Scanno (AQ). Conclusa con successo la XXXIX Edizione del Premio Scanno.

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Articolo di Maurizio Vitiello – Il Premio Scanno vola sulla qualoità dei premiati.  

I VINCITORI DELLA XXXIX EDIZIONE DEL PREMIO SCANNO

En plein di Dominique Lapierre al Premio Scanno: vince i premi Letteratura e “Valori” 

Dominique Lapierre è il vincitore della XXXIX edizione del Premio Scanno per la Letteratura. La giuria (presieduta da Gianfranco de Turris e composta da Simonetta Bartolini, Gaetano Bonetta, Antonio del Giudice, Ruggero Marino e Luigi Saitta) ha conferito il prestigioso riconoscimento allo scrittore, giornalista, antropologo, filantropo, per “India mon amour” (Il Saggiatore) in quanto narra “un’appassionata storia d’amore, non tra due persone, ma tra l’autore ed un Paese affascinante e controverso come l’India. Descrivendo, nel contempo, la vitalità ed il fascino di un’umanità segnata dalle privazioni e dalla miseria, ma mai derelitta. Un vero inno alla vita e alla speranza”…“India mon amour” rappresenta  dunque in modo esemplare il compendio umano, letterario, spirituale di questo rapporto di Lapierre con un “continente” dalle mille contraddizioni, l’India dell’informatica, l’India sul punto di diventare  una potenza mondiale, ma anche l’India dove ancora 60 milioni di bambini non hanno scuola e 200 milioni di abitanti non hanno l’acqua. Ecco, il valore letterario (e non letterario soltanto) è tutto in queste pagine, in questa testimonianza che è, soprattutto, una testimonianza d’amore”.

A Dominique Lapierre, è stato conferito anche il Premio della sezione Valori, dedicata a Riccardo Tanturri, vincendo per la prima volta nella storia del Premio Scanno due premi contemporaneamente, con la motivazione che segue “…Un’accoppiata unica nella storia dello Scanno. Perché non sempre al talento si uniscono le qualità morali ed umane. Mentre così non è per l’ex giornalista di “Paris Match”, un uomo che, dal 1981, ha contribuito, grazie ai milioni di dollari ricevuti come diritti d’autore, a curare quattro milioni di indiani attraverso l’associazione la “Città della gioia”. Mentre i diritti del libro qua premiato andranno ai bambini lebbrosi di Calcutta…In un “imprinting” di carità. In un paese come l’India, oggi sull’onda di un “boom“ economico, ma dove 750 milioni di persone vivono con meno di 1 euro al giorno. In un’attenzione ed in un’empatia ininterrotte verso gli ultimi della terra e verso chi non ha voce. Fedele all’antico adagio che recita: “Tutto ciò che non viene donato va perduto”.

Il Premio Scanno fondato da Riccardo Tanturri è dal 1972 che assegna riconoscimenti a personaggi di spicco del panorama italiano ed internazionale come Jeremy Rifkin, Gianni Letta, Michelangelo Antonioni, Vandana Shiva, Mario Draghi, Josè Saramago e Alberto Bevilacqua. Altre sezioni si sono aggiunte negli anni, dall’Economia, al Diritto, dai Valori alla Medicina e all’Ecologia attraverso momenti culturali come tavole rotonde, mostre e convegni.

A Plinio Perilli, poeta, critico e saggista è stato conferito un Premio Speciale Poesia per il componimento dal titolo “L’Aquila, sorvolandosi” in cui “dispiega la parola in un sentimento di “pietas”, scaturito come una sorgente, dal profondo del cuore, per le vittime, per le persone, per i monumenti, per la natura, per la storia dell’Aquila sepolta di macerie. Un’Aquila che ripiega le ali ferite dalle sferzate di un terremoto che, come scrive Perilli, umilia e uncina gli animi”.

“Un’eminente figura di riferimento per la cultura sociale ed economica del nostro tempo, un educatore ed opinion leader che manifesta un’attenzione continua alla coerenza ed all’etica dei comportamenti”, il professore di Economia politica dell’Università Cattolica di Milano e Vice Presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei, Alberto Quadrio Curzio, ha vinto il premio per l’Economia.

Giuseppe Novelli, professore di Genetica Medica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma “Tor Vergata” vince il Premio per la Medicina perché “nel campo della genetica umana, medica e molecolare…ha contribuito al clonaggio di nuovi geni, alla caratterizzazione di nuove mutazioni, allo studio dell’espressione e alla messa a punto di metodi originali per la diagnosi pre-natale e post-natale”.

Nella sezione Diritto, il Premio è stato assegnato a Mario Caravale, preside e professore di Storia del diritto italiano della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma “La Sapienza”, perché è uno “studioso raffinato, che ha saputo suonare su molteplici tastiere le manifestazioni della scienza del diritto nella prospettiva  storica”, testimoniando “il massimo livello come elevata cultura generale, unita a quelle cognizioni speciali della disciplina storico- giuridica”.

Vittorio Emiliani, giornalista, scrittore e politico, vince il Premio per l’Ecologia, in quanto “sia come giornalista (è stato direttore del Messaggero), sia come presidente della RAI, sia come scrittore, ha sempre tenuto alto il vessillo della tutela ecologica. I suoi articoli, i suoi comunicati, la sua azione come presidente del Comitato per la Bellezza da lui creato, hanno molto spesso ottenuto risultati impensabili…nella difesa attiva e concreta del paesaggio e del territorio di questa Italia sempre più oltraggiata e aggredita”.

Nella sezione Musica è stato premiato il Quartetto di Sassofoni Accademia, per “l’intensa attività concertistica svolta in oltre 25 anni di attività nelle più importanti sale da concerto di tutto il mondo. La professionalità dei suoi componenti – Giuseppe Berardini, Gaetano Di Bacco, Enzo Filippetti e Fabrizio Paoletti – consente al gruppo di affrontare, con risultati artistici di sicura eccellenza, un repertorio vasto e articolato che spazia in un ampio spettro di generi musicali”.

Ad Elisabetta Silvestrini, Direttore del Museo delle Arti e tradizioni popolari, è stato assegnato il Premio Antropologia Culturale e Tradizioni Popolari per l’opera Simulacri vesti devozioni. Etnografia delle statue “da vestire” della Provincia di Latina”.

 

Passiamo ora i profili dei premiati e alle menzioni, fornitici da Karina Valeria Marino dell’Ufficio Stampa del “Premio Scanno”: 

DOMINIQUE LAPIERRE

(vincitore della XXXIX edizione del Premio Scanno per la Letteratura)

Dominique Lapierre nato in Francia nel 1931, a 17 anni lascia Parigi con soli 30$, lavora in una nave, sbarca negli Stati Uniti e viaggia per 30.000 mila miglia lungo il continente Americano. Da questa avventura nasce il suo primo best seller, “Un Dollaro, Mille Chilometri”. Nel 1954 durante il servizio militare incontra un soldato americano, di nome Larry Collins. Nasce una profonda amicizia e un’intensa collaborazione che ha portato alla pubblicazione di alcuni libri memorabili del ‘900 come “Parigi brucia?”, “Alle 5 della sera”, “Gerusalemme Gerusalemme”, “Stanotte la libertà” e “Il quinto cavaliere”. È stato corrispondente del Paris Match per quattordici anni. Ha scritto libri da solo altrettanto celebri: “Freely on the Soviet Roads”, “Chessman Told me”. Nel 1982 fonda l’associazione No-Profit a favore dei bambini di Calcutta colpiti dalla lebbra, “City of Joy”, da cui nasce il nome di uno dei suoi più famosi romanzi, “La città della Gioia”, diventando poi un film. Il libro ha venduto oltre otto milioni di copie, parte dei guadagni sono stati donati all’associazione x costruire barconi ospedale in aiuto dei malati. A Calcutta Lapierre stringe una forte collaborazione con Madre Teresa, che gli concesse l’esclusiva per un film sulla sua vita e sul lavoro delle sue sorelle, Le Missionarie della Carità. Nel 1991 pubblica “Più grandi dell’amore” e nel 1997 “Mille soli”, una cronaca dei personaggi e degli eventi che hanno plasmato la vita dell’autore filantropo. Il romanzo “Mezzanotte e cinque a Bhopal” è un vero reportage di una tragedia annunciata. Ha vinto il Premio Humanitas Prize per gli alti valori morali comunicati. Con il romanzo “India mon amour” (Il Saggiatore 2011) vince invece il Premio Scanno 2011.

MENZIONE:

“Il premio Scanno 2011 per la letteratura assegnato a Dominique Lapierre per il libro “India mon amour” è un atto dovuto ad uno degli scrittori più noti ed affermati in tutto il mondo, con gli oltre 10 milioni di libri venduti. Lapierre scrittore, ma anche giornalista, etnologo, antropologo, filantropo, osservatore quanto mai partecipe di tutti i drammi  collettivi e privati che hanno angosciato (ed angosciano)  la nostra epoca e, in particolare, osservatore  di un Paese al quale è visceralmente legato. Quello che Lapierre  narra in questo libro è  un’appassionata storia d’amore, non tra due persone, ma tra l’autore ed un Paese affascinante e controverso come l’India. Descrivendo, nel contempo, la vitalità ed il fascino di un’umanità segnata dalle privazioni e dalla miseria, ma mai derelitta. Un vero inno alla vita e alla speranza. Da “La città della gioia” a “Stanotte  la libertà”,  a  “Mille soli”, a “Mezzanotte e cinque a Bhopal”, a “Gli angeli del male”, alcune  delle sue opere più famose, Lapierre  ha costruito il ritratto ora vitale, ora amaro e dolente  di un Paese, l’India, entrato nel suo cuore. “India mon amour” rappresenta  dunque in modo esemplare il compendio umano, letterario, spirituale di questo  rapporto di Lapierre con un “continente” dalle mille contraddizioni, l’India dell’informatica, l’India sul punto di diventare  una potenza mondiale, ma anche l’India dove ancora 60 milioni di bambini non hanno scuola e 200 milioni di abitanti non hanno l’acqua. Ecco, il valore letterario (e non letterario soltanto) è tutto in queste pagine, in questa testimonianza che è, soprattutto, una testimonianza d’amore”.

 

DOMINIQUE LAPIERRE

(vincitore della XXXIX edizione del Premio Scanno “Riccardo Tanturri” ispirato ai Valori)

Dominique Lapierre nato in Francia nel 1931, a 17 anni lascia Parigi con soli 30$, lavora in una nave, sbarca negli Stati Uniti e viaggia per 30.000 mila miglia lungo il continente Americano. Da questa avventura nasce il suo primo best seller, “Un Dollaro, Mille Chilometri”. Nel 1954 durante il servizio militare incontra un soldato americano, di nome Larry Collins. Nasce una profonda amicizia e un’intensa collaborazione che ha portato alla pubblicazione di alcuni libri memorabili del ‘900 come “Parigi brucia?”, “Alle 5 della sera”, “Gerusalemme Gerusalemme”, “Stanotte la libertà” e “Il quinto cavaliere”. È stato corrispondente del Paris Match per quattordici anni. Ha scritto libri da solo altrettanto celebri: “Freely on the Soviet Roads”, “Chessman Told me”. Nel 1982 fonda l’associazione No-Profit a favore dei bambini di Calcutta colpiti dalla lebbra, “City of Joy”, da cui nasce il nome di uno dei suoi più famosi romanzi, “La città della Gioia”, diventando poi un film. Il libro ha venduto oltre otto milioni di copie, parte dei guadagni sono stati donati all’associazione x costruire barconi ospedale in aiuto dei malati. A Calcutta Lapierre stringe una forte collaborazione con Madre Teresa, che gli concesse l’esclusiva per un film sulla sua vita e sul lavoro delle sue sorelle, Le Missionarie della Carità. Nel 1991 pubblica “Più grandi dell’amore” e nel 1997 “Mille soli”, una cronaca dei personaggi e degli eventi che hanno plasmato la vita dell’autore filantropo. Il romanzo “Mezzanotte e cinque a Bhopal” è un vero reportage di una tragedia annunciata. Ha vinto il Premio Humanitas Prize per gli alti valori morali comunicati. Con il romanzo “India mon amour” (Il Saggiatore 2011) vince invece il Premio Scanno 2011.

MENZIONE:

“La giuria della sezione Valori, intitolata a Riccardo Tanturri, è lieta di conferire anche questo Premio a Dominique Lapierre, in un’accoppiata unica nella storia dello Scanno. Perché non sempre al talento si uniscono le qualità morali ed umane. Mentre così non è per l’ex giornalista di “Paris Match”, un uomo che, dal 1981, ha contribuito, grazie ai milioni di dollari ricevuti come diritti d’autore, a curare quattro milioni di indiani attraverso l’associazione la “Città della gioia”. Mentre i diritti del libro qua premiato andranno ai bambini lebbrosi di Calcutta. Ma non basterebbe una pagina intera per elencare tutte le iniziative filantropiche di Lapierre. In una dedizione sposata anche dalla moglie, Dominique come lui, e dalla figlia Alessandra, a sua volta scrittrice. In un “imprinting” di carità. In un paese come l’India, oggi sull’onda di un “boom“ economico, ma dove 750 milioni di persone vivono con meno di 1 euro al giorno. In un’attenzione ed in un’empatia ininterrotte verso gli ultimi della terra e verso chi non ha voce. Fedele all’antico adagio che recita: “Tutto ciò che non viene donato va perduto”.

 

PLINIO PERILLI

(vincitore del Premio Speciale Poesia)

Plinio Perilli (Roma, 1955) ha esordito come poeta nel 1982, pubblicando un poemetto sulla rivista “Alfabeta”. La sua prima raccolta è del 1989, L’Amore visto dall’alto (finalista al Premio Viareggio). Seguono i “racconti in versi” di Ragazze italiane (1990). Chiude una sorta di trilogia della Giovinezza con il volume Preghiere d’un laico (1994), che vince vari premi internazionali: il Montale, il Gozzano e il Gatto. È anche critico e saggista, curatore di molti classici, antichi e moderni, nonché di un’apprezzata antologia interdisciplinare, Storia dell’arte italiana in poesia (1990). L’ultimo suo testo lirico, Petali in luce, risale al 1998, presentato da Giuseppe Pontiggia. Dello stesso anno un grande studio sul ’900 italiano in rapporto all’idea di Natura (Melodie della Terra. “Il sentimento cosmico nei poeti italiani del nostro secolo”). Una raccolta antologica delle sue poesie, Promises of Love (Selected Poems), è stata tradotta in inglese da Carol Lettieri e Irene Marchegiani editata a New York nel 2004 presso le Gradiva Publications della Stony Brook University. Di recente uscita anche un suo vasto, intrecciato compendio sui rapporti fra il cinema e tutte le altre arti (Costruire lo sguardo. “Storia Sinestetica del Cinema in 40 grandi registi”, 2009), per rendere finalmente omaggio a tutte le magiche sinestesìe che intrecciano e irradiano, insieme, l’ispirazione e l’immaginario. A seguire, il volume di scritture e memorie testimoniali RomAmor “Come eravamo 1968-2008” (Edizioni del Giano 2010), dedicato al rapporto fra Roma come entità ed amalgama letterario e i grandi numi tutelari della seconda metà del ‘900, fino ai nostri ultimi anni: da Gadda a Moravia, da Flaiano a Pasolini, da Amelia Rosselli a Dario Bellezza.

MENZIONE:

“Premio speciale Poesia a Plinio Perilli, una voce limpida fuori del coro, che non fa parte di cricche letterarie o meno, che si emoziona ed emoziona, che si commuove e commuove, che dispiega la parola in un sentimento di “pietas”, scaturito come una sorgente, dal profondo del cuore, per le vittime, per le persone, per i monumenti, per la natura, per la storia dell’Aquila sepolta di macerie. Un’Aquila che ripiega le ali ferite dalle sferzate di un terremoto che, come scrive Perilli, umilia e uncina gli animi.”.

 

ALBERTO QUADRIO CURZIO

(vincitore della XXXIX edizione del Premio Scanno per l’Economia)

Alberto Quadrio Curzio (Tirano 1937) è un economista italiano. Nel 1961 si laurea in Scienze Politiche alla Università Cattolica di Milano, perfezionandosi poi all’Università di Cambridge. Insegna nel 1965 all’Università di Cagliari e dal 1968 al 1975 all’Università di Bologna diventando anche Preside della Facoltà di Scienze Politiche. Professore Emerito di Economia politica dell’ Università Cattolica di Milano dal 2011, insegna Economia politica delle Istituzioni presso la Facoltà di Scienze Politiche dal 1976, ricoprendo inoltre la carica di Preside della facoltà dal 1989 al 2010. Fondatore e Presidente del Consiglio scientifico del Centro di ricerche in Analisi Economica (Cranec), diventa Direttore dal 1977 al 2010. Dal 2009 è Presidente della Classe di Scienze Morali, Storiche e Filologiche e Vice Presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Nominato per l’anno accademico 2010-2011 Distinguished Academic Visitor al Queens’ College dell’Università di Cambridge, è stato anche Presidente della Società Italiana degli Economisti (SIE), membro del Consiglio Generale del CNR, su designazione di Confindustria, dal 2006 al 2010, rappresentante degli Economisti italiani al CNR, Presidente dell’Istituto Lombardo. È Presidente del Comitato scientifico della Fondazione Edison, della Fondazione Vaticana Centesimus Annus, membro della Fondazione Balzan, del Gruppo Etica e Finanza e di organi della Casa Editrice Il Mulino. È fondatore e Direttore della Rivista del Mulino “Economia politica. Journal of Analytical and Institutional economics” dal 1984 e membro del Consiglio scientifico di riviste internazionali. Ha tenuto lezioni e seminari in molte università italiane ed estere. Nel 2000 riceve la Medaglia d’oro del Presidente della Repubblica per i Benemeriti della Scienza e della Cultura. Ha vinto dieci premi scientifici. Le sue pubblicazioni scientifiche sono circa 400 di cui molte in lingua inglese ed un volume è stato tradotto in lingua cinese. I temi principalmente trattati sono: teoria economica delle risorse scarse, distribuzione del reddito, istruzione, sviluppo economico e sue forme economico-istituzionali.

MENZIONE:

“Alberto Quadrio Curzio presenta un emblematico percorso di qualità sia sul fronte scientifico ed accademico, sia su quello del coinvolgimento in responsabilità istituzionali. E’ stato Preside della Facoltà di Scienze Politiche presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano per oltre un ventennio, dove ha insegnato ed ancora insegna discipline economiche. Le sue numerose e spesso fondamentali pubblicazioni scientifiche hanno trovato collocazione presso importanti case editrici e riviste italiane ed estere. Per quanto riguarda gli impegni istituzionali, si ricorda che è stato Presidente della Società Italiana degli Economisti, contribuendo ad elaborare in tale funzione la storia istituzionale della Società in occasione dei cinquant’anni di attività della stessa. Attualmente è Vice Presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei e presiede la Classe di Scienze Morali, Storiche e Filologiche. Alberto Quadrio Curzio risulta essere in definitiva un’eminente figura di riferimento per la cultura sociale ed economica del nostro tempo, un educatore ed opinion leader che manifesta un’attenzione continua alla coerenza ed all’etica dei comportamenti. Gli viene pertanto assegnato nell’anno 2011 il Premio Scanno, sezione Economia”.

 

GIUSEPPE NOVELLI

(vincitore della XXXIX edizione del Premio Scanno per la Medicina)

Enzo Giuseppe Novelli nato a Rossano (CS) nel 1959 è Professore Ordinario di Genetica Medica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Dal 2003 è Adjunct Professor per la University of Arkansas for Medical Sciences, Little Rock, (USA). É stato Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma “Tor Vergata” dal 2008 al 2011. Novelli è attualmente componente del Consiglio Direttivo dell’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione delle Università e della Ricerca e membro dell’Agenzia Europea del Farmaco (EMA). Ha ricevuto riconoscimenti scientifici nazionali ed internazionali ed è responsabile di diversi progetti di ricerca. Autore di 400 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali, 115 su riviste nazionali (compresi capitoli di libri) e 4 monografie. Il suo H-index è di 44 con 13.000 citazioni. Giuseppe Novelli ha contribuito alla scoperta di diversi geni responsabili di malattie genetiche nell’uomo come la sindrome di Laron, alcune forme di invecchiamento precoce e recentemente i geni della psoriasi e dell’infarto del miocardio. Gli studi attuali sono rivolti alla cura delle malattie ereditarie e allo sviluppo di nuovi farmaci e della farmacogenetica.

MENZIONE:

“La Giuria del Premio Scanno per la Medicina ha decretato all’unanimità il conferimento del Premio 2011 a Giuseppe Novelli perché è unoscienziato apprezzato e ammirato in Italia e all’estero. Nel corso della sua intensa carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali. Il professor Novelli è uno dei più noti e affermati scienziati nel campo della genetica umana, medica e molecolare. Nell’ambito di questi studi ha contribuito al clonaggio di nuovi geni, alla caratterizzazione di nuove mutazioni, allo studio dell’espressione e alla messa a punto di metodi originali per la diagnosi pre-natale e post-natale. Negli ultimi anni le ricerche del professor Novelli sono state rivolte a studi di genomica e analisi multigenica con particolare riferimento alla psoriasi e alla fibrosi cistica, sviluppando metodi innovativi per la comprensione della patogenesi e per la realizzazione di terapie geniche. Adjunct Professor alla University of Arkansas di Little Rock, (USA) dal 2003 è autore di  numerosissime pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali con elevato impact factor e H-index. E’ l’emblema del ricercatore italiano che, attraverso le enormi difficoltà di questi percorsi, è riuscito ad ottenere risultati che hanno modificato le nostre conoscenze”.

 

MARIO CARAVALE

(vincitore della XXXIX edizione del Premio Scanno per il Diritto)

Mario Caravale (Roma 1939), è uno storico italiano del diritto medievale e moderno. Dal 1991 è Professore ordinario di Storia del diritto italiano della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma “La Sapienza”, dopo avere insegnato nell’Università di Camerino (1971-75) e nella stessa sede romana, nella Facoltà di Scienze politiche (1975-91). Membro del Senato Accademico dell’Università di Roma “La Sapienza” dal 2003, dal 2009 è Preside della Facoltà di Giurisprudenza ed è anche nel Collegio dei docenti del Dottorato in Storia del diritto medievale e moderno (Sede Università Statale di Milano) e del Dottorato in Fondamenti del diritto europeo dell’Università di Roma “La Sapienza”. Direttore (1992-2010) del Dizionario Biografico degli Italiani, pubblicato dall’Istituto dell’Enciclopedia Italiana, fa parte della Commissione per gli studi storici sul notariato. I suoi primi studi si concentrano sugli ordinamenti istituzionali medievali (Il regno normanno di Sicilia, Giuffrè, 1966) e moderni (La finanza pontificia nel Cinquecento: le province del Lazio, Jovene, 1974) e sull’importanza storiografica tradizionale che si avvale del modello teorico dello Stato (Lo Stato pontificio da Martino V a Gregorio XIII, in collaborazione con Alberto Caracciolo, UTET, 1978). Ha rivisto la realtà medievale come molteplicità di ordinamenti originari che si completano tra loro e allo stesso tempo si legano alla scienza giuridica che li interpreta alla luce del diritto romano canonico (Ordinamenti giuridici dell’Europa medievale, Il Mulino, 1994). Nelle ricerche più recenti ha studiato il rapporto tra diritti locali e diritto comune in tre diversi ambiti culturali europei (Alle origini del diritto europeo. Ius commune, droit commun, common law nella dottrina giuridica della prima età moderna, Monduzzi, 2005). Nel 1999 ha ricevuto la medaglia d’oro per i benemeriti dell’Università e della ricerca scientifica.

MENZIONE:

“Allievo di Francesco Calasso, storico delle  istituzioni e del  diritto nelle  Università  di  Camerino  e  di  Roma  “La  Sapienza”, Direttore del Dipartimento di  Studi   politici  della  Facoltà di Scienze politiche e ora preside della Facoltà di  Giurisprudenza, Mario Caravale è  studioso raffinato, che ha  saputo suonare  su  molteplici tastiere le manifestazioni della scienza del diritto nella  prospettiva  storica. La  sua importante  produzione  spazia, infatti,  dall’analisi  delle  istituzioni e  della dottrina giuridica del Regno di Sicilia in età medievale e moderna alle  istituzioni e agli  ordinamenti giuridici delle terre della Chiesa; dai rapporti tra diritto comune e diritti particolari nelle diverse esperienze europee di età moderna fino ad  arrivare ai temi di storia costituzionale italiana tra Otto e Novecento. Direttore  per  molti lustri  del  Dizionario biografico degli  italiani con  la  sua   opera profonda  ed  attenta  Mario Caravale testimonia, dunque, il massimo livello come elevata cultura generale, unita a quelle cognizioni speciali della disciplina storico giuridica”.

 

VITTORIO EMILIANI

(vincitore della XXXIX edizione del Premio Scanno per l’Ecologia)

Vittorio Emiliani nato a Predappio il 1º dicembre 1935, è un giornalistascrittoresaggista e politico italiano. Ha cominciato la sua carriera nella carta stampata collaborando con le testate ComunitàIl Mondo di Mario Pannunzio e l’Espresso, per passare poi al Giorno come inviato e dal 1974 al Messaggero, che ha anche diretto dal 1980 al 1987. É stato collaboratore del supplemento culturale del Sole 24 Ore ed editorialista del Messaggero, del Secolo XIX e de L’Unità. Scrittore di varie opere come Gli anarchici, L’Italia mangiata, La crisi dei comuni ed i recenti I tre Mussolini (Emiliani e Mussolini sono nati nella stessa città) e Benedetti Maledetti Socialisti, viene eletto deputato a Pesaro nel 1994 nelle file dei Progressisti. È stato membro del CdA dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, gestione dei concerti. Presiede il Comitato per la Bellezza. Nel 1989 la prima esperienza in televisione come conduttore di un’inchiesta, che avrebbe poi riassunto nel volume Se crollano le torri (Rizzoli,1990). Il suo ultimo libro è una vasta biografia di Gioachino Rossini (Emiliani ha presieduto la Fondazione Rossini di Pesaro dal 1990 al 1995): Il furore e il silenzio. Vite di Gioachino Rossini.(Il Mulino). Il 3 febbraio del 1998 è nominato consigliere del CdA della RAI. A questa esperienza ha dedicato il volume Affondate la Rai. Viale Mazzini prima e dopo Berlusconi.

MENZIONE:

Vince il Premio Scanno sezione Ecologia l’On. Vittorio Emiliani perché: “Pochi giornalisti, politici e scrittori possono vantare una biografia così densa d’impegno storico, ambientalista e sociale come Vittorio Emiliani. Sia come giornalista (è stato a lungo direttore del Messaggero), sia come presidente della RAI, sia come scrittore, ha sempre tenuto alto il vessillo della tutela ecologica. I suoi articoli, i suoi comunicati, la sua azione come presidente del Comitato per la Bellezza da lui creato, hanno molto spesso ottenuto risultati impensabili – grazie anche alla collaborazione con le associazioni ambientaliste – nella difesa attiva e concreta del paesaggio e del territorio di questa Italia sempre più oltraggiata e aggredita”.

 

QUARTETTO DI SASSOFONI ACCADEMIA

(vincitore della XXXIX edizione del Premio Scanno per la Musica)

Il Quartetto di Sassofoni Accademia è composto da Gaetano Di Bacco, sassofono soprano e docente di Sassofono del Conservatorio di Musica “L. D’Annunzio” di Pescara, Enzo Filippetti, sassofono contralto e docente di Sassofono del Conservatorio di Musica “S. Cecilia” di Roma, Giuseppe Berardini, sassofono tenore e docente di Sassofono del Conservatorio di Musica  “A. Casella” dell’Aquila e per finire da Fabrizio Paoletti, sassofono baritono e docente di Sassofono del Conservatorio di Musica “J. Tomadini” di Udine. Si è costituito nel 1984. Oggi dopo ventisette anni di musica insieme, è considerato a livello internazionale tra i gruppi italiani più attivi nel suo genere. Ha tenuto più di mille concerti in Italia e all’estero, svolgendo 56 tournée in 26 Paesi di tutto il mondo. Si è esibito per importanti istituzioni musicali, festival e in sedi prestigiose tra le quali La Biennale di Venezia, Mozarteum di Salisburgo, Conservatoire National Superieur de Musique de Paris. Ha collaborato con solisti, ensemble e compositori di rilevanza internazionale tra cui Ennio Morricone, Franco Mannino, Claude Delangle, Bruno Canino, Massimiliano Damerini, I Solisti Aquilani. Ha inciso dischi per Rai trade, Nuova Era, Dynamic, Edipan, Iktius, BMG-Ariola. Ha tenuto numerosi corsi, master-class e conferenze in Italia e nel mondo. www.accademiasax.com

MENZIONE:

“La Giuria, all’unanimità, decide di assegnare il Premio Scanno 2011 – sezione Musica – al Quartetto di Saxofoni Accademia per l’intensa attività concertistica svolta in oltre 25 anni di attività nelle più importanti sale da concerto di tutto il mondo. La professionalità dei suoi componenti – Giuseppe Berardini, Gaetano Di Bacco, Enzo Filippetti e Fabrizio Paoletti – consente al gruppo di affrontare, con risultati artistici di sicura eccellenza, un repertorio vasto e articolato che spazia in un ampio spettro di generi musicali, anche con l’esecuzione di brani scritti appositamente per tale formazione da importanti compositori italiani ed esteri.”

 

ELISABETTA SILVESTRINI

(vincitore della XXXIX edizione del Premio Scanno per l’Antropologia culturale e Tradizioni popolari)

Elisabetta Silvestrini nata nel 1948, borsista del CNR presso l’Università di Roma “La Sapienza”, lavora dal 1980 nel Museo nazionale delle arti e tradizioni popolari, dove riveste la qualifica di Direttore. Ha lavorato presso l’Università degli Studi di Roma, cattedra di Storia delle Tradizioni Popolari e come professore a contratto, presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. È membro del Consiglio Direttivo dell’associazione degli antropologi AISEA. Le sue ricerche, interessate prevalentemente all’area italiana, riguardano temi come la cultura materiale, l’antropologia dell’abbigliamento, la “cultura della piazza”, le fonti visive e l’antropologia dell’immagine, l’antropologia storica. Vince il premio Scanno per l’opera “Simulacri vesti devozioni. Etnografia delle statue “da vestire” della Provincia di Latina” (Erma di Bretschneider 2010).

MENZIONE:

“Vince il Premio Scanno sezione Antropologia e Tradizioni Popolari l’autrice Elisabetta  Silvestrini per l’opera “Simulacri vesti devozioni. Etnografia delle statue “da vestire” della Provincia di Latina. Repertori dell’Arte del Lazio-1”, apprezzandone il rigore espositivo e la ricchezza della documentazione iconografica. L’autrice è una studiosa nota che da diversi decenni  dà rilevanti contributi all’Antropologia museale ed alle altre articolazioni delle altre scienze demoetnoantropologiche. Delle sue numerosissime pubblicazioni tra saggi monografici e curatele, possono essere ricordati per la loro carica di sollecitazione problematica Gualani e lavandaie, Arte lignea effimera devozionale a Montescaglioso, Fare antropologia storica. Le fonti, Gente del viaggio, Spettacoli di piazza a Roma. Le fonti Abiti e simulacri. Itinerario attraverso mitologie narrazioni e riti. Con quest’ultimo lavoro, viene affrontata la complessa fenomenologia delle statue da vestire nel territorio pontino. Come è stato rilevato, si ha così una rigorosa etnografia che descrive puntualmente i rituali devozionali che si dispiegano in esso e che illuminano concretamente un settore dell’antropologia religiosa non particolarmente indagato nelle epoche precedenti. Si può comprendere, dato l’impegno scientifico dell’autrice, come l’insieme dei gesti devozionali rilevati, siano essi rivolti a reliquie o a statue di santi da vestire, si costituiscono come testimonianza di un bisogno di eternarsi, nonostante la morte, contro la morte, sillabando con fatica e decisione l’umana speranza di non finire.”

 

In conclusione, dopo la cronaca, i profili e le menzioni ci tocca sottolineare che Il Premio Scanno si qualifica come premio di prestigio e quest’edizione è stata ricca di contenuti. L’anno prossimo sarà alla XXXX edizione, che sicuramente vedrà ospiti graditi nel piccolo paese abruzzese, gemma abruzzese.

 

Maurizio Vitiello