SE ANCHE AMALFI….SI LIBRASSE!!!

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SE ANCHE AMALFI….SI LIBRASSE!!!

 

E’ partita ieri nella capitale la terza edizione di “ROMA SI LIBRA”, la rassegna dedicata agli editori indipendenti di Roma e del Lazio. Quattro le piazze del centro storico- Navona, Farnese, Capranica, Mignanelli – che saranno protagoniste, fino a domenica 25, di passeggiate a stretto contatto con editori, scrittori, giornalisti contagiati dal profumo dei libri e non mancheranno le belle sorprese nelle “isole” tematiche dedicate al Pensiero, al Sogno, alla Fantasia. Ci sono già stato per un primo giro e ci tornerò ancora per vivere intensamente questa festa del libro,che stimola alla lettura, ma nello stesso tempo sbriglia la fantasia a galoppare sulle nuvole migranti dei romanzi e della poesia, a “librarsi”, appunto, come da straordinario “messaggio” nella prismaticità dell’indovinato termine dell’evento. E girando tra gli stands ho fatto qualche riflessione.

 

Mi è venuto in mente  un bel libro di Ermanno Cavazzoni, dal titolo inquietante e provocatorio insieme “Gli scrttori inutili“, in cui l’autore sostiene la tesi che ,per quanto attiene alla lettura, noi italiani abbiamo abitudini da branco e quando ci troviamo insieme siamo uno spettacolo deprimente. I libri più venduti? Solo quelli che passano in TV, indipendentemente dal loro valore. I premi letterari? Una fiera delle vanità foraggiata spesso con i soldi pubblici , in cui c’è il trionfo del comparaggio tra critici (!), editori, quelli che contano e spesso pagano, ed intellettuali che vivono di proventi da giurati di professione. Risultato? Premio assicurato al giornalista star che fa fortuna e gonfia il portafogli con le ultime sugli intrighi dei Palazzi del Potere. Ho pensato, come mi capita spesso, alla Costa di Amalfi, dove da Cetara a Positano c’è una sola libreria degna di questo nome, ad Amalfi. Altrove il deserto o quasi, a parte il miraggio di qualche pubblicazione in due o tre edicole. Eppure sul territorio vive una popolazione di circa 30.000 abitanti. C’è una consistente rete di istituti scolastici di ogni ordine e grado con migliaia di studenti, desiderosi di apprendere, per innata sete e fame di cultura,ma anche per acquisire professionalità e competere sui mercati. Senza contare che sulla Costa passano e spesso soggiornano centinaia di migliaia di turisti che hanno voglia di leggere un buon libro sotto l’ombrellone a carezza ventilata di mare o sulla terrazza di una struttura alberghiera spalancata sull’orizzonte sconfinato di cielo e di mare. Ci rinunziano. Sono costretti a rinunziarci per impossibilità di rifornirsi di materia prima: il libro appunto. Mi si dirà che non mancano le iniziative che promuovono la cultura e che fanno notizia sulla stampa. Ma quale cultura e quali libri? Quelli dell’ultima furbata di stagione per veri o presunti scandali megafonati sulle riviste patinate della stessa Casa Editrice, che pubblica il libro? Quelli del divo/a della televisione che cazzeggia ( mi si lasci passare il termine) con il potente di turno (politico, economista, manager) con complice simpatia apparente e strisciante servilismo nella sostanza? E, poi, finita la festa del narcisismo dei vanesi, addio ai libri,anche a quelli più innocui e futili che non stimolano le menti alla riflessione e non gonfiano i cuori di emozioni. E questo che è un autentico dramma lo si registra in tutti i settori della cultura.

 

Qualche esempio? Maiori organizza da anni un dignitoso premio cinematografico intitolato al  Maestro del neorealismo, Roberto Rossellini, ma non ha un cinema. Minori dà vita ad un Premio di Letteratura Enogastronomica, ma non dispone ancora di una biblioteca di settore. Ravello è conclamata “città della musica“, ma non ha un negozio di strumenti e/o di partiture musicali. Nei pomeriggi d’estate anima gli elitari “thè con l’autore“, frequentati da pochi intimi, ma non ha una libreria dove acquistare i libri presentati. Positano, da un decennio a questa parte, è invasa dai vip (!) per “Sole, mare e cultura”, ma non dispone di una libreria. Una coraggiosa milanese aveva tentato di correre l’avventura, ma dovette rinunziarci dopo pochi mesi. La mia analisi sarà amara e in parte spietata, ma tragicamente vera. Di questo passo non andremo lontani, perchè una società che non investe in cultura non ha futuro. Siamo ormai nella fase calante della stagione turistica. Di qui a qualche mese la costiera ripiomba nel letargo lungo dell’autunno/inverno, con buona pace della più volte invocata e conclamata destagionalizzazione. E, se cominciassimo dai libri ad animare almeno i weekend dei prossimi mesi?

 

Io provo a suggerire qualche idea con spirito propositivo:

 

1 – EDITUR- Fiera de libro turistico, un settore che è cresciuto a dismisura negli ultimi anni e che potrebbe portare in costiera editori, autori e giornalisti di settore e, naturalmente, visitatori rivitalizzando i mesi di bassa stagione;

 

2- SALAM- che è l’acronimo di Salotto Letterario Amalfitano, ma anche il saluto delle popolazioni arabe e che, proprio per questo dovrebbe puntare sulla presentazione di libri di una letteratura emergente, quella euro/mediterranea, con conseguente dibattito sul meticciato/ibridazione delle culture e delle civiltà, di cui la Costa di Amalfi è storicamente straordinaria testimone;

 

3 – LA LETTERARIETA’ DELLA COSTA- weekend a tema che, riscoprano, ripropongano ed esaltino testi che hanno fatto la storia della letteratura di viaggio in Italia e in Europa (c’è solo l’imbarazzo della scelta) Naturalmente il tema è vasto nella sua prismaticità e può investire anche altre forme d’arte (Cinema, pittura, fotografia, musica, ecc.).Ritengo che la città deputata a queste iniziative sia e, secondo me, debba essere Amalfi, perchè è e resta la città/leader del territorio, perchè ha strutture adeguate per l’accoglienza e per gli eventi, perchè ha uno straordinario appeal nel nome. So che mancano le risorse economiche e che non si può contare sui finanziamenti degli enti pubblici sovracomunali.Però le iniziative proposte sono”a costo zero” o quasi. Per i pochi spiccioli da impegnare si potrebbe e, secondo me, si dovrebbe, poter contare sulla munificenza degli operatori, che, sull’esempio del mecenatismo dei padri, potrebbero assicurare non solo l’ospitalità di qualche personaggio di riguardo ma anche qualche contributo per le piccole spese di organizzazione. Al momento non vedo altre strade per attivare un minimo di processo di destagionalizzazione, felice, naturalmente, di salutare con entusiasmo idee e proposte più valide delle mie. Per intanto continuo a pensare : “AH,SE AMALFI SI LIBRASSE!!!”, alludendo non solo alla festa dei libri ma anche ai voli delle grandi idee che scatenano emozioni e fanno sognare.

 

Giuseppe Liuccio

g.liuccio@alice.it

 

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