SU RAI TRE LE ETNIE DELL’ARBERIA IONICA NEL RACCONTO DI PIERFRANCO BRUNI DEL MIBAC.

0

Articolo di Maurizio Vitiello – SU RAI TRE LE ETNIE DELL’ARBERIA IONICA NEL RACCONTO DI PIERFRANCO BRUNI DEL MIBAC.

  

 

Il 26 Ottobre 2011 su Rai Tre Nazionale, nei “10 minuti di …” TV, alle 9,50 circa, Pierfranco Bruni, Responsabile del Progetto sulle Minoranze linguistiche del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ha guidato un percorso tra le etnie, le tradizioni e le culture Arbereshe nell’ambito delle ricerche su  “Minoranze etno – linguistiche storiche e mediterranee in Italia”

Un “viaggio” sottolineato con  il Comitato Nazionale minoranze etnico – linguistiche in Italia del MiBAC e che continua a sviluppare una serie di studi riguardanti il rapporto tra territorio, minoranze storiche e modelli culturali. 

In questo caso specifico Pierfranco Bruni ha portato all’attenzione alcuni particolari di una Puglia che è stata Arberia ionica o meglio la Taranto Arbereshe. 

Tali particolari interessano, appunto, il mondo etno – antropologico e letterario della realtà Italo – Albanese, del quale è uno dei maggiori esperti, con degli esempi precisi e testimonianze sul territorio. 

Sono stati posti all’attenzione alcune comunità, tra le quali Roccaforzata e Carosino (nell’Arberia Ionica della provincia di Taranto) che hanno perso non solo la lingua, ma anche la tradizione Arbereshe, ma che storicamente risentono di un’eredità ben definita all’interno sia dei processi culturali come dimensione storica sia in quelli quotidiani in cui la tradizione resta una chiave di lettura fondamentale. 

Segnala Pierfranco Bruni: “Ci interessa particolarmente constatare la situazione di quelle comunità che hanno vissuto una fase della loro storia all’interno dell’etnia italo – albanese e che, per diversi e articolati motivi, hanno perso non solo la lingua e il rito ma anche la funzione aggregante intorno ad elementi antropologici anche se testimonianze e presenze storiche, artistiche, letterarie continuano ad insistere come cesellature all’interno dell’anima di un popolo. Una etnia, in fondo, lascia sempre un segnale indelebile. Il nostro viaggio tra queste comunità ci sembra di estremo interesse soprattutto per ricostruire e ricontestualizzare un processo in cui il territorio stesso è un bene culturale. Le etnie storiche sono un bene culturale e proprio per questo oltre ad essere valorizzate vanno fatte conoscere”. 

Una linea che Pierfranco Bruni porta avanti da anni e che ha sviluppato, oltre in pubblicazioni istituzionali, ricerche, mostre, con una serie di trasmissioni proprio sulle reti della Rai. 

  

 

Maurizio Vitiello