SALERNO. LA CHIESA: Lavoro, l’allarme di Moretti

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La Chiesa invoca l’intervento di istituzioni e forze produttive per salvaguardare l’occupazione: «Alle persone viene negato un diritto fondamentale» Mentre le file di disoccupati continuano ad ingrossarsi «la speranza diminuisce», e alle persone viene negato un diritto fondamentale e lesa la stessa dignitá umana. Per questo istituzioni e forze produttive producano ogni sforzo possibile per salvare i livelli occupazionali. • A lanciare l’appello è l’Arcidiocesi di Salerno che – in una nota a firma di don Aniello Del Regno, direttore dell’ufficio pastorale del lavoro – analizza la difficile situazione economica e occupazionale che vive in questo periodo anche la provincia di Salerno. Un allarme che la Chiesa, attraverso l’arcivescovo Luigi Moretti, aveva giá espresso in più occasioni, ma che ora viene ribadito con fermezza dopo le recenti vicende (forestali su tutti) che inducono i vertici ecclesiastici a «esprimere vicinanza e solidarietá ai tanti che, in questi mesi, vivono l’esperienza amara di stipendi non pagati o di licenziamenti pronti a partire». • In questi mesi lo stesso Moretti ha incontrato e ascoltato delegazioni di disoccupati, gruppi di indignati, lavoratori non pagati, pur continuando il loro impegno lavorativo. «La Chiesa di Salerno partecipa e tenta con le sue forze di essere vicino a chi vive il disagio – scrive don Del Regno. La sfiducia, il terrore del domani fanno da padroni alla vita di molte famiglie, giá massacrate da una situazione economica drammatica, accumulano giorno dopo giorno debiti tanto da scoppiare». • Ma la Chiesa di Salerno, però, «pur non avendo nessuna voce sul fronte dei livelli occupazionali, non si stanca di annunciare l’i mportanza di quel novero di valori irrinunciabili, quali la dignitá della persona, il bene comune, la solidarietá». • Così rivolge un «invito a tutte le forze produttive a tenere alto il livello di solidarietá verso i più sfortunati, ricordando che l’uomo ha bisogno di realizzarsi e di vivere il lavoro come l’e spressione di un contributo al progresso della societá. La disoccupazione è una tragedia morale, non solo perché crea miseria, ma perché impedisce all’uomo la possibilitá di costruire se stesso e di servire la comunitá. Sotto i nostri occhi ci sono i molteplici drammi di chi ha perso il lavoro, chi è disoccupato: a costoro viene negato un diritto fondamentale e lesa la dignitá umana. Non è possibile che dietro al lavoro ci sia solo il criterio della convenienza economica». Da qui l’appello: «la comunitá diocesana, le istituzioni e le forze produttive» devono insieme «realizzare ogni sforzo per salvare i livelli occupazionali e ridare speranza ai tanti che vivono “senza speranza”».

di Luigi Colombo FONTE LA CITTA

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