Massa Lubrense Santa Maria La Neve da monumento a degrado

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Gennaro Pappalardo Massa Lubrense. Santa Maria della Neve: da storica e caratteristica chiesettta affacciata sui Galli e fino a Punta Licosa, a monumento al degrado. Il grande spiazzo che circonda la strada che collega Sant’Agata sui due Golfi a una decina di frazioni e alle spiagge delle Sirene di Marina del Cantone, non è infatti solo un’area di sosta per quanti si recano in chiesa per i riti religiosi e al cimitero per le visite ai defunti ma un parcheggio per camion, pullman, cassoni “scarrabili” per rifiuti e altri materiali. E peggio ancora, una serie di minidiscariche nelle quali viene depositato di tutto e di più senza curarsi del danno arrecato a uno dei siti lubrensi più frequentati da turisti e appassionati di trekking in arrivo dai sentieri pedonali del Torvillo e dei Gradoni per ammirarvi il panorama dei due Golfi. Alle lamentele dei sacerdoti che officiano riti religiosi sia nella chiesa che nel vicino cimitero e alle proteste della cittadinanza non c’è stata un’efficace azione delle autorità. Soltanto dopo un mese dalla denuncia del Wwf Penisola sorrentina sono state rimosse quelle tubazioni d’amianto che gli ambientalisti avevano coperto con un telo speciale per evitare il diffondersi dell’asbestosi, la malattia provocata dall’inalazione delle fibre del materiale proibito dalla legge. Ma già un altro scempio è stato realizzato negli ultimi giorni: il taglio non autorizzato e indiscriminato di numerosi alberi di alto fusto, tra i quali grossi olivi, fichi, agrumi ed esemplari di Eucalipto finiti poi in una serie di tanti piccoli «focarazzi». «È singolare – dice Claudio D’Esposito, responsabile del Wwf penisola sorrentina del Wwf – che nella nostra terra, pur di non differenziare i rifiuti, ci siano persone che usano incenerire materiali nocivi all’ambiente come resti di lumini e ceri votivi, sottovasi e fiori di plastica come ne abbiamo trovati in via Torvillo accanto al muro di cinta del cimitero tra calcinacci, bidoncini di vernici, copertoni. Oltre al fatto che compattatori e scarrabili rappresentano un impatto ambientale inquietante, c’è da ricordare che sul versante del piazzale più vicino alla chiesa, da sempre preso di mira per lo scarico di terreno, materiali di risulta e tronchi». Tutelare l’ambiente sulla collina di Santa Maria la Neve si può e si deve. Come? Accanto alla sensibilizzazione dei cittadini per difendere l’immagine dell’area occorre attivare dei turni di vigilanza con le «sentinelle» del territorio di recente istituzione nell’ambito del servizio comunale di Protezione civile, oppure installare videocamere per la telesorveglianza dell’area: Santa Maria la Neve non può rimanere abbandonata a se stessa.