SALERNO. Caos rifiuti: scelte le discariche, sindaci in rivolta

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I siti individuati, scaturiti dall’analisi elaborata dall’Universitá di Salerno, sono quello di Codola, nel comune di Nocera Inferiore, una cava privata tra Olevano sul Tusciano e Battipaglia, di proprietá della “Calcestruzzi spa” e il sito di Terra Arenosa, a Caggiano, a cinquanta metri da quello più famoso sul quale, nel 2008, si opposero la comunitá caggianese e quella di Vietri di Potenza. E poi c’è il sito individuato nel comune cilentano di Laurito.

Cinque righe, scritte sulla carta intestata del Prefetto Tino Vardè, commissario straordinario per l’individuazione e realizzazione delle discariche d’ambito in provincia di Salerno sono bastate, nel tardo pomeriggio di ieri, a scatenare l’ira dei sindaci interessati. E a poco sono valse le parole di apertura nei confronti delle amministrazioni locali contenute nel comunicato. I siti individuati, scaturiti dall’analisi elaborata dall’U niversitá di Salerno, sono quello di Codola, nel comune di Nocera Inferiore, una cava privata tra Olevano sul Tusciano e Battipaglia, di proprietá della “Calcestruzzi spa” e il sito di Terra Arenosa, a Caggiano, a cinquanta metri di distanza da quello più famoso sul quale, nel 2008, si opposero la comunitá caggianese e quella di Vietri di Potenza, visto che confina proprio con il territorio lucano. E poi c’è il sito individuato nel comune cilentano di Laurito. Per Vardè sono «in via di conclusione i confronti con i rappresentanti dei comuni interessati». Ma le reazioni di alcuni amministratori locali farebbero pensare il contrario. Il più arrabbiato è sicuramente il sindaco di Battipaglia, Giovanni Santomauro. «E’ assurdo dover apprendere la notizia dai giornalisti. E’ l’ennesima scorrettezza istituzionale – attacca – Prima con l’ospedale unico della valle del Sele, ora con la discarica d’ambito. Sono sorpreso da questa decisione perché il nostro comune ha giá dato tanto, negli anni, per fronteggiare l’e mergenza rifiuti. Abbiamo lo Stir e due aree da bonificare, per non parlare degli insediamenti industriali che trattano i rifiuti». Santomauro appare poco propenso ad assecondare la decisione presa dal commissario e alla quale ha lavorato la Provincia, che ha commissionato lo studio all’Universitá. «Possono stare certi – avverte il sindaco di Battipaglia rivolgendosi agli amministratori provinciali – che faremo tutte le battaglie possibili per opporci a questa scelta». Ad appoggiarlo potrebbero essere anche il sindaco di Olevano sul Tusciano, Adriano Ciancio, e quello di Eboli, Martino Melchionda, dal momento che il sito individuato sorge in un’area al confine tra i tre comuni. La precisazione di Vardè che, a piè di comunicato precisa che «si tratta comunque di ipotesi di lavoro che formano oggetto di valutazione di tipo tecnico in vista del parere della conferenza di servizi» non basta a placare gli animi. Meno arrabbiato nei toni, ma certamente non meno deciso a opporsi alle scelte del prefetto calabrese, è il sindaco di Caggiano, Giovanni Caggiano. «Il sito individuato – chiarisce innanzitutto – è molto più piccolo di quello indicato tre anni fa. Stiamo parlando di appena 15mila metri quadrati a fronte dei 70mila del precedente. Insomma, è una zona buona soltanto per una cava privata. A meno che non lo si voglia allargare». Il sindaco evidenzia le problematiche connesse alla resistenza del suolo, peraltro giá segnalate nel corso dell’a udizione avuta con Vardè. «E’ un’ipotesi ridicola, perché quella zona è tra le più sismiche d’ Italia.. Non risponde quindi, ai criteri indicati nella lettera inviata dal presidente della Provincia Cirielli ai sindaci». E poi c’è l’inquinamento delle falde acquifere causate dalla presenza, in zona, di scorie radioattive. «Credo – è il pensiero di Caggiano – che anche questa volta la Basilicata, come ha fatto in passato, si opporrá». di Mattia A. Carpinelli LA CITTA