Bersani: governo stacchi la spina Fini: auspico un nuovo premier

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Intercettazioni telefoniche, Silvio Berlusconi e l’inchiesta della Procura di Bari sulle escort. All’indomani della bufera, l’opposizione torna a chiedere nuovamente le dimissioni del premier. ”L’Italia, con i suoi gravi problemi, non si può permettere un esecutivo che governa a tempo perso – afferma Davide Zoggia, a nome della segreteria nazionale del Pd -. Le parole sono finite. Berlusconi si rechi al Quirinale e rassegni le dimissioniPoi in serata arrivano le parole dello stesso segretario democratico intervenuto alla festa del partito a Milano. “E’ ora di staccare la spina altrimenti questo Paese pagherà prezzi molto alti come li sta già pagando anche davanti all’opinione pubblica del mondo – dice Pier Luigi Bersani – Quello che sta avvenendo è una umiliazione per tutti gli italiani”. “C’è una sola ragione comprensibile al mondo per la quale Berlusconi non dovrebbe dimettersi?”, si domanda Bersani secondo il quale “abbiamo dei problemi serissimi e gravissimi. Le famiglie, i lavoratori, i giovani devono poter vedere un governo che si occupa dei loro problemi mentre abbiamo un presidente del Consiglio totalmente impantanato in tutt’altre vicende che io non voglio nemmeno giudicare se non sotto un profilo: quello che dice la nostra Costituzione e cioè che chi svolge un compito pubblico deve farlo con disciplina e onore”. “Nella maggioranza – osserva Bersani – comincia ad emergere un certo disagio. Abbiamo sentito, seppur flebilmente nella maggioranza, dire ciò che dicono tutti i giornali del mondo: che questo governo è un danno per il Paese”. “Seppur timidamente vedo che comincia a dirlo anche qualcuno che non è necessariamente all’opposizione – aggiunge il leader democratico – e ritengo che sia giunto il momento che anche nella maggioranza qualcuno cominci a ragionare”. A rincarare la dose è anche l’Italia dei Valori: ”E’ già abbastanza indegno che in un momento così difficile a guidare il paese ci sia un ‘premier a tempo perso”’. Antonio Di Pietro si rivolge direttamente alla Lega: “Bossi deve essere coerente: se è vero come è vero che sono arrivati alla fine, deve staccare la spina, sennò diventa complice come Tarantini e Lavitola, cioè ricatta il governo per ottenere qualcosa in più”. Anche l’Udc spinge per un passo indietro. Pier Ferdinando Casini è categorico: ”C’è un presidente del Consiglio che non ha più voglia di governare, è un motivo sufficiente, perché vada a casa, non può pensare di ingessare il Paese”. Dure critiche anche dal presidente della Camera Gianfranco Fini. “L’Italia esce dalla crisi tutta intera – dice durante un suo intervento alla prima festa di Futuro e libertà a Novedrate, in provincia di Como – e non ha bisogno di carnevalate padane, ma di un governo che governi e di un premier che non dica scherzosamente che lo fa a mezzo servizio perché ha la mente impegnata altrove”. Chiaro il messaggio di Fini: “Auspico un altro Governo che presuppone un altro presidente del Consiglio. Credo – spiega – che al di là delle dichiarazioni di questo o di quello gli italiani abbiano capito che così non si può andare avanti e fra questi anche tanti di loro che hanno votato per il centrodestra o per la Lega. Personalmente spero che anche nell’ambito della maggioranza prevalga il buon senso e la decisione di dare vita a un altro governo che abbia maggiore credibilità internazionale, si occupi dei problemi dell’economia e faccia uscire il Paese da questa crisi”. “Io non giudico – continua Fini – ma dico che purtroppo l’immagine dell’Italia a livello internazionale si aggrava giorno dopo giorno. Nessuno capisce più quello che sta accadendo nel nostro paese – sottolinea ancora – e nessuno capisce per quale motivo il presidente del Consiglio dedichi buona parte del suo tempo a questioni che non sono relative alla crisi economica e al rilancio dell’economia”. Quanto alle parole di Umberto Bossi ieri sul Monviso inneggianti alla secessione, Fini dice: “Non offendono solo gli italiani dal Po in giù ma tutti. Quelli del Nord come quelli del Sud”. In questo momento l’Italia sta attraversando un momento in cui “deve saper ritrovare il senso di essere una nazione – sostiene il presidente della Camera -. E’ per questo che è estremamente grave che da parte di chi ha responsabilità di governo o politiche, siano sempre più flebili le proteste ogni qualvolta da parte della Lega c’è una violenta polemica nei confronti dell’unità nazionale”. Ad accendere il dibattito c’è pure un botta e risposta tra Di Pietro e il leader centrista sulle alleanze. Dalla festa di Vasto l’ex pm è tranchant: ”Il Pd perde tempo a inseguire l’Udc”. Pronta la replica di Casini che commenta così l’incontro avvenuto oggi tra i leader di Pd, Idv e Sel: ”Il paese non è nostalgico del Nuovo Ulivo, quella stagione è fallita”. Ieri, sempre a Vasto, il leader dell’Idv ha definito Casini una ”escort della politica”, l’ex presidente della Camera ribatte: ”Non rispondo, perché basta vedere la sua storia di magistrato”. Controreplica di Di Pietro: ”Mi sono dimesso da magistrato e poi da ministro e mi sono fatto giudicare perché ero innocente”.