Positano è morto Pepito il precursore della Moda. Foto Video

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E’ morto Pepito,  al secolo Salvatore Esposito, il Grande della Moda di Positano e non solo. Cominciò ad imparare l’arte con uno dei grandi sarti positanesi dell’epoca, negli anni Cinquanta, Salvatore Esposito, suo omonimo, uno dei “sarti di Positano”, come Filippo Milo, Criscuolo ed altri “Allora c’erano sarti e artigiani che facevano di tutto a Positano, dai vestiti ai cappotti, perchè all’epoca era difficile andare fuori e si faceva tutto nel paese”, ci racconta Adriana Canosa. Da loro poi, appresa l’arte, nacquero gli imprenditori della “Moda Positano”.

Fra questi imprenditori Pepito era un “grandissimo”, dopo aver appreso l’arte e aver lavorato in Svizzera, fu fra i primi a mettersi in proprio negli anni Sessanta, mezzo secolo di attività, sempre all’avanguardia, un “precursore” della Moda Positano.

Pepito, classe 1934, mostrò una grande capacità imprenditoriale ed intelligenza, intuì che Positano volgeva ad essere un paese turistico e che vi sarebbe stato spazio per la Moda, cominciò a lavorare da solo, poi aprì nel 1962 la Sartoria  “Pepito’s”.

La sua boutique era il centro dell’innovazione, al passo con i tempi, Pepito dimostrò una creatività e fantasia fuori dal comune, seguendo per prima alcune tendenze, come il filone “beat”. La moda dei “figli dei fiori”  quando in Italia era visto come qualcosa di strano lo trovavi da Pepito a Positano, prima ancora che nelle grandi città, una moda, fra l’altro, molto adatta ad un paese turistico dove la leggerezza e la spensieratezza dovrebbero far parte dei canoni di vita quotidiana.

A volte Pepito addirittura anticipava la moda nazionale ed internazionale, sotto tanti aspetti, per esempio un tipo di taglio, un disegno, un colore..

Fra le tante sue idee i pantaloni attillati unisex,  che sorpresero tutti quelli ancora legati ad una visione tradizionale e schematica della moda, poi i pantaloni a zampa di elefante, le camicie variopinte ed altro ancora.

All’epoca era un antesignano,  tanto è  vero che in molti poi  lo imitarono, o presero spunto da lui, fra questi anche grandi stilisti di fama internazionale, in tutta Italia, che rielaboravano sue intuizioni per poi lanciarle sul mercato.

Sono tanti i Vip che, ci raccontava, sempre con molta semplicità,  andavano da lui. Da Jacqueline Kenedy e Liz Taylor,  Renzo Arbore ad Adriano Celentano, da  Mara Venier a Richard Burton, poi tantissimi da Napoli, Roma, Milano. La giovane borghesia illuminata che vestiva alla “Moda” con il nuovo stile che riportava alle libertà e cambiamenti che le nuove generazioni volevano apportare al mondo.

Entrare nella sua boutique significa ripercorrere la storia ribelle della Positano dei figli dei fiori, dove il modo di vestire faceva parte di una liberazione culturale. Fu così che Liz Taylor rinnovò il suo guardaroba con i camicioni a pipistrello di Pepito’s e l’altezzosa Jackie Onassis si lasciò conquistare dai pantaloni a vita bassa. Una moda senza tabù per una terra senza tabù.

Di Pepito non ricordiamo solo un “grande” della storia di Positano ma anche un “grande” uomo.  La sua bontà d’animo,  la gentilezza nei modi e la generosità di cuore che esprimeva nel suo sorriso sempre presente con chiunque.

Positano perde un grande pezzo della sua Storia, un grande della Moda, un grande Uomo.

Significativo il manifesto funebre che preferiamo riportare per intero. “Ci ha lasciati improvvisamente Salvatore esposito ‘il grande Pepito’. La salma, proveniente dall’Ospedale San Leonardo di Salerno, giungerà nella Chiesa Madre S.M. Assunta di Positano, domani sabato 1 ottobre alle ore 10,30. Non fiori ma aiuti per i bambini di Haiti.”

  Facciamo le nostre condoglianze a tutta la famiglia.

In apertura una foto di Pepito degli anni Sessanta, in allegato una foto di Pepito nel bar Internazionale del 2007 che Giovanni Waldner, che ringraziamo,  ci ha mandato dalla Svizzera