Lettera al Prof.Salvatore Settis

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mercoledì, 12 ottobre 2011

Lettera al Prof. Salvatore Settis

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Gentilissimo professore Settis,

come non dimostrarle la mia più profonda ammirazione e stima per tutto quanto Lei scrive a difesa del paesaggio. Ho letto suoi lavori nei quali Lei, con accorata veemenza denuncia da anni la distruzione di una storia culturale della nostra terra, che trova nel paesaggio italiano la sua più significativa rappresentazione. Oggi ho letto su La Repubblica Napoli, il suo disperato appello per il paesaggio campano, quel paesaggio che – al pari di quello italiano – formò la concezione estetica di Goethe e Thomas Mann e tanti altri, che arricchirono il loro spirito con le vedute della nostra terra. Chi Le scrive si batte da tempo per arginare la barbarie che, tracimando senza vergogna e pudore dagli spazi in cui era stata tenuta a bada per anni da una borghesia con una sua cultura e storia e che oggi non esiste più, spadroneggia ormai nelle istituzioni pubbliche, grazie anche agli errori e ai limiti di quella classe. In Campania quella borghesia purtroppo non è mai esistita, come ebbe a dire Benedetto Croce e come ancora sostiene, a ragione, Gerardo Marotta. Per questo motivo, l’aggressione di un ceto politico lazzaro a Napoli e in Campania, – basta guardare i governi della Provincia e della Regione e includo anche l’esperienza Bassolino-  è stata ed è dunque più feroce ed i segni sono tangibili ed evidenti nella distruzione cui è stato sottoposto il nostro territorio. Non c’è angolo di costa che non sia stato saccheggiato, non c’è pianura che non sia diventata una desolante no man’sl land  “Opere” inutili ed impattanti eseguite solo per compiacere committenze volte al profitto e all’interesse per la crescita di clientele politiche. E’ ciò che Lei  ben definisce quanto scrive: « “ una nuova classe” che in nome del cieco profitto, smantella lo Stato, saccheggia il bene pubblico, annienta memoria storica e valori della Costituzione».  Il sindaco del mio paese, Vico Equense, in Costiera Sorrentina è uno di questi barbari che va fiero della sua ignoranza, come purtroppo oggi lo sono in tanti nel paese Italia, un barbaro che con interventi devastanti sta distruggendo uno dei tratti più suggestivi della Costiera Sorrentina.  A nulla sono valsi gli esposti alla Procura, le denunce alla stampa, la richiesta di interventi da parte della Soprintendenza che il più delle volte autorizza e concede con malcelato cinismo, firmate dal sottoscritto a nome della associazione nella quale presto il mio impegno socio/ ambientale . Misfatti ormai non più sanabili sono stati realizzati e non restituiranno mai più uliveti divelti, agrumeti e vigneti ormai consegnati al ricordo, al posto dei quali ci sono centinaio di loculi interrati di cemento, molti dei quali non hanno nemmeno rispettato l’impegno progettuale di risistemare un brutto e patetico prato di finto verde come copertura. Stessa sorte le spiaggette pietrose, trasformate con banchine di cemento e chiuse con cancelli di ferro date in dotazione ad improvvisati operatori turistici.  Io vorrei essere d’accordo con Seneca e con Lei, quando dice che solo chi ha la capacità di indignarsi ha in sé la capacità di sperare, ma mi creda, nel posto in cui vivo spesso l’indignazione è tanta ma la speranza di un cambiamento sembra vana e lontana. Questo sindaco in dispregio di qualsiasi civiltà è diventato insieme a quelli come lui ( e sono in tanti mi creda) il padrone assoluto di un patrimonio paesaggistico ormai in distruzione. L’esempio più eclatante è l’inutile stradone di cemento e finta pietra viva che attraversa il vallone di Seiano, una volta, valle incantata, ora ricettacolo di abusivismi , cementifici, e quartieri nati senza un piano o un progetto urbanistico simil favelas. Fin quanto avrò la forza continuerò ad ostacolare questo barbaro insieme a quelli che credono ancora che il paesaggio sia un valore comune tutelato dalla Costituzione, ma spesso è una lotta impari perché le istituzioni che una volta ostacolavano i barbari sono diventate barbariche anch’esse: la scuola, le Università, le Soprintendenze sono ormai simulacri svuotati di senso. Sono consapevole di fare affermazioni gravi,me ne assumo la responsabilità come sempre, ma mi creda Professore qui ci troviamo di fronte ad una crisi di civiltà, per arginare la quale non basto solo più l’indignazione.

Franco Cuomo – Coordinatore del Circolo VAS ( Verdi Ambiente e Società)