Pollica, delitto Vassallo. Il fratello Dario, Angelo fu ucciso da un ordine partito da fuori

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Pollica, Cilento, Salerno . Cura la pelle delle persone ma da un anno sembra dedicarsi di più alle loro anime. Dario Vassallo è un dermatologo, ed è il presidente della Fondazione Angelo Vassallo. Vive a Roma, in questi giorni è tornato nel paese natio.
• Un anno dopo, a Pollica qualcosa è cambiato?
• «Non tutti hanno capito: c’è gente che continua a vivere senza che si sia resa conto di cosa sia successo. Una catastrofe caduta sulla vita delle famiglie e sulle nuove generazioni, che avrá ripercussioni pesanti e lunghe. Il danno non si è fermato al 5 settembre del 2010, ci vorranno più di vent’anni per riprendersi ma se si parte, se ci si sveglia, adesso. Ammazzando Angelo hanno ucciso lo sviluppo».
• Sua nipote Giusy dice: «Bisogna far chiudere alcuni locali, deve essere il paese che deve cacciare certi personaggi, i controlli quest’estate sono stati per lo più scenografici». Lei è d’accordo?
• «Non voglio fare polemiche, diciamo che i controlli non mi sono sembrati particolarmente restrittivi. Io punto sulle cose concrete. Ad esempio un regolamento molto semplice per alcuni tipi di locali: chiusura alle 2 di notte e lo spazio esterno deve avere la stessa superficie di quello interno».
• Il Cilento, Pollica, sono territori a rischio?
• «C’è stata una sottovalutazione delle infiltrazioni sul territorio. Bisogna creare una rete capillare di controlli, ci vogliono investigatori bravi, giovani, che abbiano voglia di fare, e bisogna dotarli di strumenti moderni. Servono risorse e servono idee».
• Una proposta?
• «Ogni atto notarile, ogni transazione immobiliare, deve passare attraverso il controllo della Guardia di Finanza”.
• De Luca ha detto: «Troppe celebrazioni diventano il primo passo per dimenticare». Lei che dice?
• «Con la Fondazione noi badiamo alla concretezza, al territorio, alle cose cui Angelo teneva o che avrebbe voluto. Però queste manifestazioni servono per scuotere l’indifferenza della gente perché l’indifferenza porta all’isolamento, alla morte dell’anima. E forse Angelo sarebbe stato giá dimenticato».
• Una frase che non dimenticherá?
• «Alain Faure, direttore degli “Studi Politici” a Grenoble: “Angelo era un uomo percorso da una vena magica: ogni cosa che pensava diventava realtá”. E poi la sorella di Paolo Borsellino: “Eravamo parenti da anni pur senza conoscersi e pur senza saperlo”.
• Chi era suo fratello?
• «Un uomo semplice che con testardaggine ha fatto grandi cose. Il punto di partenza di una nuova politica».
• Chi lo ha ucciso?
• «Sono convinto che è stato un delitto pianificato, non un gesto estemporaneo di qualcuno. E’ difficile trovare una sola causa: Angelo è stato fatto fuori per una serie di interessi, l’omicidio è stato ordinato da una mente preparata, molto più grande e lontana dalla delinquenza locale».
• Antonio, il figlio di Angelo, ha detto: “Zio Dario poteva anche risparmiarsi di scrivere certe cose nel libro”. Dispiaciuto?
• «No, è sempre il figlio di mio fratello. La nostra famiglia è sempre stata unita, però è anche vero che Angelo era il nostro amalgama».
• Vede un altro Vassallo sindaco di Pollica?
• «Sì, magari tra qualche anno: non io, ma mia nipote Giusy, la figlia di Angelo. Somiglia molto al padre».
• L’attuale sindaco Pisani lo ritiene all’altezza?
• «Non mi permetto di giudicare: è serio, preparato. Ognuno ha il carattere che ha. Ha raccolto un’ereditá pesante, bisogna anche dargli il tempo di lavorare. Poi si potrá giudicare».
• Sará fatta piena luce sull’omicidio, sará trovato il colpevole?
• «La vedo difficile. L’unica fortuna è stata quella di trovare il procuratore Roberti coi suoi più stretti collaboratori. Nel suo sguardo ho letto il desiderio di cercare e di arrivare alla veritá, senza soste e senza sconti. Sulle indagini non ho contezza ma credo che ci si trovi di fronte ad un groviglio difficile da sciogliere».
• La morte di Angelo ha scosso il mondo della politica, è una morte che è servita?
• «Non ne sono sicuro, mi auguro che serva a quegli uomini intelligenti e di cuore che vogliono fare una bella politica, quella che parla al plurale e non al singolare. Non bisogna bussare a mille porte che poi restano sempre chiuse».
• C’è un segnale incoraggiante?
• «Come fondazione abbiamo avviato un programma per la pulitura dei fondali marini: plastica, bottiglie, carte e tutto quello che resta impigliato nelle reti. Vi hanno aderito, sotto forma di volontariato, sei pescherecci. Cinquanta chili di materiale ogni giorno che moltiplicati per 6 pescherecci e in 200 giorni lavorativi fanno 60mila chili di materiale riciclabile. L’unica porta ce l’ha aperta il Pd: è stato avviato l’iter di una legge che si chiamerá Angelo Vassallo».

La Città