La voce degli imprenditori: misure anti-evasione sconcertanti

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Sconcertati. È questo il commento che arriva da Confindustria di fronte alle misure decise dal governo per contrastare l’evasione fiscale. L’obiettivo è giusto e condivisibile: e il comunicato diffuso ieri dalla confederazione sottolinea che il mondo delle imprese ha «da tempo» condiviso l’impegno per una «seria ed efficace» lotta all’evasione fiscale e contributiva. Ma l’emendamento del governo non va: è approssimato, non coerente tecnicamente e le misure dovranno essere necessariamente riviste.

L’analisi sulle norme fiscali arriva ventiquattro ore dopo la riunione del direttivo da dove è emersa una durissima critica a tutta la manovra. «Debole e inadeguata», l’ha bollata il vertice di Confindustria, aggiungendo che «serve altro». Sul fisco è arrivata una seconda bocciatura: «Le misure presentate risentono della fretta e dell’approssimazione con cui è stato predisposto l’emendamento, non sono coerenti sul piano tecnico e dovranno necessariamente essere riviste». Inoltre sono anche «poco efficaci» rispetto all’obiettivo di una seria lotta all’evasione». Ed hanno un’altra controindicazione pesante: «rischiano di penalizzare le imprese corrette con il fisco».

Nel testo su fanno due esempi, per tutti: innanzitutto la norma che considera presuntivamente società di comodo le imprese in perdita per tre anni consecutivi. In questa fase di crisi economica, sottolinea Confindustria, sono molte le aziende che si trovano in questa situazione e che non possono essere ulteriorimente penalizzate, considerandole a priori società non operative. Per quanto riguarda le misure in materia di reati tributari, in particolare quelle previste per l’infedele dichiarazione, per sanzionare penalmente questa condotta l’illecito va rapportato all’effettiva entità dell’evasione e al dolo specifico, «altrimenti si rischia solo di ingolfare ancora di più una giustizia già lenta e appensantita, generando crescente incertezza per tutte le imprese». Il comunicato della confederazione conclude: «Siamo stupiti che il governo non abbia preso in considerazione misure più efficaci di contrasto all’evasione, come la nostra proposta di abbassare la soglia per l’uso del contante a 500 euro».

La prossima settimana la manovra approderà in aula. Confindustria continuerà il pressing perchè venga cambiata, consapevole che «i sacrifici debbano essere distribuiti tra tutti», come è scritto nel comunicato di mercoledì, sottolineando che gli imprenditori «non si tireranno indietro di fronte ad ulteriori impegni e sacrifici». Rapida la reazione del ministro Roberto Calderoli: «La prima gallina che canta è quella che ha fatto l’uovo. Credo che ne raccoglieremo molte, nella logica delle richieste che a parole la Confindustria ha sempre rivolto al governo». (N. P.)

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fonte:sole24ore