Latino e Greco, la passione di una vita

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– Vico Equense, 16 SETT – Per cinquanta anni si è dedicato all’attività didattica di insegnante di latino e greco nel licei classici. Senza mai distrarsi dalla vocazione alla cultura e all’insegnamento, né dimenticare i tanti insegnamenti ricevuti, Salvatore Ferraro ha coltivato e approfondito per trasmettere e comunicare ad allievi e lettori il risultato del suo sapere. Si definisce “irrequieto, pignolo e affabulatore”, non a caso quando comincia a parlare riesce difficile farlo smettere. Ispettore onorario per i Beni culturali e ambientali, studioso anche di protagonisti della cultura come Benedetto Croce, Roberto Pane, Bartolomeo Capasso, è stato appena nominato accademico pontaniano. Vuole cominciare dal principio e raccontarmi la sua storia? «Per sbaglio, sono nato a Milano dove mio padre, partito da Vico Equense con la valigia di cartone legata con lo spago, era andato per lavoro. Primogenito di una sorella, sono cresciuto in una famiglia borghese di impiegati, senza seguire i genitori a Milano per restare a Vico dove sono stato educato dai padri gesuiti. Ho diviso la mia infanzia e adolescenza tra la strada e il castello Giusso di Vico, dove c’era il noviziato e, pur amando giocare, ho sempre studiato». Che studi ha fatto ? «Dopo il liceo e la laurea in lettere, mi sono dedicato all’insegnamento, praticato per quaranta anni. Ho iniziato ad insegnare a Capri, che mi ha dato molto, e dopo periodi di difficoltà, per venti anni ho insegnato al liceo di Castellammare che ha rappresentato il periodo più interessante del mio insegnamento». Quali sono i maestri o gli insegnamenti che le sono rimasti più impressi? «In primis quelli ricevuti dai Padri gesuiti e poi dai docenti universitari tra cui Salvatore Battaglia, il latinista Francesco Arnaldi, Cleto Carbonara, Amedeo Maiuri e il glottologo Giovanni Alessio».

 

 

Fonte: Giuliana Gargiulo da il Roma