STATALE SORRENTINA. CHIUSA LA STAZIONE DI SERVIZIO AGIP AL KM 10,705. PROTESTANO FAMIGLIE

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La stazione si servizio con servizi annessi che si trova prima dell’uscita dell’autostrada Napoli Salerno a Castellammare venendo da Vico Equense è stata chiusa Dieci famiglie protestano per il rischio di chiusura della loro attività che esercitano da 40 anni.

La travagliata realizzazione della galleria della S.S.145, fra Castellammare e Vico Equense, esiziale per il traffico che va a Sorrento e in tutta la penisola sorrentina , che ha alle spalle già venticinque anni di lavori, ha visto nei giorni scorsi l’apertura di un tratto di strada relativo al sottopasso di Pozzano.

L’opera, servirà in futuro il traffico locale, mentre quello proveniente da e per Napoli/Sorrento dovrà essere incanalato nella galleria principale di collegamento. Sembrerà strano ma questa operazione ha inflitto un ennesimo colpo all’economia locale, già provata dalle vicende spiacevoli dell’Italcantieri.

Se pur di minore entità e di impatto economico inferiore, le dieci famiglie che vivono da oltre quarant’anni dalle attività della Stazione di Servizio AGIP al Km 10,705, si sono viste privare dall’oggi al domani del loro reddito, in quanto il velocissimo iter sollecitato dall’ANAS e la conseguente attività del Comune hanno privato l’azienda dei regolari permessi di cui hanno fino ad ora goduto. Le fumose motivazioni ANAS in merito alla sicurezza stradale e ai non chiari parametri di distanza previsti dalle norme, sembrano più che prudenziali accorgimenti, delle frettolose schivate di responsabilità in un progetto che pare presenti molte lacune ai fini delle norme costruttive.

La ditta che gestisce la Stazione di Servizio a difesa dei propri preesistenti diritti ha incaricato lo Studio Legale dell’Avv. Carlo Sarro. Saranno le indagini dettagliate sulla regolarità costruttiva di questo sottopasso, con particolare attenzione rispetto alle pendenze della strada, alla mancanza di una corsia di accelerazione, nonché alla verifica della compatibilità di tale costruzione con la zona nei suoi aspetti geologici, che diranno se i lavori stradali fin qui svolti dall’ANAS e dalle Ditte incaricate sono stati concepiti e progettati secondo regole.

A meno che prima dei lavori non si è deciso ad onta di qualsivoglia doverosa interpellanza, di agire con l’arroganza che a volte caratterizza la mastodontica dimensione di alcuni enti. Le prime “vittime della strada“ sotto il profilo della sopravvivenza economica? Se un contributo così alto è previsto da parte di questi dieci nuclei familiari per la realizzazione di un’opera, qualora se ne dovesse dimostrare la regolare esecuzione, quanto meno ci si aspettava un doveroso atteggiamento di una responsabile preventiva preoccupazione.