Iole Capparrone salernitana,stilista e costumista all´avanguardia: dalle sfilate ai set e brevetti.

0

 

Jole Capparrone salernitana, stilista e costumista all’avanguardia: dalle sfilate ai set.

  Affascinata sin dall’infanzia dal mondo della moda, si divertiva ad animare le modelle delle riviste, oggi si ritrova ad animare i personaggi dei film, creando loro un’immagine propria e amalgamandola alle caratteristiche dell’attore e all’idea del regista. Ama la moda in tutte le sue sfaccettature difatti, il suo professore dello IED di Roma, lo stilista Franco Ciambella diceva che Iole era capace di vivere la moda a 360°. Nasce, infatti, come stilista per poi affacciarsi al mondo del costume cinematografico e teatrale. Studia fashion designer allo IED di Roma, lavora a Londra per la stilista Vivienne Westwood, poi per Dirk Bikkembergs, per  la Yes London e per molte altre aziende. Partecipa a diverse sfilate, tra cui quella per il concorso nazionale di MODA per giovani stilisti italiani dello SMAC. Vieppiù…Prossima l’uscita di una sua linea brevettata per l’innovazione. La sua poliedricità la spinge a provare esperienze diverse, adattando in ogni lavoro la sua sensibilità artistica. Intraprende il lavoro di costumista casualmente, coinvolta in un corto da un suo amico attore, durante il quale si appassiona e decide di seguire il corso “Formart-Costume” (tra i docenti il Premio Oscar Gabriella Pescucci). Seguono collaborazioni in diverse opere teatrali (tra cui la commedia”Fusi e Confusi” di Danilo Autero). E’ un lavoro divertente, ma che richiede una profonda sensibilità nel rendere visibili tutti gli aspetti del personaggio e nel dare rilievo a un singolo dettaglio/chiave della sua voluta identità. Bisogna quindi immedesimarsi nei ruoli, studiandoli per poi crearli e renderli unici. Un lavoro psicologico, culturale e storico. L’ultima esperienza sul set “ Il regista del mondo “di Carlo Fumo che vanta un notevole cast artistico: Naike Rivelli, Luca Ward, Gianmarco Tognazzi, Alessandro Haber etc.

Come ci si arriva

Per sposare la carriera artistica, sostiene Iole, occorrono passione, creatività e buon gusto. Perseverare nei propri obiettivi credendo nelle proprie passioni è l’unica via di successo. Le passioni forti sono compagne per la vita ricordandoci chi siamo e cosa vogliamo.   Trasformano i nostri sogni in realtà. Bisogna, però studiare, documentarsi sulle varie epoche storiche, avere conoscenze sartoriali e padronanza dei tessuti. Si consiglia una scuola: Accademia della moda e del costume.

 

Il bello

E’ interessante lavorare in squadra con altri artisti, personaggi fuori dal comune, si crea una grande famiglia, ci si diverte astraendosi per un po’ dalla propria vita personale. L’episodio più divertente che le è capitato? Spogliare il fotografo perché indossava dei capi interessanti per la scena e vederlo continuare a lavorare svestito. E’ un work in progress, va fatto fino all’ultimo secondo prima di girare e soggetto a vari cambiamenti. D’altronde l’arte dell’arrangiarsi serve anche ad affrontare situazioni creative e il costume è tra le più creative delle arti e diviene schermo su cui proiettare stati d’animo e situazioni. Il ruolo della costumista è la ciliegina sulla torta che rende indimenticabili i film. La moda è una forma d’arte commercializzabile, il costume è una forma d’arte che deve emozionare e creare un personaggio dare anima e nome a un abito. Qualcosa di più profondo attraverso il quale è interessante esprimere la propria creatività creando svariati personaggi in cui potersi immedesimare e vivere realtà diverse dalla propria quotidianità (fino a sentirsi di vivere in un film!).

Il brutto di questo lavoro

Da sempre il reparto costumi si trova al crocevia tra regia, troupe, cast e produzione. Ognuno ha le proprie idee e spesso è difficile conciliarle. Un’attrice che si vede grassa, e vuol essere magra, può essere un problema. Il costumista sta nel mezzo e cerca di mediare le insicurezze e le controversie. Necessari i nervi saldi. Un’altra difficoltà è capire cosa c è nella testa del regista, metterlo su carta e poi addosso agli attori. Soddisfare sia chi crea i personaggi, sia chi li impersona, mettendoli a proprio agio ed essere interpreti di entrambi. L’importante è far trasparire lo stato d’animo dell’attore  e  ciò che vuol comunicare il regista attraverso di esso. Recuperare, poi, ciò che è più affine all’idea iniziale nei negozi, mercati, armadi….ma non sempre il mercato offre ciò che serve, soprattutto se le richieste esulano dalla moda corrente. Necessarie molte ricerche per immergersi nello stile o ambiente del tempo, calarsi nei panni dei personaggi ed entrare nella loro psicologia, studiandone la parte proprio come fa l’attore con la differenza di non avere un solo personaggio da studiare. Dopo aver vissuto in ognuno di loro, vestirli, rendendo credibili i personaggi. Iole fa tutto questo e ci assicura che è bellissimo.

Lascia una risposta