. Un momento per ricordare questo giorno

 Ma chi era il Milite Ignoto che oggi si celebra? Sull’esempio di molti paesi europei, a cominciare dala Francia, anche l’Italia decise di dedicare un monumento a tutti i militari scomparsi che non sono stati più ritrovati o identificati. A decidere quale corpo dovesse essere sepolto nel monumento a Roma fu la madre di Antonio Bergamas. Antonio Bergamas era uno dei duemila volontari partiti da Trento e Trieste: sudditi austriaci, che l’ imperatore mandava a combattere in Galizia, contro i russi, o in Serbia. Ma in duemila disertarono, e andarono a combattere con gli italiani, contro gli austriaci, andando verso morte quasi certa: se anche sopravvivevano agli assalti, non venivano fatti prigionieri ma impiccati, come Cesare Battisti. Il figlio di Maria Bergamas cadde sul Carso, nel 1915. Sette anni dopo, la donna fu portata nel Duomo di Aquileia, davanti a undici bare di ragazzi sconosciuti, come suo figlio. Lei si tolse lo scialle nero, e lo posò sulla seconda bara. A quel punto il cerimoniale tentò di farla uscire. Ma lei volle salutare anche gli altri caduti, come per chiedere scusa di non aver scelto loro. Arrivata davanti all’ ultima bara, si accasciò per l’ emozione. Poi si riprese, visse ancora una vita lunga, morì nel ‘ 54, e ora riposa nel cimitero di guerra di Aquileia, accanto agli altri dieci militi ignoti. Il feretro del prescelto partì per Roma in treno. Fu un rito collettivo, un funerale di massa. L’ identificazione del Milite Ignoto con i propri cari fu tale che una madre pretendeva di far aprire la cassa, certa di trovarvi i resti del figlio. Tra Aquileia e Roma, il treno si fermò in 120 città e paesi, dove sindaci e cittadini riempirono il convoglio con oltre 1.500 corone, sotto lo sguardo di folle inginocchiate. A Roma il treno arrivò il 2 novembre. Alla stazione Termini lo attendevano il re con la famiglia e i 335 vessilli dei reggimenti schierati nella Grande Guerra. La bara fu portata su un affusto di cannone nella basilica di Santa Maria degli Angeli, dove vennero celebrate le esequie. Il 4 novembre 1921, terzo anniversario della vittoria, alle 10 e mezza del mattino, il Milite Ignoto fu deposto in un loculo sotto la statua della Dea Roma. Vittorio Emanuele III lasciò una medaglia d’ oro. Poi gli argani lasciarono cadere la lastra di marmo.

 

Foto Peppe 105

video di Diego Ambruoso