Monitoraggio e tutela del territorio sorrentino per scongiurare disastri ambientali ed… economici.

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Di: Salvatore Caccaviello.

La Penisola sorrentina ed in particolar modo il territorio collinare del Comune di Sorrento presenta, da sempre, molte situazioni di pericolo,per frane e smottamenti.  Fenomeni che nel corso dei decenni, si sono verificati con frequenza periodica e che  devono far riflettere sul degrado idrogeologico del nostro territorio.
Il territorio comunale sorrentino, come è ben noto, nel corso degli ultimi decenni è stato e continua ,  ad essere danneggiato e deturpato,da una cementificazione selvaggia dovuta all’abusivismo edilizio senza controllo e da politiche sciagurate che hanno agevolato tale fenomeno. Infatti basta che il governo, come si sta verificando in questo periodo, accenni soltanto che forse ci potrebbe essere la possibilità di un ulteriore condono edilizio, per fare cassa, che subito parte l’ennesimo attacco al territorio da parte degli abusivisti . A nulla sono valsi i tanti richiami, da parte di tecnici ed esperti, nel corso degli anni ,sia ai politici che ai cittadini, nel far capire la enorme fragilità del nostro territorio di fronte ai sempre più frequenti e violenti eventi meteorologici. Sarebbe quindi opportuno che di fronte a tali situazioni si abbandonasse il proprio egoismo e la propensione al continuo arricchimento e si iniziasse a pensare che si ha la fortuna di vivere in un angolo di paradiso che va ad ogni costo tutelato, in quanto oltre ad offrirci una vita tranquilla e serena, a differenza di tanti paesi che ci circondano, è fonte preziosa anche della nostra economia. Infatti,in un periodo di forte crisi internazionale, anche quest’anno, il turismo a Sorrento, anche se in modo disuguale, ha portato per l’ennesima volta benessere al paese. Tuttavia, non si riesce a capire che con il continuo attacco all’ambiente e al paesaggio da parte degli abitanti, con il passare del tempo, tali certezze saranno sempre più precarie. Sarebbe opportuno che la popolazione e con essa le Autorità pensassero alle continue tragedie che puntualmente ad ogni nubifragio si verificano lungo tutto il territorio nazionale , come è successo a Roma in questi giorni, invece di ignorare il pericolo pensando che da noi forse non può mai succedere e continuando a cementificare il suolo. Infatti, sembra che  sia le Autorità , le Istituzioni e tanti cittadini continuino ad assistere indifferentemente a tutto ciò dimenticando quello che è un pericolo latente , tacciando di catastrofismo chi cerca , anche a suo rischio e pericolo,di richiamare l’attenzione su tale fenomeno.  Sarebbe opportuno che gli abitanti della nostra collina, le Autorità, i tecnici non dimenticassero gli eventi calamitosi verificatosi in passato. Dissesti, frane, smottamenti di intere zone ,come si verificò nel non lontano 1994 quando tutta l’area collinare di Li Schisani scivolò pericolosamente verso valle. Come si  ricorda tale evento ebbe una dirompenza particolare e vasto eco, in Italia e all’estero. Causando, soprattutto, un profondo disagio per i residenti della frazione di Priora e grande apprensione per le categorie produttive della zona. Si ebbe la chiusura per un lungo periodo della S.S. 145 , Nastro Verde, unica via di comunicazione lungo il territorio. L’ episodio, ebbe nell’opinione pubblica locale una forte rilevanza con la consapevolezza che bisognava assolutamente porre rimedio a tale situazione. Infatti sia la popolazione che le Autorità giunsero alla conclusione che la tragedia fu soltanto sfiorata e che il fenomeno fu provocato senza ombra di dubbio dalla cementificazione incontrollata che si era avuta in quei luoghi e con la deviazione dei corsi d’acqua dal loro naturale defluire. Nonostante ciò , da allora, a distanza di oltre quindici anni, come spesso succede , nella storia italiana, “passato il pericolo passata l’emergenza” si è dimenticato in fretta tale episodio,con l’aggravante che si è tornato a costruire abusivamente lungo tutto il territorio comunale. Infatti subito dopo si è dato agio , soprattutto ad una scarsa vigilanza da parte delle Istituzioni ad una vera e propria corsa al mattone selvaggio con la costruzione sia a monte che a valle di suddetta zona di edifici, case,ville, ristoranti,strutture ricettive . Castigando il territorio e l’unica vera attività,svolta da centinaia di anni dagli abitanti del luogo, l’agricoltura. Da cui,nonostante tante problematiche ad essa legate, derivano i  tipici prodotti locali rinomati in tutto il mondo. Onde evitare che tale situazione, si verifichi di nuovo, potrebbe essere utile a questo punto, una seria e continua operazione di monitoraggio del territorio della penisola ed in particolare tenere sotto  controllo le situazioni a rischio.  Coinvolgendo, nell’ottica di una futura unione dei comuni, di cui tanto si parla, ma di iniziative collettive utili al territorio neanche l’ombra, i tanti validi tecnici di cui il territorio e ben provvisto. Sarebbe importante ed utile che anche la popolazione, portata a conoscenza di tale pericolo, contribuisse monitorando con controlli continui, le proprietà e segnalando, ai tecnici, anomalie nel territorio relativi ad eventuali smottamenti o piccole frane. Inoltre, l’opera più importante da eseguire, collettivamente, dovrebbe essere contrastare in maniera decisa il fenomeno dell’abusivismo edilizio e della cementificazione selvaggia, adottando una vera e seria vigilanza. Su tale argomento si è molto scritto e ci sarebbe tanto ancora da dire. Dalle tante speculazioni edilizie lungo il territorio, all’abusivismo per necessità dovuto all’emergenza abitativa, trascurando e sempre più spesso dimenticando, la enorme quantità di appartamenti sfitti lungo di esso. Per i quali, in un momento di crisi profonda, quale quello attuale,  se si effettuasse una politica che contrastasse gli alti pigioni a cui attualmente sono sottoposti i poveri inquilini a Sorrento, forse il fenomeno sarebbe ridotto e senza dubbio anche il territorio ne gioverebbe. Si deve riuscire a capire che oltre all’immenso pericolo idrogeologico, a cui la  fragilità del nostro territorio continuamente ci sottopone, si deve dare un fermo a tale fenomeno cambiando anche leggi e regolamenti, nel nome della salvaguardia del territorio e dell’ambiente e sopratutto all’economia turistica del luogo. A tale proposito sarebbe opportuno che anche i nostri grandi imprenditori , gli albergatori, si rendessero conto e si facessero portavoce che ormai l’era del costruire fuorilegge  e a sbafo è finita che una nuova epoca dovrebbe iniziare . In futuro, la priorità deve essere , salvaguardare quell’enorme patrimonio che la natura ci ha donato e che i nostri padri hanno saputo preservare nei secoli ed affidarci e di cui stiamo ampiamente dimostrando di non esser e all’altezza di gestire. Sorrento 21 Ottobre 2011.- Salvatore Caccaviello.