STEVE JOBS, BOOM ORDINI PER L´IPHONE 4. IL SUO NOME SULLA ´WALK OF FAME´ -FOTO

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NEW YORK – Il periodo post-Jobs sembra un test che la Apple, al momento, sta superando brillantemente.
In occasione dell’uscita iPhone 4S, il cui lancio commerciale è previsto per il prossimo 14 ottobre, è stato infatti registrato un boom di prenotazioni.
In poche ore dall’apertura degli ordini – decisa mentre in California si svolgevano i funerali di Jobs – solo all’AT&T, colosso statunitense delle telecomunicazioni, sono già arrivate oltre 200.000 richieste. E – come riporta il Wall Stret Journal – anche il sito di Verizon, l’altra grande compagnia di tlc Usa, da ieri pomeriggio è stato letteralmente preso d’assalto. Un successo straordinario – commentano a Cupertino – considerando la freddezza con la quale il nuovo iPhone era stato accolto. Certo – osservano gli esperti – c’è l’effetto legato alla scomparsa di Jobs. Col 14 ottobre che dovrebbe diventare in la giornata in cui in tutto il mondo i fan del genio della Silicon Valley ricorderanno il loro ‘gurù davanti a tutti i negozi Apple, dove si ritroveranno per ritirare l’iPhone 4S. Ma questi primi dati sono confortanti, e indicano che l’era del dopo-Jobs è già cominciata. 

IL SUO NOME SULLA ‘WALK OF FAME’ Sulla Walk of Fame dell’Hollywood Boulevard, la camminata delle stelle del cinema a Los Angeles, qualcuno ieri con un pennarello ha aggiunto il nome di Steve Jobs, il fondatore di Apple, in mezzo a Audrey Hepburn e Alfred Hitchcock. Era una star, Steve Jobs, e aveva molti amici fra le star: da Arnold Schvarzenegger a Bono degli U2, dai Coldplay a John Lasseter. Steven Spielberg lo ricorda come ”il piu’ grande inventore dopo Edison. Ha messo il mondo a disposizione delle nostre dita”.

TORINO GLI RENDERÀ OMAGGIO CON UNA MOSTRA Torino renderà omaggio a Steve Jobs con una mostra a fine ottobre al Museo di Scienze Naturali grazie alla presenza in città di due suoi fan, Marco Boglione, patron di BasicNet e tra i maggiori collezionisti al mondo di alta tecnologica e computeristica, e Michele Coppola, assessore regionale alla Cultura. Nella mostra sarà esposta buona parte dei 300 pezzi della collezione di Boglione, compreso uno dei primissimi Apple, acquistato per 190.000 euro a un’asta di Christiès. «Questo – dicono Boglione e Coppola – in attesa della realizzazione di un Museo della tecnologia da realizzare nel capoluogo piemontese nel vecchio Teatro Stribe chiuso da anni e proprietà della Rai. La mostra – spiega Coppola – sarà una sorta di anteprima del futuro Museo, ma anche uno sprone alla Rai per un suo maggiore coinvolgimento. Pochi giorni dopo l’omaggio a Jobs, il 17 novembre alla Reggia di Venaria reale si aprirà la mostra con l’autoritratto di Leonardo da Vinci, »come dire – conclude Coppola – da un genio all’altro».

NYT RACCONTA I SUOI ULTIMI GIORNI Una cena a base di sushi col suo piu’ caro amico, nel ristorante preferito di Palo Alto. Un incontro coi suoi piu’ stretti collaboratori per dispensare gli ultimi consigli sul futuro di Apple e su come dovra’ essere la nuova generazione di iPhone. Piu’ di una chiacchierata col biografo ufficiale nel salotto di casa. Ma soprattutto tanto tempo, il poco rimasto, speso con la moglie e i quattro figli. Sono gli ultimi giorni di Steve Jobs, raccontati sulle pagine del New York Times.

FUNERALI A SORPRESA IN CALIFORNIA Funerali a sorpresa per Steve Jobs. Secondo quanto riporta il Wall Street Journal sul suo sito on line, le esequie del fondatore della Apple sarebbero state decise dalla famiglia gia’ per venerdi’, a due giorni dalla scomparsa. La fonte citata dall’autorevole quotidiano non rivela pero’ ne’ il luogo ne’ l’orario della ”piccola cerimonia privata”, sostenendo di voler rispettare la privacy dei familiari del fondatore della Apple. Per il momento non c’e’ alcuna conferma ufficiale, ma neanche nessuna smentita. Del resto gia’ dal quartier generale della Apple a Cupertino, California, avevano fatto sapere che non ci sarebbero state cerimonie pubbliche. Intanto gia’ si parla dell’eredita’ di Jobs, per la sua famiglia, e per quei milioni di persone che ormai non sanno piu’ vivere senza quei prodotti con la mela che sono diventati a livello mondiale un’icona dell’era digitale. E per loro da Londra arriva la notizia che Steve Jobs avrebbe lasciato nei forzieri del quartier generale della Apple a Cupertino un prezioso ‘tesoretto’: ovvero, progetti operativi per la realizzazione di prodotti da lanciare sul mercato almeno per i prossimi quattro anni. Ovviamente non si sa gran che di cosa si tratti. Forse nuovi modelli di i-Pod, i-Phone, i-Pad e MacBook. Finora e’ solo trapelato che ci sarebbe anche un i-Phone 5, in uscita a fine 2012 o inizio 2013. Cosi’ rivoluzionario da cambiare di nuovo le regole del gioco, e da poter essere definito come ”il lascito di Steve Jobs”. Un ‘tesoretto’ che peraltro rendera’ piu’ liscio il passaggio definitivo del timone nelle mani di Timothy Cook (che tutti chiamano Tim).
 
Cook non ha lo stesso genio visionario di Jobs, e non ha neanche il suo carisma, come si e’ visto al suo debutto sul palcoscenico proprio il giorno prima della morte del fondatore della Apple, quando ha presentato il nuovo iPhone 4s. Ma comunque Tim e’ un grande organizzatore, che assicura in Apple la continuita’ poiche’ e’ stato di fatto la ‘seconda guida’ dell’azienda da quando Jobs si e’ ammalato gravemente, nel 2004, fino a diventare ufficialmente il ‘numero uno’ dal 25 agosto. A quel punto, Jobs non era neanche piu’ in grado di salire le scale della sua grande casa a Palo Alto, come ha raccontato l’ex direttore di Time Magazine Walter Isaacson, a cui Jobs aveva concesso di scrivere la sua biografia ufficiale. Una biografia attesissima – gia’ in testa negli ordinativi di Amazon, anche se non uscira’ prima del 24 ottobre – che Jobs ha deciso di autorizzare perche’, aveva detto solo alcune settimane fa, ”voglio che i miei figli sappiano di me”, sappiano ”perche’ non sempre ero vicino a loro”.

Alla sua famiglia Jobs lascia un impero, un’azienda che, nata in un garage, e’ ora in competizione con il colosso Exxon Mobil per il titolo di azienda di maggior valore in America, che tradotto in cifre significa oltre sette miliardi di dollari. Una montagna di soldi, che piu’ di una volta hanno attirato a Jobs le critiche di coloro che ritengono che, come Warren Buffet o Bill Gates, egli avrebbe dovuto devolvere parte della sua fortuna in beneficenza. Ora sono in molti che aspettano di vedere se nelle sue ultime volonta’ ci sara’ un passo in questa direzione. Magari una grande donazione a favore dei centri ospedalieri e dei laboratori impegnati nella lotta contro il cancro.

fonte:leggo