La Gifra di sant´Agnello a Madrid: un pieno di fede, gioia, amore e fraternità

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La Gioventù Francescana di cui faccio parte da cinque anni ha partecipato in modo estremamente entusiastico alla GMG di Madrid spinti dalla fede e dal desiderio di rinsaldare lo spirito fraterno. Così undici ragazzi da Sant’Agnello (Sorrento) sono partiti per questa bella ma anche faticosa avventura e al loro ritorno ne ho intervistati alcuni: Alessandro 32 anni, Francesco 21, Fabio 24, Grazia 17,  Orlando 21, Fabio 24, Enrica 18,  Verena 18. (Pier Francesco Bello) 

Cosa vi ha spinto a partecipare a questo evento? E’ stato all’altezza delle vostre aspettative preliminari? Alessandro: Mi ha spinto a partecipare soprattutto lo spirito di fraternità che mi anima fortemente e che è alla base dell’essere gifrini. Verena: Ho deciso di partecipare con la certezza che un’esperienza simile dà molti frutti a confronto dei sacrifici da affrontare. Nei giorni prima della partenza ho cercato di non fissarmi aspettative pur non riuscendovi. Comunque è stato un momento molto intenso della mia vita. Francesco: Prima di partire ho chiesto ad altri che avevano già partecipato cosa dovessi aspettarmi. Devo dire che le mie aspettative non sono state soddisfatte pienamente. Questo però è un rischio che si corre facilmente quando si fa un’esperienza così forte fra tanta gente. Fabio: Io avevo già partecipato alla GMG di Colonia 2005 e quindi sono partito più carico di aspettative rispetto ad altri. Ma anche a Madrid il Signore mi ha regalato altre cose nuove rispetto a Colonia.Grazia: Anche per me questa è la mia seconda GMG dopo Colonia.  

Attraverso la televisione si è visto un clima estremamente gioioso e festoso; è stato così anche per voi? Orlando: Da ogni parte della città c’era gente che cantava, gridava di gioia, un clima di autentica festa. Questo clima di gioia purtroppo è stato interrotto solo da alcuni scontri che si sono verificati tra la polizia e alcuni giovani che contestavano il Papa e la GMG in genere. Questo in parte ci ha reso più felici perché continuando ad alimentare il clima di gioia che c’era abbiamo fatto testimonianza autentica. 

Quanto è stato ampio il rapporto con i ragazzi di altre nazionalità? Verena: Non abbiamo fatto particolari conoscenze. Io ho conosciuto una ragazza del Burundi con la quale ho avuto un breve dialogo in inglese. Alessandro: Non ci sono state conoscenze profonde, ma abbiamo condiviso piccole cose come ci dettava il cuore al momento. Enrica: In quanto a ragazzi stranieri, ho conosciuto un gruppo di francesi. Fabio: Ho avuto contatti prevalentemente con i Gifrini della Campania che già conoscevo in gran parte.  

Nel partecipare a questi eventi ci si sente ‘particolari’ cioè quasi dei privilegiati in un mondo che oggi fa fatica a capire o ragazzi assolutamente normali? Alessandro: No, assolutamente normali perché tutti Figli di un unico Dio. Verena: Ci si sente parte di un gruppo di persone che hanno avuto un’opportunità che non tutti hanno perché non tutti sentono che Dio li sta chiamando. 

Che sensazione vi ha dato l’incontro con il Santo Padre? Come lo avete vissuto? Alessandro: Per me il momento più forte, oltre la veglia notturna al SS.mo, è stata l’attesa del Papa lungo le strade di Madrid. Non nascondo che l’attesa è stata faticosa per il sole, il gran caldo e il lungo tempo trascorso; ma la voglia di vedere il Papa, pure se passava lungo la strada solo un attimo, anche vederlo solo di spalle a pochi metri da te, dava un’energia e una forza che ti liberava unita alla grande gioia di vivere tutto insieme alla tua fraternità. Enrica 18 anni: Anche per me vedere il Papa passare così vicino è stato molto bello, anche se non abbiamo avuto la possibilità, come tantissimi altri ragazzi, di poterlo incontrare da vicino. 

Cosa avete portato a casa da questa settimana trascorsa a Madrid? Lo ripetereste? Alessandro e Verena: Sicuramente una gioia immensa e un rinnovato spirito di testimonianza e fraternità che ci è stato dato anzitutto dalle catechesi dei vescovi, soprattutto l’ultima del Cardinale Vallini e nel vedere tanti ragazzi convenuti lì solo spinti da un gran desiderio di caricarsi di Cristo. Verena: Sicuramente questa settimana mi ha spinto a rivalutare in modo drastico il mio modo di essere testimone della fede. Avendone la possibilità è un’esperienza che ci piacerebbe ripetere nel 2013 anche se Rio de Janeiro è nettamente più lontana di Madrid!

Come interpretate questi incontri, pellegrinaggi, viaggi, vacanze o altro? Li interpretiamo come profonde esperienze di fede. Sicuramente è anche un pellegrinaggio nel senso di rispondere ad un invito di Dio e del Papa, anche se non sono mancati momenti da ‘viaggio’ come la visita al Museo del Prado o qualche passeggiata nei momenti liberi.

Quale messaggio volete lasciare ai giovani che non hanno partecipato? Li invitiamo tutti a partecipare alla prossima GMG per fare insieme ai giovani di tutto il mondo una immersione nella fede e nella gioia. Provate per credere!! E’ un momento che non dimenticherete più!

Articolo pubblicato anche su www.serviziocivilemagazine.it