MANOVRA, SI PUÒ LICENZIARE CON LE DEROGHE AZIENDALI. LA CGIL: "VIOLATA LA CARTA"

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ROMA – Un emendamento alla finanziaria riaccende lo scontro sull’articolo 18. La commissione bilancio del Senato, che ieri ha approvato la legge di bilancio, sposta il tiro sul diritto del lavoro e vota a maggioranza un comma che, se approvato, semplificherebbe il ricorso ai licenziamenti anche nelle aziende con più di quindici dipendenti. Si tratta di una modifica sostanziale all’articolo 8 della finanziaria. In sostanza, si prevede che la contrattazione aziendale possa derogare agli accordi e a leggi dello Stato (come lo statuto dei lavoratori). I contratti sottoscritti a livello aziendale o territoriali potranno «operare anche in deroga alle disposizioni di legge che disciplinano» il lavoro. La novità non si applica ad alcune categorie, come le donne incinte, in procinto di sposarsi o in congedo per la malattia di un figlio. I licenziamenti (più) facili scatenano le opposizioni e fanno scendere sul piede di guerra i sindacati, all’antivigilia dello sciopero della Cgil e degli autonomi. «La maggioranza cancella la Costituzione, non solo lo Statuto dei lavoratori», dice Susanna Camusso, segretario della Cgil. Un altro emendamento prevede la pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi online da parte dei comuni, ma senza nomi e cognomi: il contribuente, quindi, non sarà identificato. Critiche alla Finanziaria anche dalla Confindustria: «C’è un problema di credibilità di questo Paese, di una manovra che deve avere i saldi certi e, soprattutto, c’è un problema di piano della crescita che manca completamente», dice il presidente Emma Marcegaglia, «l’Italia rischia». Le risponde il ministro Giulio Tremonti: «Nel fare un provvedimento in quattro giorni puoi fare degli errori». Altre misure FESTE LAICHE. Il Primo Maggio, il 25 aprile e il 2 giugno non verranno accorpate alla domenica. Niente da fare invece per le feste patronali: resta solo quella di Roma. SUPER-INPS. Tra gli obiettivi di revisione della spesa c’è l’accorpamento degli enti della previdenza pubblica: si andrebbe così verso un super-Inps. BANCHE. Salta la norma che obbliga di indicare nella dichiarazione dei redditi il nome della banca. EVASIONE. Passa dal 50% al 100% l’incasso dei frutti della lotta all’evasione messa in campo con la collaborazione del Comune. I Comuni potranno pubblicare sui loro siti i dati relativi alle dichiarazioni ma solo in forma aggregata, per categorie.