Morte dei merli: la causa forse il virus tropicale “Usutu”

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Il virus tropicale Usutu è quasi certamente il responsabile della morte di migliaia di merli in Europa in particolare nelle regioni teutoniche della Renania-Palatinato, Baden-Württemberg e Assia. Secondo il Bernhard Nocht Institute di medicina tropicale di Amburgo, infatti, il virus era stato individuato nei corpi di diversi uccelli morti e poteva anche infettare le persone.

A sostenere tale tesi è anche il virologo Jonas Schmidt-Chanasit secondo cui i risultati delle analisi sono allarmanti anche se finora non è noto alcun caso d’infezione che abbia colpito l’uomo, almeno in Germania, dove è stata avviata tale indagine.

Per due mesi, gli esperti hanno osservato le morti misteriose dei merli nella Germania sud-occidentale. Schmidt-Chanasit, ha comunque specificato che la prova decisiva che il virus Usutu sia la causa della morte dei merli è ancora non certa. In Germania, l’agente patogeno è stato rinvenuto per la prima volta un anno fa nelle zanzare della zona del Reno.

Il virus, secondo le statistiche mediche è solitamente senza conseguenze per le persone anche se con le punture di zanzara ha il potenziale d’infettare anche le persone causando al massimo pustole sulla pelle e lieve febbre.

Il primo caso di persona risultata infettata è stato osservato in Italia nel 2009 assieme ad altri casi individuali, principalmente di soggetti immunodepressi, senza che si sia verificata alcuna epidemia.

L’Usutu, virus nato in Africa, e scoperto alcuni decenni fa, è mortale soprattutto per i merli ed occasionalmente anche per altre specie di uccelli.

In Europa il primo caso è stato scoperto nel 2001 in Austria. Durante il picco massimo dell’infezione, la popolazione di merli a Vienna è diminuita di circa il 30 per cento. Dopo sei anni, gli animali erano diventati autoimmuni. Da allora, l’infezione è regredita in quel paese, mentre in Italia, Svizzera e Ungheria, risulta ancora attiva.

In Germania con un nuovo test, i virologi sostengono di poter individuare rapidamente l’agente patogeno negli animali al fine di ottenere una celere diagnosi, importante per stabilire un sistema di preallarme per le malattie trasmesse dalle zanzare.

Uno strumento di profilassi che per Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, dovrebbe essere utilizzato anche in Italia dove casi del genere si sono verificati anche nei mesi scorsi, mentre le cronache pare se ne siano scordate quasi subito lasciando nel dubbio la popolazione che, incredula, non ha avuto più notizie sulle cause della moria di migliaia di uccelli in determinate zone del nostro Paese.