Positano aperto anche d´inverno

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 “La spiaggia di Positano avrà locali aperti tutto l’inverno, così come il resto del paese che sta facendo di tutto per prolungare la propria stagione turistica fino al periodo natalizio”. Le parole di Michele De Lucia, sindaco di Positano, svelano l’ambizioso progetto del borgo in provincia di Salerno, tra le più belle mete della Costiera amalfitana: avere una stagione invernale che sia il proseguimento di quella estiva, non solo per motivi di clima.

Non è difficile credere che il programma avrà successo: è sufficiente arrivare in aliscafo da Capri o da Napoli direttamente sulla spiaggia del porto, dominato dalla chiesa di Santa Maria Assunta con il tetto maiolicato, salire i gradoni del paese verticale che sembra un presepe scolpito in una scogliera, e capire che Positano offre belle e piacevoli vacanze in ogni momento dell’anno.
 
   Quaranta sono i chilometri di Costiera, da Positano fino a Vietri sul Mare, un litorale che profuma di limone ed è colorato di viola e porpora, di verde e di turchese; è un tratto di costa ricco di grotte, anfratti, case arrampicate sui monti, piccole baie lambite da un mare trasparente e di torri gialle e tonde che vegliano dall’acqua. Quaranta chilometri che hanno incantato artisti, intellettuali, personaggi celebri del cinema e del teatro, dell’arte e della letteratura. Ovunque targhe e un passaparola continuo ricordano gli illustri personaggi che avevano scelto Positano come luogo di villeggiatura: il ballerino russo Rudolf Nureyev trascorreva l’estate in una splendida villa sull’isola Li Galli; il maestro Eduardo De Filippo amava scendere all’hotel San Pietro e alloggiare nella camera 34 e nel 1953 lo scrittore John Steinbeck, su indicazione di Alberto Moravia, decise di trascorrere l’estate in uno dei più bei posti d’Italia. Scrisse, infatti: Positano colpisce profondamente; è un posto che non vi sembra vero finché ci siete, ma di cui sentite con nostalgia tutta la profonda realtà quando l’avete lasciato.
 
Secondo la leggenda Positano venne fondata da Poseidone, il dio del mare, per amore della ninfa Pasitea. In realtà Fenici e Greci vi si stabilirono nei loro viaggi verso l’Occidente; poi vennero i Romani che costruirono nei pressi della spiaggia Grande una villa patrizia, ora sepolta dai giardini e dalla chiesa dell’Assunta. Con la caduta dell’Impero Positano entrò a far parte della Repubblica marinara di Amalfi, attraversando un periodo florido grazie al commercio marittimo con gli altri centri del Mediterraneo.

Dal XI secolo, con le successive dominazioni normanna, angioina e aragonese, il borgo decadde; per difendersi dalle continue incursioni piratesche vennero erette tre torri di guardia che ancora oggi si trovano nelle zone di Fornillo, Trasita e Sponda. Nei secoli XVI e XVII ripresero vita i traffici marittimi dei positanesi con il Medio Oriente portando ricchezze e prosperità: in questo periodo, infatti, vennero costruite le abitazioni e le ville barocche che ancor oggi si vedono arroccate sul monte con i loro terrazzini protesi sul mare.

Durante la prima guerra mondiale vi si rifugiarono tanti artisti e letterati, in particolare russi e tedeschi, che fecero conoscere questo angolo di paradiso a tutto il mondo. Negli anni Cinquanta e Sessanta pittori, registi, musicisti, scrittori, intellettuali furono sedotti non solo dalla sua bellezza ma anche dal suo stile di vita, semplice e genuino, diviso tra localini sul mare e passeggiate sulle spiagge con i pescatori, dalle gite in barca alle feste nelle ville dorate. Ed è proprio allora che le case si trasformarono in alberghi, i luoghi di ritrovo in ristoranti e i pescatori iniziarono a organizzarsi per offrire servizi balneari. Intanto esplodeva lo stile Positano con la sua moda stravagante, colorata e libera e con gli artigiani che lavorando la seta e la canapa creavano nelle proprie sartorie uno stile famoso in tutto il mondo.

Oggi Positano punta anche sulla buona cucina con il recupero delle ricette tradizionali, l’uso di prodotti genuini e con locali stellati (premiati dalla celebre guida Michelin), panoramici, romantici e pieni di storie. Gli indirizzi sono tantissimi, da quelli classici ed esclusivi a quelli più informali e rilassati: il ristorante del celebre Hotel Il San Pietro, dove lo chef belga Alois Vanlangenaeker elabora le antiche tradizioni gastronomiche campane, è un’esperienza indimenticabile anche solo per la posizione nell’albergo, considerato uno dei più belli del mondo, sospeso in mezzo al mare, dove verso il tramonto la vista arriva fino ai faraglioni di Capri.

Ci si può deliziare con i prelibati piatti mediterranei nel giardino botanico del ristorante Al Palazzo, all’interno del centralissimo Hotel Palazzo Murat, oppure assaporare ricette a base di pesce – spaghetti con ricci di mare, zuppe con seppie e polipi -, sulla spiaggia nel panoramico locale Chez Black.

Dal 1970, nella piazzetta di fronte alla spiaggia c’è La Cambusa, una specie di terrazza-veranda dove si gustano ottimi piatti di pesce, così come dal 1966 sulla spiaggia di Laurito si mangiano mozzarella cotta nelle foglie di limone e tonno marinato Da Adolfo, delizioso locale che si raggiunge solo in barca (la corsa è gratuita), chiedendo del pesce rosso, simbolo del ristorante, disegnato all’approdo.

Ma Positano offre tanti altri indirizzi, tutti accoglienti e ineccepibili, rigorosamente aperti anche in queste settimane d’autunno.
 
Informazioni utili:
   Positano si raggiunge con un servizio di autobus da Sorrento, collegata a Napoli con i treni della Circumvesuviana (www.vesuviana.it), oppure con gli aliscafi (www.metrodelmare.net) in partenza da Napoli, molo Beverello, che arrivano direttamente sulla spiaggia della chiesa di Santa Maria Assunta

Ida Bini (ANSA)