TERREMOTO IN TURCHIA. "1.000 MORTI" I VIDEO

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ROMA – Un sisma devastante, di magnitudo 7.2, colpisce al cuore la Turchia. La terra ha tremato nella provincia di Van, nella zona orientale del paese. Da cinquecento a mille i morti, almeno una cinquantina gli edifici crollati in diverse città. La prima vittima accertata è una bambina di 8 anni che abitava a Bitlis, mentre più di 50 cadaveri si trovano nell’ospedale di Van, capoluogo dell’omonima provincia. Si continua a scavare e numerose persone sono ancora vive, intrappolate sotto le macerie. Stanno tutti bene, invece, i tre componenti dell’unica famiglia italiana residente a Van, di origini toscane, composta da padre, madre e una figlia. Ma il bilancio delle vittime potrebbe aggravarsi pesantemente nelle prossime ore. «Calcolando che gli abitanti colpiti dal terremoto sono 370 mila, in base ai precedenti sismi in Turchia, Pakistan, Afghanistan e Iraq, si può stimare in circa 10 mila il numero di vittime, ovvero tra l’1% il 5% della popolazione colpita», spiega Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. IL BILANCIO DELLE VITTIME. Intanto, nella notte è proseguito il bilancio delle cittime accertate e che, al momento è di oltre 200 morti e di 1.090 feriti. In particolare, sono 117 i morti accertati ad Ercis e circa 100 quelli nella città di Van, come spiegato dal ministro Idris Naim Sahin. Ancora sono centinaia i dispersi e i soccorritori continuano a lavorare alla ricerca di superstiti. Il nuovo bilancio ufficiale, ancora provvisorio, è stato fornito dal ministero dell’Interno turco. ANCORA SCOSSE NELLA NOTTE. Nella notte, si sono registrate altre tre scosse principali, nell’est della Turchia. Secondo i rilievi del Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs), stanotte la terra ha tremato all’1:21, alle 2:34 e alle 3:50 ora locale. Le scosse sono state, rispettivamente, di magnitudo 4.8, 4.3 e 4.2, e con epicentri tra i 13 e i 20 km dalla città di Van. IL SISMA DI IERI. Un terremoto di magnitudo 7.2 ha colpito ieri l’est della Turchia, nella zona del lago di Van, causando decine di morti e centinaia di feriti. Ma il bilancio finale sarà decisamente più drammatico: si temono oltre mille vittime ed alcuni esperti citano cifre ancora più devastanti. Nella provincia montagnosa al confine con l’Iran, una zona sismica come tutta la Turchia già devastata in passato da disastrosi terremoti, sono crollati decine di edifici e in serata si scava nel tentativo di salvare gente intrappolata sotto le macerie. Si tende ad escludere che possano esserci italiani fra le vittime. La scossa principale è avvenuta poco dopo le 13:30 locali con un epicentro localizzato a 17 chilometri di Van, città di quasi 380 mila abitanti. Il panico della gente è stato accresciuto da oltre 70 scosse di assestamento, di cui due di magnitudo 5.6 nell’arco di un’ora e una da 5,1 ancora in serata. Il vicepremier turco Besir Atalay ha riferito che il sisma ha abbattuto circa dieci edifici a Van e tra i 25 e i 30 nella vicina di Ercis, dove però giornalisti hanno contato un’ottantina di palazzi e case distrutte. Da Istanbul, l’Istituto sismologico «Kandilli» ha stimato in mille gli edifici danneggiati. I crolli hanno fatto ipotizzare al Kandilli «tra 500 e mille» il numero dei morti: nell’ospedale di Ercis, così danneggiato che si curano i feriti in giardino, vengono segnalati più di cento cadaveri. Le autorità locali parlano di «molti morti e feriti». Questi, sempre nel solo ospedale di Ercis, secondo alcuni fonti sono 405. Il bilancio delle vittime, almeno secondo calcoli teorici dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia italiano (Ingv), potrebbe però arrivare addirittura anche a diecimila morti. I sismologi turchi ricordano spesso la qualità inadeguata di molti edifici del paese e soprattutto della sua parte più depressa, quella orientale dove si trova Van. Offerte di aiuto sono subito giunte fra l’altro da Nato, Cina, Giappone, Usa (il presidente Obama ha detto di seguire l’evento «con grande preoccupazione») e anche da Israele nonostante la crisi diplomatico-militare che la contrappone ad Ankara. Il presidente turco Abdullah Gul ha però declinato l’offerta del collega israeliano Shimon Peres (e si dice anche tutte le altre), mentre il ministero degli esteri ha precisato di non avere fatto ancora nessuna richiesta di assistenza internazionale. La Turchia, attraversata da pericolosissime faglie, era già stata colpita nel 1999 due terremoti uccisero piùdi 20 mila persone nel nord-ovest e la provincia di Van aveva patito per un terremoto che nel novembre 1976 causo più di 5.000 vittime. Il premier turco Recep Tayyip Erdogan si è portato sul posto dove sono in azione e, stanno confluendo, squadre di soccorso della Protezione civile e Mezzaluna rossa islamica. Sulle tv turche però spiccano soprattutto semplici cittadini che si affannano sulle macerie di edifici crollati, tra cui uno di otto piani. Si scava soprattutto con le mani per cercare di tirare fuori le persone intrappolate, in serata alla luce di fotoelettriche e tra urla strazianti di chi è sotto le macerie. A 1.750 metri di quota, la temperatura è già vicina allo zero e a migliaia si apprestano a trascorrere la notte all’addiaccio. L’unica famiglia italiana segnalata come residente a Van ha l’appartamento inagibile e ha trovato alloggio in un albergo della zona: i tre (padre, madre e figlia di origine toscane, ma non si conosce l’identità esatta) fuggendo in auto hanno visto palazzi crollare e hanno potuto dire che «siamo stati miracolati». Si esclude che possano essere coinvolti altri italiani dato che il lago di Van, noto per i suoi unici gatti nuotatori, è meta di un turismo solo di nicchia. Nella confinante provincia di Hakkari, poco più a sud, è poi in corso da quattro giorni l’operazione di terra delle Forze armate turche contro i terroristi curdi del Pkk. SI CERCANO I SUPERSTITI Scavano con le mani, incuranti del buio e del freddo, senza aspettare le squadre di soccorso. Non c’è tempo. Loro si sono salvati, ma sotto la macerie ci sono ancora sopravvissuti, anche familiari, e mano a mano che passano le ore il numero dei morti continua ad aumentare. Il terremoto di magnitudo 7.2 che oggi ha colpito la regione orientale della Turchia ha provocato il crollo di decine di edifici soprattutto a Ercis, città di 750mila abitanti, nelle zone montagnose al confine con l’Iran, e in quella di Van. Non è ancora certo il bilancio delle vittime, ma secondo una prima stima potrebbero essere più di 1.000. Quelli che si sono miracolosamente salvati non hanno perso tempo e sono corsi in strada ad aiutare coloro rimasti intrappolati tra le macerie. Altri sono impegnati a cercare i loro familiari di cui non hanno notizia, usando i cellulari, quei pochi che funzionano, per telefonare agli ospedali, agli amici, a chiunque abbia notizie. Si scava con le pale, ma anche con le mani, con l’aiuto delle torce elettriche perchè manca la corrente. Le immagini trasmesse dalle principali tv mostrano i civili impegnati febbrilmente negli aiuti con accanto i bulldozer e i soccorritori della Protezione Civile. «Ho sentito tremare la terra, ho visto il palazzo di fronte casa mia crollare sotto i miei occhi – racconta uno dei sopravissuti -. Mi sono precipitato in strada e ho cominciato a scavare con gli altri. Non potevo ignorare le urla». «I soccorritori della Protezione Civile sono sopraffatti, stiamo cercando di aiutarli come possiamo», ha detto un altro uomo in cerca dei suoi due nipoti e il padre intrappolati sotto le macerie. In base a quanto riferito dalla Croce Rossa, almeno 80 edifici sono crollati ad Ercis, tra cui un dormitorio per gli studenti e altri dieci a Van. Distrutte anche alcune autostrade, fatto questo che ha reso ancora più difficile l’arrivo dei soccorsi, riferisce la Cnn turca. «Ci sono molti morti. Troppi edifici crollati, troppa distruzione», racconta il sindaco di Ercis, Zulfikar Arapoglu, al canale NTV. «Abbiamo bisogno di aiuti immediati e anche di medici». «Ci sono molte persone sotto i detriti», gli fa eco alla NTV Veysel Keser, il suo collega sindaco di Celebibag, località nei pressi di Ercis,. «In molti stanno agonizzando e li sentiamo gridare. Abbiamo bisogno di aiuti immediati». Secondo il sindaco sono crollati decine di edifici, dormitori per gli studenti, hotel e stazioni di servizio. Ma il terremoto ha colpito anche alcune località remote della regione di cui al momento non si sa nulla. E il bilancio delle vittime salirà inesorabilmente. TERRIBILE STIMA Potrebbe oscillare tra l’1% ed il 5% della popolazione colpita il tasso di mortalità probabile del terremoto nella provincia orientale turca di Van. È questa la stima di Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti (Cnt) dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), confermando che la magnitudo del sisma è stata di 7,2-7,3 gradi. «Calcolando che gli abitanti colpiti dal terremoto sono 370 mila, in base ai precedenti sismi in Turchia, Pakistan, Afghanistan e Iraq, si può ragionevolmente stimare in circa 10 mila il numero di vittime, ovvero tra l’1% il 5% degli abitanti», spiega Selvaggi. Il sisma, avendo avuto un epicentro superficiale (entro i 10 km di profondità), aggiunge l’esperto, «ha avuto un forte carico distruttivo. E la stima ufficiale delle vittime, che oscilla tra 500 e 1000 – rileva -, come avviene sempre nelle prime ore è molto imprecisa. Credo che il carico distruttivo di questo sisma, sulla base della nostra osservazione di sismi analoghi, potrà darci numeri molto superiori a 1000 morti, forse anche oltre i 10 mila». Un numero di vittime così elevato, secondo Selvaggi, è spiegabile con la vulnerabilità delle abitazioni: «È il problema fondamentale perchè le costruzioni sono scadenti. Non conosco Van, so che ci sono costruzioni di buona qualità – continua – ma anche molte non sicure. Un terremoto di magnitudo superiore a 7 in una città densamente abitata, in una zona sismica con costruzioni non molto ben fatte è una tragedia annunciata». «Tutta la fascia che corre dall’Himalaya fino alle nostre Alpi – precisa il direttore del Cnt – è soggetta ai movimenti della placca indiano-arabica e africana, che si sposta verso nord rispetto a quella euro-asiatica, dando origine a una collisione che libera l’energia che si trasforma nei terremoti». L’area di Van era stata già colpita da un terremoto nel 1976, leggermente inferiore come magnitudo (7.0) e che fece circa 4.000 vittime. In Turchia l’evento recente più disastroso è quello del ’99 a Izmit, con 20-25 mila morti. Sisma della magnitudo di Van, ricorda Selvaggi, «ne sono stati registrati parecchi negli ultimi anni. Penso a quello in Cina del 2008, ma anche a quelli in Giappone e Nuova Zelanda dove però, grazie alla prevenzione, si è riuscito a sopportare meglio il carico distruttivo. Costruire bene – conclude – è l’unica vera forma di prevenzione». I PRECEDENTI La Turchia, paese montagnoso e attraversato da pericolose faglie, ha una tragica storia di terremoti in cui spicca quello da oltre 20 mila morti di 12 anni fa nell’ovest del Paese. Ma anche la provincia di Van, quella orientale colpita oggi, ha già registrato in passato migliaia di vittime. IL PIÙ DEVASTANTE: Nel 1999 due terremoti uccisero più di 20 mila persone nel nord-ovest, colpendo fra l’altro Izmit. Ci sono stime che parlano di quasi 25 mila vittime. PRECEDENTI A VAN: L’area di Van era stata già vittima di un sisma nel novembre 1976 che, con una magnitudo di 7.0, causò almeno 4.000 vittime. Considerando l’intera provincia, le autorità avevano parlato di 5.291 morti e circa 50.000 sfollati. Considerando anche la contigua provincia di Agri, la cifra sale a circa 6.000 vittime. ALTRI TERREMOTI: Nel 1970 un terremoto aveva fatto più di mille morti nella provincia di Kutahya (nel nord-ovest). Nel 2003 un terremoto di magnitudo 6.4 nella città sudorientale di Bingol aveva causato 177 morti. È dell’anno scorso, a marzo, il sisma di intensità 6.0 che fece crollare case mal costruite in cinque villaggi della provincia di Elazig, sempre nell’est della Turchia, uccidendo 51 persone. IL PIÙ RECENTE: Il terremoto più recente e di un certo rilievo registrato in Turchia è quello del 19 maggio scorso che, con una magnitudo di 5.9, colp la città occidentale di Simav facendo due vittime e 79 feriti. Il sisma fu avvertito anche a Istanbul, megalopoli a rischio sismico tanto che il premier Recep Tayyip Erdogan, in campagna elettorale, ha promesso di spostare due milioni di abitanti in aree periferiche da trasformare in città satelliti meno pericolose.

di Claudio Fabretti FONTE Leggo