Roma. Mara Coccia Arte Contemporanea. Vincenzo Rulli. Cinque esercizi per diventare un imperatore ideale.

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VINCENZO RULLI

Cinque esercizi per diventare un imperatore ideale

a cura di Mario de Candia

23 settembre – 31 ottobre 2011

inaugurazione 23 settembre ore 18 – 21

orario 11:00 – 14:00 / 15:30-19:30 chiuso lunedì e festivi

 

 

 

 

 

Mara Coccia Arte Contemporanea presenta a Roma Cinque esercizi per diventare un imperatore ideale di Vincenzo Rulli.

 

La mostra gioca con i concetti tradizionali di identità e potere, nel tentativo di metterli in discussione in chiave ironica con cinque lavori polimaterici e dinamici. Cinque esercizi impossibili destinati a tracciare il profilo ideale dell’imperatore, uomo eccezionale al di sopra delle normali consuetudini. Cinque esercizi paradossali che investono la sfera dell’identità e di ciò che storicamente la determina. Una piccola palestra della mente in cui, con l’Apocrifo di Adriano, la prima leva è agita proprio dal pensiero in un moto apparente sulla gravità.

 

In Senza Tito, il braccio proteso in un saluto romano sostiene il movimento perpetuo di uno yo-yo, scandendo la fase del processo di definizione dell’io come incessante ri-affermazione del sé (“io-io”).

 

In L’amo!, un pescatore acchiappa la propria ombra, l’alter ego e, in Occhiale per eclissi temporale, una clessidra, svuotata della sua funzione e trasformata in un paio di occhiali, riflette su una delle abilità dell’imperatore ideale: saper controllare il tempo fino a fermarlo (non a caso è l’unica opera che esclude il cinetismo). La lingua universale, un acquario verticale sul cui fondo una bocca lascia partire a intermittenza una bolla d’aria toroidale, vorrebbe realizzare l’utopia di una lingua che, cancellando sia la differenza tra le lingue, sia la diversità del parlare individuale, reca in sé l’arrogante progetto di un unico labbro, un’unica lingua, un’unica volontà. La ricerca di un linguaggio comune trova una possibile soluzione solo sott’acqua, affidandosi a una parola sorda e che non produce suono, una non-parola.

 

 

 

Opere esposte: Apocrifo di Adriano cm 180 x 35 x 35; Senza Tito, dimensione variabile; L’amo!, dimensione variabile; Occhiale per eclissi temporale, cm 7 x 18 x 18; La lingua universale, acquario verticale cm 190 x 40 x 40.

 

 

 

Vincenzo Rulli è nato nel 1980 a Roma dove vive e lavora. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma con Cecilia Casorati. Negli stessi anni collabora alla ricerca di opere di scultura e pittura del XVI e XVII secolo. Queste esperienze eterogenee orientano la sua ricerca, sviluppata in piena libertà formale. Coniuga mezzi artistici tradizionali con video, suono e installazione in una dimensione spesso ludica e interattiva. E’ del 2007 la sua prima personale dal titolo “Arianna”. Nel 2010 partecipa alla collettiva “My generation”, a cura di Manuela Pacella, con un’opera ora in collezione presso la Fondazione VAf di Francoforte. Nello stesso anno dedica l’opera “ Alta Classe” al Museo Permanente di Arte Contemporanea dell’Aquila.

 

 

 

[Dal lancio-stampa ricevuto; segnalazione di Maurizio Vitiello.]