Salerno rabbia e disagi ma domani comincia la scuola

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Scuole con i soffitti che crollano, senz’acqua né carta igienica per i bagni e privi delle più elementari norme di sicurezza: solo una scuola su dieci è completamente a norma. Potrebbe essere uno scenario fantascientifico ed invece è l’amara realtà della scuola salernitana, che domani, mercoledì, si appresta a riaprire i battenti per l’avvio dell’anno scolastico 2011-2012. La situazione a 24 ore dall’inizio delle lezioni è a dir poco sconfortante sotto diversi punti di vista. SOS MANUTENZIONE – Come ogni anno, una delle problematiche con cui dovranno fare i conti docenti, genitori e studenti è quella della scarsa o inesistente manutenzione degli edifici scolastici. «Nove scuole su dieci – conferma Alessandro D’Auria dei Cobas Salerno – sono fuori legge, ma purtroppo non tutti i capi d’istituto denunciano pubblicamente questo stato di cose. Nella stragrande maggioranza delle scuole salernitane di ogni ordine e grado le aule sono in condizioni precarie, i servizi spesso sono unici e privi delle condizioni igieniche minime, le stesse misure per garantire la sicurezza dei locali vengono meno visto che abbiamo sempre più classi-pollaio». Tanti sono – a detta degli stessi docenti precari e del personale Ata – le scuole in difficoltà. «A San Cipriano Picentino – sottolinea una collaboratrice scolastica – abbiamo un paio di plessi dove l’umidità sta mangiando le pareti e più volte si sono verificati distacchi di intonaco nelle aule. Ho saputo da una collega di Pellezzano che nella scuola elementare di Capriglia addirittura hanno i servizi igienici fuori uso, come anche lo stesso problema dell’umidità nelle aule». E non mancano le scuole dove agli alunni – in particolare gli studenti delle elementari e delle medie – verrà chiesto di autotassarsi per comprare carta igienica, gessetti, cancellino e finanche le mappe geografiche da appendere alle pareti. CERCANSI BIDELLI – In barba alle rassicurazioni formali del ministero, diverse scuole salernitane rimarranno chiuse per un motivo molto semplice: la mancanza di personale. È il caso dei tre plessi rientranti nella competenza dell’istituto comprensivo di Ogliara. Le scuole di Giovi Piegolelle, San Mango Piemonte e S. Angelo di Ogliara domani non apriranno perché non ci sono i collaboratori, costringendo a casa 160 alunni. Lo stesso accadrà al liceo scientifico «da Procida» di Salerno ed in particolare alla succursale di via Urbano II, chiusa anch’essa perché senza bidelli. A San Cipriano Picentino ci sono otto collaboratori per nove plessi, di conseguenza uno resterà chiuso. E se le scuole riusciranno ad aprire, avranno comunque grandi difficoltà visto che nella stragrande maggioranza degli istituti i tagli al personale Ata ed ai collaboratori scolastici sono stati ingenti. Otto bidelli in meno all’istituto comprensivo di Montecorvino Pugliano, nove al primo circolo didattico di Pontecagnano, sette alla direzione didattica di Giffoni Valle Piana, sette alla scuola Matteo Mari di Salerno, sette al liceo Alfano I e sette anche al liceo scientifico Severi. Sei in meno all’istituto comprensivo di Fratte e Matierno, cinque alla scuola Vicinanza, cinque alla scuola Barra e altrettanti al liceo Regina Margherita, tutti istituti di Salerno città. LA PROTESTA – Ieri, lunedì intanto, i precari salernitani del personale Ata e dei collaboratori scolastici, insieme ai Cobas, hanno occupato pacificamente la sede dell’ufficio scolastico provinciale di via Monticelli a Fuorni. «Continuiamo nella nostra lotta – spiega D’Auria – in quanto i tagli operati per l’anno scolastico che sta per cominciare stanno mettendo in pericolo tutto il sistema scuola. Non chiediamo privilegi o assistenzialismo, bensì solo un posto di lavoro che nella totalità dei casi è indispensabile per il corretto svolgimento delle lezioni». Il presidio proseguirà oggi dalle 10 davanti alla Provincia. Sul fronte delle convocazioni per il personale docente, slittate ulteriormente al 15 settembre, giunge la conferma che per quanto attiene all’organico in deroga sono stati recuperati 42 posti nel sostegno e 40 per la disciplinare. Umberto Adinolfi