Il rientro di settembre: "Nei trasporti andiamo verso il caos"

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Buonomo, presidente di Legambiente Campania: Paghiamo per servizi che peggiorano. Tavella (Cgil): Situazione incontrollabile SALERNO. Lasciati alle spalle felici e rilassanti luoghi di vacanza, questo scorcio di bollente di fine estate rischia di peggiorare ancora di più lo stress da rientro. Il ritorno tra i banchi di scuola, segna definitivamente la ripresa di tutte le normali attivitá lavorative. «Ma altri elementi di stress sono dietro l’angolo, in questa settimana cruciale, e in vista di un’autunno che si preannuncia ancora più “caldo”, con proteste giá annunciate su più fronti, a partire dai trasporti pubblici, stroncati dai tagli», dice Michele Buonomo presidente di Legambiente Campania. Dunque, cosa troveranno i cittadini? • «Il problema più serio riguarderá i pendolari: siamo di fronte a tagli che portano un peggioramento generalizzato del trasporto pubblico.E così non si fará altro che peggiorare in maniera decisiva la qualitá di vita delle persone e della cittá, considerato che la mobilitá di uomini e di merci è fondamentale come la circolazione del sangue, per dirla come Guido Viale». Ci sarebbe, però, bisogno anche di un cervello… • «Invece, di fronte alla crisi anziché razionalizzare si taglia in maniera indiscriminata trasferendo il problema dalle casse degli enti pubblici a quelle dei cittadini, che continueranno a pagare per avere servizi peggiori». La situazione sembra ingestibile, ma come ci è arrivati? • «Si dice che si è speso troppo nel periodo delle cosiddette “vacche grasse”, ma evidentemente queste vacche venivano munte sempre da quegli stessi che oggi ne denunciano la magrezza. Giá nelle scorse settimane abbiamo dovuto assistere a crescenti disagi nel trasporto: gli anziani costretti a rimanere a casa o non potersi allontanare dal proprio quartiere, lavoratori costretti a salti mortali per essere puntali. Il rischio ulteriore è che con la riapertura delle scuole il disagio si trasferisca anche agli studenti e all’intero sistema urbano a causa dell’aumento di auto private;cioè più smog e traffico. Senza contare l’effetto anti-pedagogico per i ragazzi e una mentalitá meno europea degli altri». Altrove si è risposto diversamente alla crisi? • «La razionalizzazione ha portato a scelte che privilegiano il trasporto pubblico o meglio ancora il sistema integrato del trasporto. Servirebbe una riduzione delle compagnie private che spesso si sovrappongono sulle stesse linee;cioè tagliare l’inutile e non rendere meno efficiente ciò che funziona». Salerno di certo non sta brillando in questo momento… • «L’impressione è oggi a Napoli cittá, il trasporto pubblico stia funzionando meglio di Salerno, non solo grazie agli investimenti di questi anni, ma anche perché si è scelto di affidare la regia a una persona di grande esperienza e competenza. Nel Salernitano, invece, sembra non si siano mai fatti sforzi per ottimizzare un sistema che in un alcune aree è carente in altre, invece, è ipertrofico». Le zone critiche? • «L’altro giorno ho impiegato 50 minuti per spostarmi dall’a eroporto di Napoli a Salerno con un bus privato.Qui, per fare altri 9 chilometri, ho atteso un’ora. E sará peggio per tutti: nell’area nord, il taglio delle corse della Circumvesuviana, uno dei sistemi integrato di trasporto più avanzati d’Italia, rischia di uccidere definitivamente, con conseguenze inimmaginabili economiche, sociali e ambientali, in un territorio giá di per sé fragile e complesso. A Salerno l’avvio della metropolitana, giá costata centinaia di migliaia di euro, è ormai improcrastinabile. Ma un caso emblematico di spreco di risorse è anche la pista ciclabile Salerno-Paestum costata probabilmente qualche milione di vecchie per ogni bici che vi è circolata. Il Vallo di Diano è una zona completamente non collegata; creando una distanza abissale con il capoluogo e fomentando così anche tentativi di fuga, come l’idea di una nuova regione. E i tagli rischiano di creare problemi anche al Cilento, sicuramente molto più servito, ma comunque a rischio. Ma per dirla con Einstein è difficile che gli stessi che hanno provocato il problema ora possano risolverlo».

di Luigi Colombo LA CITTA