BERLUSCONI VEDE LA FIDUCIA: "ALTERNATIVA IL VOTO" -VIDEO

0

ROMA – Il discorso di Silvio Berlusconi nell’aula semivuota di Montecitorio è durato solo 20 minuti. I mercati tornano a oscillare pericolosamente, ma il premier assicura che a questo governo «non ci sono alternative». E se dovesse perdere la fiducia «si va al voto». Elogiata «l’impeccabile vigilanza di Napolitano», il Cavaliere ha attaccato l’opposizione «unita solo dall’antiberlusconismo. Non mi farò lapidare». La mancata approvazione del rendiconto generale è «un incidente di cui mi scuso e che va sanato con la fiducia». Conteggi, telefonate e trattative hanno scosso la vigilia del voto di oggi. Sulla carta il premier dovrebbe riuscire ad avere la sua 56esima fiducia. Ma si temono defezioni strategiche, si guarda con sospetto agli scajoliani. E se la fiducia fosse risicata potrebbe non soddisfare il Capo dello Stato. Le opposizioni non erano in aula ad ascoltare Berlusconi. Ad eccezione dei radicali, ormai in rottura con il Pd. Il giudizio sulle parole del premier è severo. «Penoso – dice Bersani – e prova dello sbandamento totale». E Casini avverte: «Se si va al voto, come pensa Berlusconi, è chiaro che la metà dei parlamentari non saranno candidati. Uomo avvisato mezzo salvato». Sarà dopo il voto che arriveranno però i nodi al pettine. Si chiamano legge di stabilità, decreto sviluppo e nomina del governatore di Bankitalia. Su questi l’asse premier-Pdl si scontra con quello Tremonti-Bossi. C’è la questione delle risorse da trovare per sostenere le misure per la crescita e quella dei tagli ai ministeri che fanno infuriare molti ministri. Tra questi, Romani e la titolare dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo che minaccia di non votare la legge di stabilità che «di fatto cancella il ministero dell’Ambiente». Il Tg1, intanto, fa infuriare Fini che chiede le «dimissioni del direttore Minzolini» per due servizi considerati faziosi. Su Bankitalia una decisione deve essere presa entro fine mese. Sul fronte giudiziario, intanto, il gip di Bari ha respinto la richiesta di revoca della misura cautelare per Lavitola, poiché sul faccendiere latitante a Panama, sussistono «gravi indizi di colpevolezza», e per questo va arrestato. Tarantini sarà interrogato oggi dalla Procura di Roma.

 

di Alessandra Severini FONTE LEGGO.IT