Secondo Amalfitano presidente della Fondazione Ravello? Mercoledi si decide. Ecco cosa cè dietro il nome di Brunetta

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Dopodomani la Fondazione Ravello potrebbe decidere il nuovo Presidente e Secondo Amalfitano potrebbe di fatto arrivare a gestire la Fondazione Ravello. Ecco cosa c’è dietro  nome Brunetta.

Positanonews, il quotidiano online della costiera amalfitana e penisola sorrentina, ha una attenzione particolare per Ravello, cruciale per il turismo in provincia di Salerno ed in Campania. Al centro di tutto (Villa Rufolo, Ravello Festival) c’è la Fondazione Ravello. Abbiamo in anteprima annunciato le dimissioni di Realacci prima e di Cerchiai dopo, e la paralisi della Fondazione stessa da più di un anno, per incapacità stessa di trovare il numero legale (problema che si vuole risolvere eliminando o riducendo il numero legale, sic!)  ora dopodomani c’è una riunione importante che porterebbe sulla scena l’ex sindaco Secondo Amalfitano.

Se il 12 ottobre la prevista riunione del Consiglio Generale di Indirizzo della Fondazione raggiungesse il numero legale, nominando il Ministro Renato Brunetta,  praticamente Secondo Amalfitano diventerebbe Presidente del più importante contenitore turistico-culturale della costa d’ Amalfi

Sulla carta, infatti, sarebbe eletto Brunetta al posto di Cerchiai, che si è dimesso per mancanza di tempo. Ma si suppone che Brunetta abbia ancora meno tempo: dunque delegherà, di fatto, tutta la gestione della Fondazione al suo consulente  Secondo Amalfitano.

In tal modo la Fondazione sarà gestita proprio dalle stesse persone che, da un  anno a questa parte, ne hanno causato la crisi di governance.

La gestione precedente

Generalmente si dice che “Squadra vincente non si cambia”. Dal 2002 al 2010 la Fondazione Ravello è stata guidata da una squadra di Consiglieri di Indirizzo e di Consiglieri di Amministrazione che hanno contributo in modo continuo e determinante al suo successo. La maggioranza dei Consiglieri apparteneva al mondo intellettuale e conosceva profondamente la situazione ravellese. La dimensione politica era assente. Il 64% dei fondi era assicurato dai privati. Ogni anno il Presidente impegnava nella Fondazione almeno 100 giornate di lavoro a tempo pieno. Tutti lavoravano a titolo gratuito. Ci sono state 20 sedute del Consiglio di Indirizzo e 20 del Consiglio di Amministrazione: sempre con il numero legale e spesso con la presenza di tutti i componenti.

La gestione attuale

Squadra vincente non si cambia. Invece nel 2010 il Presidente e la grande maggioranza dei Consiglieri sono stati sostituiti con persone estratte prevalentemente dal mondo delle imprese, nella speranza di riceverne idee e sponsorizzazioni. Molte di esse non conoscevano neppure Ravello. Nessuna di esse è riuscita a procurare finanziamenti privati. Il 95% dei fondi del Festival è stato assicurato dagli Enti pubblici della Campania; quasi nessuna riunione del Consiglio di Indirizzo ha raggiunto il numero legale; ora, per giunta, si sono dimessi un Consigliere e persino il Presidente Cerchiai, che era stato eletto pochi mesi fa e che, del resto, ha passato a Ravello solo qualche giorno.

Aggiungere errori a errori

Chi ha inventato questa strategia fallimentare, sta ora pensando di correggere i suoi errori con una strategia ancora più dannosa per la Fondazione Ravello. L’idea è quella di affidarne la Presidenza al Ministro Brunetta: che, ovviamente, avrà ancora meno tempo disponibile di Cerchiai e finirà per delegare le funzioni presidenziali ad Amalfitano, suggeritore interessato di tutta questa strategia.

Ancora più assurdo è che ci sia un candidato unico alla presidenza e che il Comune, di segno politico diverso dalla Regione, non abbia neppure proposto un suo candidato. Paolo Vuilleumier, che abbiamo sentito oggi, pur mostrando sempre una grande cortesia e disponibilità, ci è sembrato alquanto imbarazzato sull’argomento sul quale non ha detto nulla.

Che fare?

La Fondazione Ravello ha scopi esclusivamente culturali: dunque, va gestita da personalità libere da condizionamenti politici e capaci di unire doti manageriali e doti intellettuali. La nostra Regione non è affatto priva di simili personalità e non ha bisogno di affidare ad amministratori presi in prestito da Regioni lontane un gioiello come la Fondazione Ravello, che presuppone un saldo radicamento in Campania.

Occorre avere una rosa di degni candidati alla Presidenza; occorre che ogni candidato dichiari in anticipo quanto tempo dedicherà alla Fondazione; occorre un Presidente senza connotazioni politiche. I Soci hanno già sbagliato una volta, scompaginando una squadra che lavorava benissimo e facendo perdere a Ravello un anno prezioso per il suo sviluppo socio-economico. Nuovi errori sarebbero imperdonabili.

Foto Fratelli Gallucci BB Photo

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