CANTON: "PRONTO ALLE ARMI PER LA PADANIA" -ASCOLTA

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ROMA – «Per Bossi ci sono milioni di persone con le armi pronte a lottare per la Padania? Io sono uno di quelli». Lo ha affermato Maurilio Canton, neosegretario provinciale della Lega a Varese, ospite oggi a «24 Mattino» su Radio 24. «Per Bossi sono disposto a fare qualunque cosa – ha proseguito- Sono un militante, tutti i militanti giurano quando sottoscrivono un documento, l’articolo uno dello Statuto della Lega. Ci mancherebbe altro non fosse così. L’articolo uno è quello per l’indipendenza della Padania. Si ottiene anche combattendo? Siamo militanti, funziona così, io non mi tiro indietro. Ma precisiamo: non siamo un partito di terroristi e guerrafondai, ma di pacifici militanti che quando manifestano, anche a Roma, non hanno mai spaccato una vetrina o incendiato una macchina o fatto un incidente con la Polizia. Altre manifestazioni fatte da famosi ‘democratici’ incidentalmente finiscono con incidenti con le Forze dell’ordine».
Canton ha parlato della sua elezione domenica scorsa: «Io sono stato eletto per acclamazione perchè ero il candidato unico, gli altri si sono ritirati, se sotto il diktat di Bossi lo chieda a loro. Elezione sovietica? Al limite elezione padana, non siamo pratici dell’est del mondo. La Lega non è spaccata, assolutamente. È spaccata solo nella testa di qualche capetto Bossi è il segretario della Lega nord e come tutti i militanti della Lega sono un bossiano di ferro. Se non è lui la persona che può parlare in nome e per conto della Lega nord, non so chi altro possa essere».
«Di Napolitano -ha detto ancora l’esponente del Carroccio- non penso proprio nulla. Penso che quando il ministero dell’Economia fa i conti dei soldi che arrivano, sa esattamente da dove arrivano. Se vogliamo dire che la Padania non esiste in forza di questo, noi diciamo che non è vero. La Padania esiste di sicuro, lo sanno tutti. La Padania è un luogo del cuore, poi dei popoli, di conseguenza viene considerata patria da chi la abita. I confini non li decide nessuno ma sono insiti nel nostro essere». 

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fonte:leggo