Chiesa Positano "fabbrica" di Matrimoni? Un filone dai sette agli otto milioni di euro

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Positano, Chiesa Spa sui matrimoni? La perla della costiera amalfitana è anche meta prediletta per i matrimoni dagli stranieri anche perchè nella vicina Diocesi di Sorrento-Castellammare, e quindi anche Capri, sono stati vietati i matrimoni a chi non è residente proprio per una eccessiva scelta di questi luoghi per motivi di certo non legati alla sacralità dell’istituzione che, ricordiamolo, per la Chiesa è un sacramento. Nella Arcidiocesi di Amalfi-Cava de’ Tirreni, invece, il matrimonio è consentito e quindi anche nella parrocchia gestita da don Giulio Caldiero. E fino a qui tutto normale. Però ci giungono in redazione alcune proteste con resoconti dettagliati sul fatto che quando si deve affrontare il matrimonio a Positano ci sarebbe il prete incaricato (si fa riferimento probabilmente a don Ciriaco) il quale in modo formale e quasi scostante, secondo i resoconti fattici, mette in in rilievo la cifra. Cinquecento euro esclusi servizi e quindi fiori, musica e quant’altro, per fare la celebrazione. E questo per decine e decine di matrimoni. Insomma una vera catena di montaggio, una “fabbrica” di matrimoni, con buona pace di chi considera questa una scelta “spirituale”. Il matrimonio, passo fatto spesso in circostanze fortuite, diventa così più che un momento di elevazione dell’anima degli sposi, una elevazione del conto corrente, fra gli altri, della Chiesa. C’è da dire che le tariffe sembra siano state fissate dalla stessa Diocesi per cui a nulla possono i nostri parroci locali e che lo stesso avviene nella vicina Praiano e probabilmente ad Amalfi e Ravello. Comunque il filone dei matrimoni con tutto l’indotto, secondo alcune stime fatte l’anno scorso da La Stampa di Torino, compresi quelli civili, porterebbe qui complessivamente dai sette agli otto milioni di euro all’anno.