Massa Lubrense canoni non riscossi è guerra dell´enfiteusi

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Massa Lubrense. Torna d’attualità un antico termine di sapore medievale: l’enfiteusi, il diritto di godimento di un fondo agricolo o di più appezzamenti di terreno di proprietà altrui, con l’obbligo per la famiglia del contadino che ne cura la coltivazione di migliorarne le condizioni e di pagare al proprietario un canone in denaro oppure in natura. Sono centinaia le famiglie massesi che si trovano ad affrontare il problema dell’enfiteusi: la scelta è tra riscattare il bene di cui si gode da tempo immemore col sistema di trasferimento del diritto di coltivare il terreno di famiglia in famiglia, oppure chiederne l’affrancamento secondo le più recenti normative. Per il Comune di Massa Lubrense – proprietario della gran parte dei terreni affidati in enfiteusi, ma per la cui coltivazione in realtà non viene incassato pagamento né in soldi né in natura – è un problema da risolvere al più presto in quanto più volte incalzato dalla Corte dei Conti. Si configurerebbe infatti un vero e proprio danno erariale per le casse del Comune. «È vero – dichiara il sindaco Leone Gargiulo – siamo stati varie volte invitati dalla Corte dei Conti a definire i casi considerati riconducibili all’enfiteusi. In proposito debbo ricordare che già due anni or sono la precedente amministrazione, da me guidata, grazie ad una proposta dell’assessore al bilancio dell’epoca Sergio Fiorentino provvide ad approvare una delibera che forniva le indicazioni indispensabili per avviare il problema verso una soluzione che prevedesse, nel rispetto delle leggi sull’enfiteusi, il minor sacrificio possibile per i cittadini». Da allora cosa si è fatto? «Proprio in questi giorni – aggiunge il sindaco – giunge a compimento il lavoro affidato al consigliere Mosè Vinaccia, delegato al patrimonio e ai tributi, e al dirigente dell’ufficio di attività produttive Antonino Prisco: in effetti è stata individuata la possibilità, ritenuta più vantaggiosa, d’intervenire presso gli uffici regionali per esaminare gli usi civici dei beni considerati. Per questo invitiamo i cittadini a recarsi presso gli uffici comunali per individuare singolarmente la soluzione più giusta al proprio problema». Intanto per domani un comitato civico presieduto da Antonino Esposito ha indetto un seminario sul tema presso la sala della Congrega «San Filippo Neri» nella frazione Torca. All’incontro, oltre a Esposito e al priore Giovanni Terminiello, interverrà Luigi Cesare Oliveti, presidente dell’Associazione «Usi civici e proprietà collettive» che illustrerà interpretazioni e soluzioni all’annosa problematica

Gennaro Pappalardo