Mamma di tre figli si toglie la vita col gas e avvisa: «Spalancate prima le finestre»

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TREVISO – «Pericolo, non aprire la porta, spalancare prima le finestre, gas tossico». Così recitava un cartello scritto a penna sulla porta del bagno: una precauzione, l’ultima, prima di togliersi la vita. Non voleva che quel suo tragico gesto potesse avere delle conseguenze anche sui figli che l’avrebbero ritrovata. A uccidersi, soffocata dalle esalazioni di monossido di carbonio di un braciere, una 47enne trevigiana. La tragedia si è consumata domenica in un’abitazione di viale Luzzatti a Treviso. Il corpo della donna era adagiato nella vasca da bagno. Prima di distendersi e attendere che la morte arrivasse, lenta e inesorabile, aveva predisposto il cartello di avvertimento. Poi, sigillando tutto, ha preparato con determinazione una sorta di camera a gas in cui accendere un barbecue, trovato ancora acceso dai soccorritori. Vicino al corpo c’erano anche bottiglie di alcolici. La donna domenica era sola in casa: i figli più grandi, di circa 20 anni erano fuori, mentre il figlioletto più piccolo, di appena 5, era in compagnia dell’ex marito. Quando l’uomo si è presentato verso le 20.30 alla porta, nessuno rispondeva né al campanello, né al telefono cellulare. Così l’uomo ha allertato gli altri due figli che si sono precipitati a casa: varcata la soglia, la loro attenzione è stata subito richiamata da un odore acre provenire dal bagno, dove si è spalancata una scena choccante. Sul posto sono poi giunti i medici del Suem ma ormai era tardi. A vigili del fuoco e volanti della polizia non è rimasto che mettere in sicurezza l’abitazione.