Operai comunità Montana cinque mesi senza stipendio

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Malgrado da cinque mesi non percepiscano lo stipendio hanno continuato a prestare accanto alla Guardia Forestale la loro opera di forestazione, bonifica e difesa del suolo, specie in questo periodo in presenza di numerosi incendi sviluppatisi da Gragnano a Meta, da Tramonti a Positano, a Vico Equense, fino a quello di pochi giorni fa a Massa Lubrense tra Punta Campanella e Monte San Costanzo: sono i 44 operai della Comunità Montana Monti Lattari, l’ente che da Agerola è stato trasferito a Tramonti dopo l’esclusione di alcuni comuni del versante sorrentino, in credito della paga cinque mesi. La loro lotta, tra polemiche e proteste per la ventilata soppressione degli enti montani da parte del governo nazionale sui tagli alle manovre finanziarie fin dal 2008 a quella recentemente approvata dal Senato, si è acuita dall’anno scorso quando, malgrado una sentenza del giudice Antonella Paparo della sezione Lavoro del Tribunale di Torre Annunziata il 21 settembre 2010 ingiungeva alla Comunità Montana dei Monti Lattari di provvedere a pagare entro 20 giorni le spettanze economiche dei mesi di luglio ed agosto per 1.592 euro lordi a ciascuno dei 44 ricorrenti, buona parte dei quali residenti nei Comuni dei Lattari. «Dall’anno scorso – spiega Domenico De Rosa – senza mai incrociare le braccia e con tanti sacrifici sopportati in famiglia per la mancanza dello stipendio negli ultimi cinque mesi, non abbiamo saputo più a chi appellarci per vedere esaudite le nostre richieste: dall’assessore regionale Sommese al presidente regionale Caldoro, al ministro del Lavoro Sacconi, al presidente del Senato Schifani, al presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini e al prefetto di Salerno. E per due volte anche al presidente Giorgio Napolitano». Nell’unica risposta ottenuta, Antonio Di Pietro, di Italia dei valori, ha riferito a De Rosa di aver interessato del caso i parlamentari campani del suo partito, il senatore Di Nardo e i deputati Formisano e Palagiano. Accanto ai grandi timori vissuti per le incertezze della sorte delle Comunità montane d’Italia, sfiorate dalla soppressione annunciata nell’ultima manovra finanziaria gli operai della Comunità montana Monti Lattari di Tramonti, presieduta da Salvatore Grimaldi, si considerano eroi senza medaglia perché malgrado il lavoro di spegnimento degli incendi accanto alla Guardia Forestale e ai volontari, alla polizia, ai vigili del fuoco e alla Protezione civile sono gli unici che alla fine del mese non si vedono pagati per l’opera prestata. «Gli amministratori della nostra Comunità Montana – dice De Rosa – dovrebbero sentire il dovere di compiere con urgenza i necessari passi per risolvere in via definitiva la questione economica dei circa 600 dipendenti».