Salerno protesta in piazza dei dipendenti comunali

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SALERNO — Quale futuro per i dipendenti del Comune di Salerno? Lo hanno chiesto a voce alta, ieri mattina, in piazza Amendola, funzionari e dipendenti che hanno partecipato all’assemblea convocata dalla triplice. Erano cinquecento, secondo i dati della Cgil, Cisl e Uil, i comunali scesi in piazza con bandiere e simboli sindacali. Ma sono mille quelli che, pur non partecipando all’assemblea, hanno aderito alla giornata di astensione dal lavoro indetta dalle organizzazioni sindacali. Compresi i vigili urbani che, ieri mattina, avrebbero dovuto prestare servizio in città. «Lo abbiamo fatto per tutelare la dignità dei lavoratori pubblici – ha spiegato Angelo De Angelis (Cgil-Fp) -, non di certo per recriminare lo straordinario o il salario accessorio come sostiene invece il sindaco». Vincenzo De Luca, infatti, dalla consueta tribuna settimanale di Lira Tv, aveva imputato la causa dell’astensione al lavoro dei dipendenti al mancato pagamento del salario accessorio. «Voglio spiegare a chi ha scioperato questa mattina che rispetto al 2010, quando il Comune ha impiegato 18 milioni del suo bilancio per il salario accessorio, pur a fronte degli enormi tagli subiti, abbiamo ridotto questo salario accessorio solo del 10% – ha detto De Luca -. Si tratta di piccoli sacrifici, necessari per evitare di sforare il patto di stabilità: se lo sforiamo non si parlerà più solo di una riduzione del 10%, perché per il salario accessorio non ci sarà più un euro. Stesso discorso vale per la retribuzione dei vigili urbani. Abbiamo deciso di puntare sulla sicurezza e ritengo sia giusto che chi lavora per garantire questa sicurezza guadagni qualcosa in più: ma c’è un limite. A Salerno il salario medio di un vigile urbano è già di 400 euro maggiore di quello percepito da un vigile di Napoli, 500 in più di uno di Torino o Reggio Emilia». La replica dei sindacati non si fa attendere. «Se ci sono problemi di bilancio – continua De Angelis – siamo disposti a rinunciare allo straordinario. E possiamo fare a meno anche del salario accessorio. Ma rivendichiamo il diritto ad essere partecipi della difficile situazione economica in cui versa l’ente comunale a causa dei tagli imposti dal Governo». L’accusa che ieri mattina la piazza ha mosso al primo cittadino è chiara. «De Luca decide in modo unilaterale sul futuro dei dipendenti comunali – hanno gridato forte i rappresentanti sindacali – se ci avesse convocato l’assemblea e l’astensione non ci sarebbe stata. La convocazione non è mai arrivata e se non dovesse arrivare prima dell’11 novembre, aderiremo allo sciopero generale». L’ultima astensione dal lavoro dei dipendenti comunali risale a cinque anni fa, quando non si riusciva a chiudere l’accordo sul contratto decentrato. Poi l’obiettivo fu raggiunto e lo sciopero fu evitato. Stavolta, invece, tutto dipende da una convocazione. Angela Cappetta Corriere del Mezzogiorno

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