Appello per non spostare San Gennaro Sepe: il miracolo capita il 19 settembre

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NAPOLI – «Chiunque può decidere di spostare la festività dedicata ad un santo. Ma San Gennaro non si tocca». Con queste parole l’arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe ha sottoscritto la petizione popolare promossa dal gruppo «Lunaset»: «Ridateci San Gennaro». Il documento con le firme che si stanno raccogliendo a Napoli sarà consegnato, dicono i promotori, la prossima settimana nelle mani del premier, Silvio Berlusconi, con la richiesta di ripristinare la festività del Santo Patrono di Napoli alla data naturale del 19 settembre, evitando l’accorpamento domenicale deciso in uno degli emendamenti licenziati dalla Commissione Bilancio del Senato. Oggi si è tenuta – presso il Caffè Gambrinus – la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa. Gli organizzatori riferiscono di aver già avuto l’adesione, oltre dell’arcivescovo di Napoli, Crescenzio Sepe, anche del Governatore della Campania, Stefano Caldoro. Numerosi i rappresentanti istituzionali che hanno già detto sì alla sottoscrizione del documento redatto dal gruppo Lunaset su iniziativa dell’editore, Pasquale Piccirillo: «L’iniziativa nasce dalla interpretazione del sentimento dei napoletani rispetto alla decisione di spostare dalla sua data naturale la festa di San Gennaro. Come ha sottolineato il cardinale Sepe, non si possono cancellare sentimenti religiosi e tradizioni di un popolo per disposizione di leggi; tanto più – ci permettiamo di aggiungere – che l’accorpamento fa risparmiare soltanto pochi spiccioli. La nostra – ha detto ancora Piccirillo – è una battaglia di civiltà oltre che di difesa dei principi religiosa di una intera comunità». D’altra parte ha aggiunto il direttore editoriale Lunaset, Franco Genzale: «La festa di San Gennaro ha un valore identitario della comunità partenopea che va salvaguardata. Oltretutto a calcoli fatti le feste si potrebbero salvare tagliando l’equivalente con la soppressione di uno dei tanti enti inutili che ancora alimentano parassitariamente il sottobosco politico». «Non posso dire: ‘San Gennà, il miracolo fallo di domenica’ perchè stiamo parlando di un evento che si verifica in quel giorno». Il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, commenta così la decisione di accorpare alla domenica le festa patronali che, per Napoli, si celebra il 19 settembre, quando si ripete la liquefazione del sangue di San Gennaro santo patrono della città. «Possono pure decidere di spostare San Pasquale – ha detto – ma San Gennaro ha una sua particolarità, non è una data, ma un evento soprannaturale che avviene in quel giorno». «Chiedo rispetto per questa nostra tipicità – ha concluso il presule – loro facciano quello che vogliono, noi quello che vogliamo».

IL MATTINO DI NAPOLI

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