DDL INTERCETTAZIONI, FINI: UNA LEGGE PER QUALCUNO

0

PALERMO – Parte il tour nazionale del Fli, e Gianfranco Fini inizia da Palermo il suo viaggio parlando subito del Ddl Intercettazioni, conosciuto anche come la “Legge Bavaglio”. «Si tratta di una legge che non va a soddisfare un interesse nazionale, forse è solo per l’interesse di qualcuno». 

«BERLUSCONI? PASSO INDIETRO SE AMASSE IL PAESE» «Se il presidente del Consiglio amasse veramente l’Italia dovrebbe fare un passo indietro consentendo a qualcun altro di governare con il contributo di altri».  «Non se ne può più di videomessaggi, di annunci e promesse non mantenute. Il governo non governa e il premier è in tutt’altre faccende affaccendato». L’ha detto Gianfranco Fini alla convention di Fli a Palermo. 

IDV: «DDL ANTIDEMOCRATICO» «Il ddl intercettazioni resta un provvedimento inaccettabile perchè attenta al diritto dei cittadini ad essere informati e calpesta apertamente l’art. 21 della Costituzione. Le modifiche proposte dal relatore Costa sul carcere per i giornalisti non cambiano certo la natura di una legge criminale e antidemocratica». Lo afferma il portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando. «Questo governo, compatto solo nel garantire l’impunità al premier -aggiunge- vuole imbavagliare la libera stampa, oscurare la Rete e ostacolare il lavoro dei magistrati, privandoli di uno strumento essenziale per le indagini. Perciò, ci opporremo con tutti i mezzi democratici possibili all’approvazione di questo ignobile disegno».

GRASSO: «RISPETTO ANCHE SE NON CONDIVISA» «Ciò che dovevo dire l’ho detto già nelle aule parlamentari in occasione delle audizioni in commissione; adesso come magistrati non possiamo che osservare la legge che il parlamento sovrano ci darà anche quando, naturalmente, non sempre è condivisa». Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, che oggi ha partecipato alle giornate della legalità a San Giuliano Terme (Pisa). «La sensazione dei cittadini è che oggi ci sia un degrado della politica e una delegittimazione della magistratura ed è anche per questo che, attraverso gli incontri che faccio cerco di spiegare alla gente quanto sia invece importante il primato della politica», ha affermato Grasso intervenendo all’iniziativa. «Io riconosco il primato della politica – ha aggiunto – ma di quella che riesce a interpretare e prevedere i bisogni dei cittadini. Purtroppo, oggi, un pò per la crisi, un pò per altre ragioni questo non accade. Speriamo che la politica possa riacquistare il primato che tutti gli devono riconoscere». In occasione delle giornate della legalità di San Giuliano, il procuratore nazionale antimafia è sceso in campo per una partita di calcio tra sindaci e magistrati

fonte:leggo