Uscita edizione aggiornata del libro di Angela Camuso "MAI CI FU PIETA´, la banda della Magliana dal 1977 a oggi".

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BERGAMO TI RACCONTA: scritti ed idee di autori bergamaschi

Mercoledì 5 Ottobre 2011, ore 18.00

Antico Oratorio dell’Arciconfraternita dei Bergamaschi a Roma

via di Pietra 70

presentazione della nuova edizione aggiornata del volume

“MAI CI FU PIETA’, la banda della Magliana dal 1977 a oggi” di Angela Camuso,

Ne parleranno con l’autrice:

On. Walter Veltroni, membro della Commissione Parlamentare Antimafia

Maurizio De Lucia, Vice Procuratore Nazionale Antimafia,

Francesco Grignetti, giornalista de La Stampa,

Marco Lillo, giornalista de Il Fatto

Eric Jozsef, corrispondente per il quotidiano francese Liberation

presenta l’incontro

Alma Grandin, giornalista Tg 1 Rai.

Dopo il successo di pubblico e di critica

“Mai ci fu pietà – La Banda della Magliana dal 1977 a Oggi”

di Angela Camuso, edito nel 2009 da EDITORI RIUNITI,

è in uscita il prossimo 5 ottobre con una NUOVA EDIZIONE aggiornata

contenente 60 pagine aggiuntive di notizie inedite sull’inquietante presenza della banda ai giorni nostri alla luce dei verbali di un nuovo pentito, il catanese Dario Marsiglia, rivelatrici di una sorprendente babele criminale che ci riporta con un salto spaventoso nel passato.

I vecchi boss della Banda della Magliana che silenziosi tornano a mettere le mani sulla città di Roma. Che progettano omicidi negli anni in cui tutti li credono estinti e nella capitale si gira “Romanzo Criminale”. Che si riuniscono in summit in ristoranti nel quartiere storico di Testaccio, già roccaforte del celebre Renatino De Pedis. Che stringono alleanze con la mafia di Provenzano, trafficano droga e diamanti, riscuotono il pizzo, controllano il giro di scommesse clandestine e cercano rinnovate entrature nei palazzi del potere.

 

Il nuovo volume contiene aggiornamenti anche sul caso di Emanuela Orlandi e sul mistero della scandalosa sepoltura del bandito De Pedis nella basilica monumentale di Sant’Apollinare.

 

 

 

Rassegna stampa precedente edizione:

Enrico Mentana, ex direttore Tg5 “E’ il racconto di una storia pesantemente criminale senza che criminale sia l’aggettivo da mettere insieme a romanzo. Perchè il vero dramma che abbiamo vissuto dal punto di vista giornalistico e giudiziario è la creazione di una sorta di mito negli ultimi anni, E’ un un libro di cui c’era bisogno e che andrebbe letto in alternativa a Romanzo Criminale”

Paolo Mieli, presidente RCS “Questo è un libro di una persona che ha voglia di capire e non di giudicare, un libro aperto , un libro intelligente, un libro onesto intellettualmente, Angela Camuso ha fatto un grande, grandissimo lavoro.

 

Valentino Parlato, Il Manifesto Un grande lavoro di documentazione che è stato trasformato in letteratura, cioè in scrittura, tant’è che si legge come un romanzo, ci si appassiona alle storie, ci si chiede come andrà a finire nella pagina successiva…”

 

Lidia Ravera, scrittrice “inquietante come l’inchiesta di una cronista puntigliosa e coraggiosa, suggestivo come un piccolo grande romanzo”

 

Ferdinando Imposimato, ex magistrato “Il libro parla per la prima volta di persone che sono state processate e assolte ingiustamente nonostante le prove schiaccianti, questo è un segno di grande coraggio dell’autrice giornalista Angela Camuso che ha ricostruito episodi che non ho trovato in nessun altro libro”

 

Antonio Mancini ex capo storico della Banda “Questo che ha scritto Angela Camuso è l’unico libro che ricostruisce le cose senza aggiungere nulla di suo, scrive la verità. Qui c’è la storia”

 

Guido Salvini, magistrato “Mai ci fu pietà” è un racconto di una parte della storia della vostra città e della vita sommersa di questo Paese, che attrae sin dalle prime pagine e rende difficile abbandonarne la lettura. Copie di questo libro dovrebbero essere vendute dinanzi alla Basilica di Sant’Apollinare e regalate a chi è responsabile di quella imponente Basilica per ricordare che la sepoltura di De Pedis offende un luogo di culto e i sentimenti civili di questa città”

 

Massimo Martinelli, Il Messaggero: “Questo libro sulla Banda della Magliana non lo definerei l’ennesimo libro sulla Banda, in realtà ha un merito in più. E’ scritto da Angela Camuso. Una giornalista incontrollabile, ingestibile forse scomoda comunque una che lavora e che ogni caposervizio vorrebbe avere al suo servizio.”

 

Giancarlo Capaldo, procuratore aggiunto di Roma “Mai ci fu pietà” si distacca dagli altri libri sulla banda della magliana in quanto consente proprio nella asistematicità che lo caratterizza di fornire degli elementi di valutazione che direi sono anche la proiezione del coraggio, della passione che ha animato Angela Camuso nello scrivere senza eccessivi sbilanciamenti ne letterali ne stilistici, senza un’attenzione spasmodica… in fondo non credo che si voglia e si possa scrivere la parola fine sulla Banda della Magliana..di cui oggi rimane un substrato culturale”

 

Generale Conforti: ” ...condivido quello che ha scritto la Camuso, è vero che questi banditi erano riusciti così bene a crearsi delle relazioni, dei rapporti a qualunque livello istituzionale o meno.. questo libro ci aiuta a capire che determinate situazioni ci sono ancora”

 

Il Tempo “Un affresco dell’epopea della banda della Magliana arriva ora con il libro di Angela Camuso «Mai ci fu pietà», Editori Riuniti. Camuso racconta, con un forte stile da cronista di nera, senza mediazioni e senza preconcetti, attraverso la lettura e la trascrizione di centinaia di verbali inediti e di informative interessanti retroscena del divenire di questo gruppo di delinquenti di borgata trasformatosi nel braccio operativo di oscure macchinazioni.
Inedite le lettere dal covo prigione del gioielliere Roberto Giansanti rapito il 16 maggio 1977. «Carò papà, carissimi tutti, sono nelle mani di un’organizzazione forte e decisa a tutto. Se volete salvarmi fate quanto vi sarà richiesto», scriveva il sequestrato.” di M. Piccirilli

 

Il Giornale “…Per chiarire che la banda della Magliana è ancora viva, tanto da spaventare nuovi arrivati sulla piazza della capitale e vecchi nemici. Una holding del crimine perfettamente funzionante.
È anche la tesi dell’ultimo lavoro sulla banda della Magliana, «Mai Ci Fu Pietà», della collega Angela Camuso, una nerista scrupolosa che non risparmia niente e nessuno per raccontare, senza retorica e censure, fatti e misfatti della Magliana. Un libro che, come pochi, si basa su migliaia di atti giudiziari, informative riservate, verbali di centinaia di protagonisti o, comunque, legati a doppio filo con il gruppo di fuoco della capitale. «La mia idea – spiega l’autrice – era quella di raccontare la storia vera di questa banda con un linguaggio semplice e far capire anche come non si possa dire definitivamente la parola fine a questo capitolo».” di S. Vladovich

 

L’Unità “Mai ci fu pietà, storia della banda della Magliana dal 1977 a oggi riflette due cose tipiche del gusto giornalistico dell’autrice, la collega Angela Camuso. Il primo: il lavoro in presa diretta, il racconto, le testimonianze delle vittime e il linguaggio dei banditi. Carnefici, nel caso dei sequestri di persona conclusi male, come quello del duca Grazioli Lante della Rovere, che mai fece ritorno a casa. La lingua viva di criminali che mostrano cinismo e volgarità ma anche pochezza e confusione. Il secondo elemento è collegato al primo: cercare di capire come fu possibile che questa banda dove matureranno personaggi di spicco ma che all’inizio è un aggregato di elementi balordi, riesca a costruire relazioni e appoggi in ambiti istituzionali, politici, religiosi, di amministrazione della giustizia. In questa direzione Angela Camuso scava con molta determinazione, scoprendo risvolti oscuri e anche un mondo di millantatori o pseudomillantatori.

 

Agi “A raccontarne ascesa, apogeo e declino della Banda della Magliana e’ un nuovo libro, “Mai ci fu pieta'” (Editori Riuniti, 440 pagine, 15 euro), scritto da Angela Camuso, giornalista con una lunga esperienza di nera e giudiziaria, capace di sposare la curiosita’ del cronista al rigore dello storico.”

 

APCOM “Con “Mai ci fu pietà” di Angela Camuso, si può aggiungere che i malviventi “made in ’70” sembrano peggio degli altri, logorati solo dagli affari e dai troppi intrighi per guadagnare di più, per essere o sentirsi più forti. Il documentato saggio della giornalista, pubblicato da Editori Riuniti, attraverso i verbali dei diversi processi, le informative riservate di polizia giudiziaria, ricorda nomi, luoghi e circostanze… e colma un vuoto lasciato da molti osservatori”

 

ADNkronos ” “Mai ci fu pietà” è la vera storia della banda della Magliana, rigorosamente fedele, in ogni dettaglio, ai documenti giudiziari. Alla luce di centinaia di verbali di interrogatori e di informative riservate di polizia giudiziaria l’autrice descrive e fa parlare i protagonisti senza omettere nomi, luoghi e circostanze in una sequenza agghiacciante e avvincente di delitti, intrighi e misteri raccontata dalla parte dei banditi assassini, figli maledetti del popolo e della miseria, che iniziano la loro sanguinosa parabola nell’ultimo scorcio dei turbolenti anni ’70 per arrivare ai giorni nostri, allorchË gli orfani superstiti della banda occuperanno ancora un posto nell’Olimpo della nuova malavita imprenditoriale”

 

 

 

L’evento è organizzato in collaborazione con l’Arciconfraternita dei Bergamaschi a Roma e con Turismo Bergamo.

 

 

 

Angela Camuso, giornalista professionista, nasce a Bergamo ma si trasferisce a Roma all’età di 18 anni. Dopo la laurea con lode in Scienze della comunicazione presso ‘La Sapienza’, svolge il praticantato all’Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino. Dal 1999 si occupa di cronaca nera e giudiziaria, dapprima come free-lance e attualmente per L’Unità. Scrive articoli di inchiesta per il settimanale L’Espresso.
Collabora con Leggo, Il Manifesto e Il Corriere del Mezzogiorno.

 

 

 

Info:  

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E-mail:
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[Dal lancio-stampa ricevuto; segnalazione di Maurizio Vitiello.]