Vico Equense il machismo nel PD

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Vico Equense -“Ieri sera, a margine dell’assemblea (si fa per dire: 15 persone presenti) di rifondazione del Partito Democratico di Vico, ridotto ai minimi termini da un gruppo dirigente sordo ed incapace di attenzione a quanto si muove nella società civile, sono stata oggetto di un attacco sguaiato, volgare e machista da parte dell’ex coordinatore del Circolo, degno della peggior destra italiana sulla linea del “celodurismo” leghista, rivoltomi con parole irripetibili. Tutto ciò è accaduto tra l’indifferenza ed il giustificazionismo dei presenti, del “nuovo” gruppo dirigente e del delegato provinciale. La materia del contendere era il mio presunto mancato impegno nella scorsa campagna per le amministrative. In quella occasione, mi sono trovata in una situazione difficile, di cui avevo parlato con il Segretario Regionale, a causa della candidatura di mio marito in una lista civica di Centro Sinistra a sostegno del candidato sindaco scelto anche dal PD, avendo tentato inutilmente di convincerlo a candidarsi nella nostra lista. Nonostante ciò e nonostante il mio impegno quasi totale, in ragione del mio ruolo di dirigente regionale, a sostegno delle liste del PD al Comune di Napoli, ero riuscita in una situazione difficile in cui il coordinatore di Circolo non riusciva a trovare candidature, a convincere due indipendenti ad entrare nella lista del PD (uno dei quali è stata la vera unica novità della lista ed ha ottenuto notevoli consensi). Sono mesi che mi sento rimproverare continuamente il mio mancato impegno. Sono anni che in questo Partito la lotta politica è stata sostituita da una feroce guerra personale. Sono anni che l’iniziativa politica è stata sostituita da guerra per bande. Sono anni che si cercano capri espiatori alle proprie insufficienze politiche. Sono anni che si crea un clima esclusivo, che vede allontanare iscritti e militanti senza mai porsi il problema. Un partito che pochi anni fa contava 250 iscritti ieri si è ridotto ad una assemblea con 15 presenze. Un circolo da cui si è allontanato l’intero gruppo fondativo proveniente dalla Margherita. Un partito rimasto fuori dal Consiglio comunale, dove siedono 5 consiglieri, tra maggioranza ed opposizione, su 16 che hanno avuto la tessera del PD. Questo Circolo non può più andare avanti così. E la soluzione proposta dal delegato provinciale e presa ieri mi appare del tutto insufficiente a risolvere i problemi. L’ennesima “pezza a colore” che non risolve nessun problema. Il Circolo di Vico Equense andava commissariato! Era necessario un lungo periodo di sedimentazione di odi personali, ripicche, lotte fratricide, astio personale. Personalmente ieri sera ho preso la decisione di non mettere più piede in quel circolo! E’ una decisione sofferta, a cui ho resistito in tutti questi anni. Ma, dopo quanto accaduto ieri sera, credo siano venuti meno i presupposti per un minimo di convivenza civile. Questa mia dolorosa decisione segue quella di tanti altri, delegati nazionali, delegati provinciali, consiglieri comunali e semplici militanti ed iscritti anziani e, soprattutto giovani, che mi hanno preceduto a cui si è risposto solo con invettive ed accuse di tradimento. Non è più possibile per me convivere con chi usa certe espressioni volgari inescusabili in un circolo che porta indegnamente il nome di Carlo Fermariello. Mi dispiace per quei giovani (pochi per la verità) bravi ed in buona fede che hanno deciso di partecipare a questa nuova farsa della “reggenza temporanea” che si sono prestati ad essere strumentalizzati da certi signori, i quali forse con il mio allontanamento hanno ottenuto un altro loro obiettivo. Continuerò come ho sempre fatto, ed anzi rafforzerò, il mio impegno, assolutamente disinteressato, per l’affermazione del Partito Democratico in altre sedi, fin quando ne avrò l’opportunità.”

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