“CHE COSA VORRESTE RIDURRE?” E’ UN ARTICOLO DEL MAGISTRATO SERGIO ZAZZERA. Da Il Brigante del 16 Sett.2011

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“CHE COSA VORRESTE RIDURRE?”  E’ UN ARTICOLO DEL MAGISTRATO SERGIO ZAZZERA.  Da Il Brigante del 16 Sett.2011

 

Ringraziando il dott. Sergio Zazzera e “Il Brigante”, lo pubblichiamo perché lo riteniamo interessante anche per i nostri lettori.

 

Alberto Del Grosso

 

CHE COSA VORRESTE RIDURRE?
Sergio Zazzera

 

16 settembre 2011

 

Si sente esprimere con frequenza sempre maggiore l’auspicio che il numero dei parlamentari possa essere ridotto, perché ne possa derivare una diminuzione della spesa pubblica: lo va predicando, ormai, e col rammarico della necessità di una legge costituzionale, che allungherebbe i tempi, anche una certa sinistra, che mostra di curare la propria miopia congenita con impacchi di fette di salame sugli occhi. Ebbene, non è chiaro perché la soluzione corretta non dovrebb’essere quella di ridurre piuttosto l’ammontare degli emolumenti dei membri del Parlamento, lasciandone immutato il numero: il loro trattamento economico, infatti, dovrebbe aggirarsi intorno ai 170.000 euro annui, secondo quanto dichiarato dal viceministro Castelli a La7, nel corso della trasmissione Piazzapulita; e non ritengo superfluo precisare che tale importo è pressoché netto, dal momento che su senatori e deputati, fra l’altro, non gravano spese di viaggio, che telefoni e carte di credito sono forniti loro dalle istituzioni di appartenenza e che i pasti sono somministrati agli stessi con la spesa di pochi euro. Oltretutto, una riforma del genere richiederebbe l’approvazione di una semplice legge ordinaria, il cui iter è di gran lunga più breve. A chi, poi, stesse domandandosi perché questa soluzione dovrebb’essere ritenuta la più corretta, rispondo che l’altra, col favore anche della legge elettorale oggi in vigore e dell’odierna crisi economica, aprirebbe la strada alla modifica del primo comma dell’articolo 1 della Costituzione, nel senso che l’Italia si troverebbe a essere una «repubblica oligarchica fondata sulla disoccupazione e sul precariato».

 

 

 

Fonte “Il Brigante del 16 Sett.2011

 

 

 

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