Tutti si indignano – nessuno si pente.

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Dopo lo sfacelo, causato da questo governo grazie al suo Premier, dedito più al suo harem,  piuttosto che alla soluzione positiva dei tanti problemi che attanagliano il nostro Paese, si levano da tante parti voci finora silenti di indignati.

 

Ciò che si nota in questo bailamme di politologi della prima ora, è senz’altro la mancanza assoluta di assunzione di responsabilità e di progetti concreti e possibilmente vincenti.

 

Mi chiedo e chiedo anche a voi: se ci ritroviamo in questa disastrosa situazione politica-economica, possiamo per un attimo immaginare che la colpa sia anche nostra?

 

Ai molti elettori, che, alla pari dei noti politologi, oggi si indignano a giusta ragione contro il nostro presidente del Consiglio, ricordo, che grazie alla loro espressione di voto del 2008,  è stata conferita una maggioranza parlamentare di tipo “bulgaro” a Berlusconi; se poi a questo si aggiunge la famosa legge elettorale definita “porcellum”, ebbene – il disastro è servito.

 

E’ stato grazie a questa legge, che ci siamo ritrovati con un Parlamento deciso nelle stanze delle varie segreterie politiche, piuttosto che scelto da noi. Immaginate lo stato di sudditanza dei nostri parlamentari nei confronti di chi li ha scelti? Intanto cosa abbiamo fatto? Ci siamo per caso mobilitati e protestato violentemente contro questa legge iniqua? Oggi a distanza di anni dobbiamo avere il coraggio di pentirci di aver subito passivamente questa ingiustizia, e concorrere a cambiarla attraverso il futuro referendum.

 

E’ senz’altro vero che la grave crisi economica-finanziaria, in cui versa il nostro Paese, non è da addebitare unicamente ai nostri politici, è l’intero Occidente a soffrire, e le soluzioni messe in campo non sembrano al momento indicare vie di uscita.

 

In ogni caso un esecutivo capace e coeso, magari non assorto dai problemi del suo Premier, potrebbe elaborare soluzioni tali da proiettarci nel breve-medio termine  fuori da questa situazione, oramai insostenibile.

 

Per fortuna a sopperire alle tante mancanze della politica, abbiamo avuto come sempre l’Istituzione tra le Istituzioni, ovvero la Chiesa, che tanto si è spesa, e continua a farlo quotidianamente, attraverso i suoi organi ufficiali, per indurre i nostri politici affinché indirizzino le loro capacità, sempre che ne abbiano, a traghettarci fuori da questa palude nauseabonda.

 

Felice Casalino