Frosinone. Villa Comunale. Prosegue la mostra "Linea, eterno movimento" con le opere di Filomena Milos.

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Articolo di Maurizio Vitiello – L’illimitato movimento della linea nelle interessanti opere di Filomena Milos esposte alla “Villa Comunale “ di Frosinone.  

 

 

L’Assessore Provinciale Antonio Abbate ha voluto salutare la pittrice Filomena Milos in occasione dell’inaugurazione della mostra “Linea, eterno movimento”, ospitata alla “Villa Comunale” di Frosinone, nell’ambito della rassegna “L’arte visiva contemporanea”, organizzata dal grande giornalista ex-RAI Alfio Borghese, che gode del patrocinio proprio della Provincia di Frosinone, insieme a quello del Comune capoluogo e del Comune di Alatri. 

Antonio Abbate, tra l’altro ha segnalato, quanto segue I tratti lievi del disegno, i personaggi femminili, il colore deciso sono questi gli aspetti salienti delle opere di Filomena Milos. Una pittura che richiama ai principi e agli archétipi della classicità. Una stile che offre a colui che si ferma a contemplare i quadri, un senso di tranquillità e di calma, un ristoro dell’anima che cerca di estraniarsi dai ritmi caotici della contemporaneità, proiettandola in un mondo senza tempo, in un universo del pensiero modellato da principi e valori assoluti. L’arte di Filomena Milos ha il dono, infatti, di fondere in un unicum spazio-temporale, passato e presente, di offrire una dimensione dell’essere in cui si incontrano memoria e immortalità. Un discorso a parte meritano, ancora, le figure femminili della Milos, in cui la felice rappresentazione della donna mette in relazione con la natura, con paesaggi dal sapore mitico, con il richiamo a mondi e culture diverse che, espressioni di sentimenti e passioni, si rinnovano e ardono di nuova vita al contatto con la realtà. Filomena Milos è un’artista di grande spessore del nostro ricco e fecondo territorio. Riesce ad abbinare la capacità pittorica frutto di un talento non comune, ad una profonda conoscenza, ricerca e approfondimento di studio. Un’artista che, a giusto titolo, è ospite in quel pantheon della pittura che è la manifestazione “L’arte visiva contemporanea”, ospitata nei locali della Villa comunale di Frosinone. La Provincia di Frosinone, e il mio Assessorato in particolare, sono ben lieti di poter patrocinare l’iniziativa, apprezzando la bontà del progetto, l’eccellenza delle opere e lo spessore degli artisti coinvolti, convinti come siamo che la Cultura, se di livello, può contribuire realmente a divenire leva di progresso di un intero territorio. Tutte caratteristiche che la mostra organizzata da Alfio Borghese e le opere della Milos hanno saputo pienamente realizzare. Con la certezza, di un ennesimo e meritato successo.” 

Gran successo di pubblico all’inaugurazione della mostra di Filomena Milos, che resterà aperta sino al 18 settembre 2011. 

L’Assessore alla Cultura del Comune di Frosinone, Angelo Pizzutelli, ha segnalato, tra l’altro, quanto segue: “Un punto di riferimento per la passione, la voglia di confrontarsi e la professionalità di quanti si alterneranno nel 2012 sempre alla Villa Comunale, per la nuova edizione di rassegna di arte visiva il cui calendario è in preparazione in questi giorni.” 

Portando il saluto del Sindaco, Marini, impossibilitato ad intervenire per altri impegni, Pizzutelli ha garantito la partecipazione alla rassegna dei più importanti artisti in particolare della Ciociaria, ma anche di tutto il Lazio, ricordando, come sosteneva Kandinskij, che l’arte indica il contenuto del futuro e che la mostra delle opere della Milos è certamente in questo giusto percorso.
I vari interventi hanno messo in risalto le tecniche usate da Filomena Milos, i pastelli, gli inchiostri, l’olio e l’acrilico per le sue opere, il gusto per la luce e i colori del Mediterraneo, il ritmo nel panneggio delle vesti, l’armonia anche nei contrasti tra il chiaro e lo scuro, l’importanza dei rossi, che indicano la vita, dei gialli, dei blu e, soprattutto, del bianco. 

All’inaugurazione della personale di Filomena Milos è intervenuto, in maniera appropriata, il regista Pino Cotarelli e sono seguiti altri; in particolare, il Sindaco di Alatri, Giuseppe Morini, che ha concesso il patrocinio alla manifestazione, ha annunciato una prossima esposizione dei quadri della Milos nel famoso chiostro monumentale di Alatri, che già ha ospitato rassegne d’arte di livello. 

Tra i presenti all’inaugurazione artisti come Fernando Rea, Achille Quadrini, Mario Palma, Edda Carminucci ed esponenti della cultura e del mondo ciociaro, napoletano e romano.

Prossimi appuntamenti: dal 20 al 30 novembre “La seduzione del colore“ di Massimo Caruso e dal 1° al 20 dicembre 2011 la personale di Donatella Gismondi, intitolata “L’anima della natura”.

 

Nel nostro continuo giro italiano di scoperte artistiche e di ricerca negli studi degli artisti abbiamo avuto la possibilità di visionare la cospicua produzione di Filomena Milos, per alcuni tratti effervescente e per altri tratti di passionale partecipazione.

Ci colpisce, immediatamente, lo sguardo di Adriana Pincherle, la sorella di Alberto Moravia, una tecnica mista del 1989; che emozione guardarla, è tutta lì, raccolta e sdraiata con quel suo sguardo icastico. 

La qualità pittorica indica “esprit” autentico e una sedimentazione culturale, nonché una preparazione artistica alimentata da una sentita coerenza, scevra da intrecci con mode stagionali e da schematismi correnti. 

Precipitazioni cromatiche si coniugano con le più avvedute congruenze formali e i colori e i tagli sommuovono campiture in cui segni sostanziano, invece, felici guizzi, precisi orientamenti, ombre e fremiti di luce, echi bruni e amene solarità. 

Filomena Milos ha sempre tracciato accenti espressivi con meditazioni profonde e le sue immagini così pulsano di variegati lirismi e di interessanti caratteri. 

Nelle redazioni pittoriche dell’artista emergono versioni stilistiche, corroborate da combinazioni calate in tagli e versanti di gusto espressionista, consistente nella propagazione di residui formali, che si aggregano e si contrappongono ad essere legittima metafora esistenziale di espressa valenza umorale. 

L’artista tende a passare da artista di formazione ad artista di cognizione con andamenti orizzontali, e, poi, trasversali, sino a raccogliere nella resa pittorica efficaci cariche cromatiche, che esplodono in sensibili e romantiche verità. 

Nell’assemblare onde e tessiture pittoriche, fortemente marcate da un pertinente quaderno cromatico, Filomena Milos pone rilievi su tematiche esistenziali e il suo grande cuore batte per le sorti del mondo e la sua mano traduce col pennello moti dell’anima. 

Filomena Milos punta alla consumazione del segno pur di approdare ad una visione calda del mondo e propone, nel contempo, constatazioni sulla forte terribilità della natura e sulla mano rapace dell’uomo. 

Ordina tecniche miste ripiene di dolci sommovimenti e di carezze, sussulti, verticalizzazioni e attraversamenti. 

Vola e naviga la mano dell’artista, sempre alla ricerca di sofferenze e liberazioni. 

Filomena Milos illustra il suo desiderio di commentare la realtà con i suoi fantasmi e i suoi addendi positivi, quasi per suggerire un possibile dialogo. 

I piani cromatici e le profondità degli assetti inseguono i motivi dell’esistenza e cercano di entrare nelle passioni della realtà. 

Ridefinire profili dell’anima e i sentimenti del mondo, quelli positivi e indomiti, sono i termini operativi delle tessiture pittoriche di Filomena Milos, che s’agitano tra parti scure e fremiti di luce, talvolta elettrici.

 

Maurizio Vitiello

 

 

 

 

 

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